Come solo il più ironico dei destini poteva riservarci, dopo tutto un campionato a battagliare, eccoci di nuovo a incontrare il V̶̶i̶̶r̶̶t̶̶u̶̶s̶ ̶B̶̶a̶̶s̶̶s̶̶a̶̶n̶̶o̶ Vicenza: che, da tifosi – senza scomodare i dolci ricordi di un novantaquattresimo a caso – ci verrebbe più facile liquidare il tutto con un dissacrante vabbè, ora basta con queste amichevoli precampionato contro squadre di serie C (😂) pronti ad assaporare, dopo qualche anno, il novembrino match con il Venezia (questo sí, storicamente, il nostro vero derby).
E invece eccoci qui, al 10 di agosto di un’estate nuovamente calda, ad accogliere questa prima partita ufficiale, il battesimo ad una stagione che ci ha visti tornare in palcoscenici più “consoni”: e passino tutti i casini extra, anzi, se proprio volessimo giocarcela sul parallelismo con i cantieri potremmo suggerire che, a quello infinito dello stadio, c’è da aggiungere quello della nostra rosa: incompleta, certo, non amalgamata, sicuro, con gambe pesanti, probabile… E – ad assecondare il pensiero di Andreoletti in conferenza stampa prepartita – forse non troppo lontana, in termini di valori, da quella biancorossa che, dopo anni, ha invece cambiato strategia (“meno figurine, più giocatori affamati di categoria“).
A proposito di Matteo Andreoletti: a nostro modo di vedere, oltre ogni evidenza, oltre ogni nome altisonante a caso, l’acquisto più importante di questa stagione. Preparato, appassionato, dosato delle dichiarazioni, chiaro nei concetti, rappresenta indubbiamente la vera stella di questa squadra e, a nostro modo di vedere, un tesoro da appoggiare, supportare, proteggere ad ogni costo anche e soprattutto nei – sicuri – momenti difficili.

Affrontiamo questo debutto con curiosità e certezza: tra le prime quella di vedere a che punto siamo, se le idee trovano già modo di diventare giocate, se la mentalità fa già rima con orgoglio, se, a livello di tifo, cominciamo già a calarci nel mood “lacrime & sofferenza” che sarà, gioco forza, il nostro canovaccio da serie B; e la certezza? Che, al netto del caldo, di agosto, della coppa Italia, del calciomercato, dello stadio, del Papu, di Maradona e Pelé, sempre lì finiamo:
“I derby sono fatti per essere vinti, non per essere giocati.”
FORZA PADOVA !