L’USCITA DAL PARCHEGGIO: macchine parcheggiate in ogni dove: dentro le righe, fuori le righe, in mezzo ai campi, lungo la strada, sopra il guardrail, in coda al Mc Drive. Roba da far impallidire qualsiasi città del Sud Italia. Ma chi se ne frega se stavolta ci si impiegano 75 minuti netti per uscire dal labirinto fotovoltaico e prendere una tangenziale.. il concerto di clacson e di vaffa di ieri sera non ha mai avuto un suono così celestiale!! <3
SORRENTINO: alla lettura formazioni, vedendosi Villa là davanti, ha un arresto cardio-circolatorio. Rimesso in sesto dal preparatore atletico che gli urla col megafono “non fa male, non fa male”, si mette i guantoni, dà l’ultima occhiata al suo santino di “San Pippo Sgarbi Proteggimi tu” attaccato con la calamita al palo e scende in campo, facendo il suo. Nel finale prova anche il volo alla Zuperman, scatenando la bisolite acuta in panchina. Ghe passarà.
VILLA: alcuni tifosi, nel vederlo partire titolare, necessitano la rianimazione, ma lui entra ignaro di tutto e di tutti e gioca con la sicurezza di un veterano reduce dalla guerra in Vietnam: in effetti a giocare di fianco al cattivissimo Pastina, ci cagheremmo in mano anche noi.
PASTINA: se dovessimo accostarlo a un se stesso, sarebbe un Kinder Paradiso. Un muro. Una trincea. Un posto di blocco col filo spinato. Una cattiveria e una precisione che se te lo trovi di notte per strada gli dai anche le scarpe. Sfiora anche il gol nel primo tempo, ma il mastice per i capelli gli devìa la traiettoria di un nonnulla. Ne è valsa la pena aspettarlo.
FAEDO: corre ovunque, girando in tondo come una giostra del luna park, inseguendo formule chimiche per il campo. Contagiato dalla “pastinitus violentus” ne ha per tutti, ne sanno qualcosa il povero Villa e Silva che vengono fanculeggiati con una cattiveria da pronto intervento del Telefono Azzurro.
CAPELLI: i gli tolgono il limitatore di velocità e lui come al solito scorrazza su e giù nonostante siamo alla cinquantesima di campionato e nonostante oggi abbia un anno in più (Auguriiii!!!!). I cross però oggi sono quello che sono, difatti per calibrarlo un po’ cercano di bendarlo ad un occhio, senza però ottenere risultati migliori. Speriamo centri meglio le candeline della torta.
FAVALE: la sua crescita è più esponenziale del prezzo del diesel. Bravoooooo!!
FUSI: ha la delicatezza di un trattore in una vetreria ma spesso i suoi salvataggi sono sempre provvidenziali che sembra Mitch di Baywatch, ma con meno pelo.
VARAS: Breda negli spogliatoi gli chiede sostanza e lui tira fuori due buste sospette che allarmano Carabinieri, Ris e quelli della Stazione (abbiamo nuovi occasionali). Prestazione un po’ in ombra, c’è aria di Crisetig.
CRISETIG: Varas che si può velocizzare il gioco, lui però non si agita, gioca con una calma e una sicurezza che calmerebbe anche un esorcista. In campo dà più indicazioni ai suoi di Google maps.
DI MARIANO: caccia due corner che nemmeno David Gnomo di testa, per il resto cerca giocate di classe, ma l’ultima frequentata era -forse- la terza media. Anche lui oggi spegne le candeline ma speriamo festeggi sabato con un bel gol 😀
BORTOLUSSI: invidiosi perché per tutta la settimana s’è parlato solo di lui, i compagni di squadra lo isolano da gruppo e lui rimane lì davanti senza nessuno con cui parlare. Di botte però ne prende tante anche stavolta.
SEGHETTI: vede le maglie rosse della Reggiana e come un toro, va via di testa. Siamo diventati tutti ciechi.
DI MAGGIO: mancano solo 10 giorni e si vede: sta sbocciando sempre più. Un assist al bacio che viene quasi voglia di limonarselo.
CAPRARI: entra e anche stavolta la partita gira. Sguizzante come una cavalletta a ottobre si infila dappertutto e semina panico e soprattutto cross vincenti. Dalla panchina dispensa più consigli tecnici di Bearzot, senza usare la pipa.
SILVA: ritenuto illegale schierarlo in almeno 16 paesi, per stimolarlo a fare bene è apparsa pure una bandiera Auriverde in Curva Sud, ma pare che a poco sia servito. Pare che Trump in settimana svelerà clamorosi dossier sugli Ufo, magari ci parlerà anche di lui. Lodevole comunque la sua capacità nel incassare parole da chiunque.
BREDA: entra in campo riflessivo e con parecchi dubbi: “la carbonara va col guanciale o con la pancetta?”. Sta plasmando (come Bredi Moore in Ghost) il suo Padova con idee chiare (tipo la palla è quella bianca, noi siamo quelli bianchi) e serenità nel gruppo tanto che il suo aplomb dà serenità anche a noi in tribuna: ci è presa un’improvvisa passione per l’osservazione dei cantieri. Di serenità ne hanno un po’ meno quelli attorno a lui: anche stavolta un espulso, qualche ferito, Belli in versione poledance-esorcistica che si arrampicava dappertutto e ugole d’oro dei panchinari.
BISOLI: la mia giornata tipo (cit.): la mattina mi alzo, vado alla partita, mi faccio espellere, perdo, sparo deliri in conferenza stampa e torno a casa. Fine.
I REGGIANTINI: insomma, questa storia dei gemellaggi della squadra oltre il Brenta sta portando una fortuna che manco il Conte Semenzara al Casinò. Non ci sbilanciamo oltre, però anche il Pescara…….
IL VAR: ti VAriamo bene.
Fine, che c’è da organizzare la trasferta di Chiavari. E se fate collegamenti maliziosi riguardo al nome della città…. siete delle brutte persone.