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	<title>amarcord Archives - Tifo Padova</title>
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	<description>Il sito dei tifosi biancoscudati, per i tifosi biancoscudati.</description>
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	<title>amarcord Archives - Tifo Padova</title>
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		<title>L&#8217;inimitabile Spazzola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2021 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Padovani Illustri]]></category>
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		<category><![CDATA[Gastone Zanon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gastone Zanon, vecchia bandiera del calcio biancoscudato, raccontato dalla penna di Claudio Malagoli, per la rivista &#8220;Il Padova&#8221;&#8230;</p>
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<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">Gastone Zanon, vecchia bandiera del calcio biancoscudato, raccontato dalla penna di Claudio Malagoli, per la rivista &#8220;Il Padova&#8221; del Marzo 1991. Un profilo denso di ricordi, e le emozioni di una vita in biancoscudato per l&#8217;indimenticato <em>panzer</em> di Rocco, mancato nel Luglio 2016.</h5>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Gastone Zanon è stato una delle bandiere del Padova. Con la maglia biancoscudata ha disputato ben 119 partite in Serie B e 144 in Serei A lasciando indubbiamente il suo segno non solo nella storia della società patavina ma anche&#8230; nelle caviglia di numerosi attaccanti avversari. Ma Zanon, meglio conosciuto come &#8220;Spazzola&#8221; (per qualcuno è il suo reale cognome&#8230;), si sta distinguendo ancora oggi che ha smesso i panni del calciatore ed anche del dirigente. Quando è chiamato ad incontri, riunioni, cene, conviviali dove si parla di calcio, ufficialmente oppure no, rifugge dai luoghi comuni e si addentra in discorsi divertenti e pepati, con battute e frecciatine di sua esclusività. Vivace anche nel lavoro (settore edilizia) Zanon non è cambiato con il passare degli anni, da quando cioè indossava la maglia biancoscudata. La verve è la stessa. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il padova è stato per me come una famiglia. Con la società biancoscudata ho vissuto due momenti d&#8217;oro. Tutti sono portati a ricordare gli anni magnifici dei trionfi di Rocco ma nella mia memoria ho ben stampato anche il campionato 1948/49 quando il Padova, che era allenato da Serantoni, ha conquistato la promozione in Serie A.</p>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Spazzola-Zanon-714x1024.png" alt="" class="wp-image-4767" width="245" height="351" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Spazzola-Zanon-714x1024.png 714w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Spazzola-Zanon-209x300.png 209w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Spazzola-Zanon-768x1101.png 768w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Spazzola-Zanon-1071x1536.png 1071w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Spazzola-Zanon-1140x1635.png 1140w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Spazzola-Zanon.png 1186w" sizes="(max-width: 245px) 100vw, 245px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">La partita che ricordo più volentieri risale al Febbraio del 1949 quando pareggiammo in casa per 4-4 con il Grande Torino che poi vinse nettamente il campionato. Pur avendo uno spirito goliardico, affrontammo quell&#8217;incontro con grande cuore e il pareggio fu un risultato davvero sorprendente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono attaccatissimo ai colori del Padova perchè all&#8217;interno dell&#8217;ambiente biancoscudato ho vissuto per ben 19 anni facendo tutta la trafila dai ragazzi alla prima squadra. Il calcio è sempre stato per me sinonimo di passione e divertimento ma non pensavo certo di poter arrivare a certi livelli. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Con Rocco in panchina adottammo il famoso &#8220;catenaccio&#8221;, con marcature a uomo ed il libero dietro ai difensori. Rocco aveva già adottato questo sistema ai tempi della Triestina ed anche Tansini, che allenava la squadra dei ragazzi del Padova, ci faceva giocare pressapoco allo stesso modo. La nostra arma vincente fu l&#8217;entusiasmo. Anno dopo anno la squadra venne ritoccata con l&#8217;innesto di alcune importanti pedine. Quando lo scacchiere fu completato arrivò il terzo posto nel campionato di Serie A alle spalle di Juventus e Fiorentina. Tra noi giocatori ricordo che c&#8217;era grande amicizia ed attaccamento alla maglia, alla società e alla città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parlando di allenatori mi devo soffermare su Serantoni e Rocco. Il primo era più rigido, se qualche giocatore non gli andava a genio lo metteva da parte; Rocco aveva invece una mentalità più paterna, era meno intransigente, se aveva dei dissapori con qualche giocatore cercava poi di aggiustare le cose con la mediazione di Piacentini o di qualche altro personaggio di sua fiducia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma nei miei ricordi merita un posto importante anche Tansini che è stato quello che mi ha fatto crescere non solo come giocatore ma soprattutto come uomo perchè ci teneva moltissimo all&#8217;educazione fuori dal campo. Quando si andava a giocare in trasferta pretendeva che tutti i componenti della squadra vestissero allo stesso modo, stava attento a come mangiavamo, a come parlavamo, ci teneva che avessimo sempre i capelli corti. Ed infatti fu proprio lui a darmi il soprannome di &#8220;spazzola&#8221;. A quei tempi tenevo sempre i capelli corti ma quando mi presentai a un provino me li tagliai ancora di più. E Tansini mi affibbiò il soprannome di &#8220;spazzola&#8221;. Qualcuno successivamente lo ha attribuito al fatto che quando entravo sull&#8217;avversario cercavo sempre di spazzare via il pallone, senza troppa preoccupazione delle caviglie degli avversari. Ho avuto un rapporto stupendo con il pubblico e con tutta la città e lo dimostra il fatto che ancora oggi quando vado allo stadio la gente mi saluta con affetto. Tra i tifosi avevo la fama di &#8220;picchiatore&#8221; perchè entravo sempre deciso sull&#8217;avversario. Non rientrava nel mio spirito tirarmi indietro altrimenti avrei fatto meglio ad andare a fare il ballerino al teatro Verdi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come dirigente entrai nel Padova nel momento in cui Boldrin si fece da parte ed arrivò Farina. Feci parte di un comitato di gestione insieme a Scagnellato e Liccardo, ma ben presto mi resi conto che non c&#8217;erano gli estremi per ridare entusiasmo all&#8217;ambiente biancoscudato. Ricordo ancora una riunione che tenemmo a casa mia e a cui partecipò anche Farina: in quei momenti capii che a Farina stavano a cuore solo i suoi interessi e non certo quelli del Padova. Tornai un po&#8217; nel giro ai tempi di Tonino Pilotto. Prima ancora che un presidente, Pilotto era soprattutto un tifoso. Ero già uscito di scena prima del &#8220;fattaccio&#8221; di Taranto, ma ciò non toglie che Pilotto abbia fatto qualcosa di importante per il Padova riuscendo a creare un clima di entusiasmo attorno alla squadra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Puggina è un personaggio che ha una grande buona volontà e che ha contribuito in maniera importante a rilanciare le quotazioni e l&#8217;immagine del Padova. Mi auguro che riesca a trovare al più presto le persone giuste e mi riferisco a general manager, allenatori e giocatori per fare il definitivo salto di qualità com&#8217;è successo ad esempio a Parma con l&#8217;avvento di Nevio Scala. Colautti, comunque, sta facendo un buon lavoro e la squadra attua un tipo di gioco divertente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Tratto da &#8220;Il Padova&#8221;, anno 2, numero 3 &#8211; Marzo 1991</em><br>di Claudio Malagoli</strong></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-default"><img decoding="async" width="1024" height="748" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/zanon-sport-illustrato-1024x748.png" alt="" class="wp-image-4766" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/zanon-sport-illustrato-1024x748.png 1024w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/zanon-sport-illustrato-300x219.png 300w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/zanon-sport-illustrato-768x561.png 768w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/zanon-sport-illustrato-1140x833.png 1140w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/zanon-sport-illustrato.png 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Ezio Vendrame: il mio calcio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jan 2021 16:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Vendrame]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vendrame, genio e sregolatezza: i ricordi, gli episodi, il rifiuto di vivere nella normalità. Un ritratto denso per&#8230;</p>
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<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">Vendrame, genio e sregolatezza: i ricordi, gli episodi, il rifiuto di vivere nella normalità. Un ritratto denso per un campione di fantasia come pochi altri, dalle pagine della rivista &#8220;Il Padova&#8221;, nel 1991, a cura di Luigi Carrai</h5>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Se quel ragazzo avesse testa potrebbe giocare dieci anni in Nazionale&#8221;</em>. Quel ragazzo era Ezio Vendrame, giocatore del Vicenza, poi del Napoli e del Padova. Il parere autorevole, invece, fu di Boniperti, allora numero uno della Juventus che, in modo educato gli dette del &#8220;bravo e matto&#8221;, binomio che fa a pugni ma soprattutto paura, terrore nel mondo del pallone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vendrame quindici anni dopo non è cambiato. Fa l&#8217;allenatore della Berretti del Venezia, suona la chitarra e scrive poesie. Pensa a modo suo, parla a modo suo: <em>&#8220;Sono matto? No, vivo. C&#8217;è chi nella vita si tira giù le braghe e chi non lo fa. Io non l&#8217;ho mai fatto. Sono un uomo vero, miliardario senza una lira. So amare, è questo è l&#8217;importante. Ho amato molte donne e poca gente del calcio, nessuno che conta: al Padova, Berto Piacentini, troppo presto dimenticato, il dottor Ancona e Pino Lazzaro. Da Pino volevo avere un figlio, come da tutte le persone che amo, solo che non è stato possibile. Non è facile essere madri&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Vendrame parla a getto, è fatto così.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Vuoi qualche aneddoto? Una volta, una partita Padova-Cremonese di Serie C, gran caldo di fine campionato, c&#8217;era un tacito accordo di pareggio. Il pubblico aveva iniziato a fischiare. Mancavano le emozioni, allora presi il pallone e puntai verso la mia porta, scartando due o tre compagni. Arrivai davanti a Bartolini, lo stadio si ammutolì, fintai il tiro, lui si tuffò. In quel momento uno spettatore in gradinata si sentì male e morì d&#8217;infarto. Fu un dispiacere per me ma il tifoso che soffriva di cuore non doveva venire a vedermi. Doveva sapere che Vendrame da&#8217; sempre emozioni&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Un&#8217;altra volta si giocava Padova-Udinese. Dovevo battere un calcio d&#8217;angolo ma avevo il naso chiuso, allora me lo soffiai sulla bandierina, poi feci gol. Nessuno disse niente. E che potevano dire? Al massimo che ero un ragazzo educato&#8221;. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Un&#8217;altra volta ancora Fantino Cocco del Gazzettino aveva iniziato a criticarmi, io ero infastidito. A un certo punto mi procurai un rigore e prima di batterlo, mentre l&#8217;arbitro e i giocatori aspettavano, mi allontanai dal pallone andando verso la tribuna stampa. Gridai a Fantino: &#8216;Ehi tu, vuoi vedere che il pallone lo mando da una parte e il portiere s&#8217;impicca all&#8217;altro palo?&#8217;. Detto e fatto. Da quel momento nessuno mi rivolse più critiche&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Vendrame, di Casarsa della Delizia in Friuli, iniziò a giocare nelle giovanili dell&#8217;Udinese, poi due anni alla Spal in A, uno al Siena, a Sassari e a Rovereto in C, quattro al Vicenza e uno al Napoli in A, due al Padova e uno all&#8217;Audace in C. <em>&#8220;Ho smesso di giocare per amore. Un grande amore. Prima di finire la carriera sono stato anche tra i dilettanti, nel Pordenone allenato da Buffoni, che deve a me la sua scalata. Cosa ne penso di lui? È un allenatore. Ho conosciuto anche Enzo Ferrari. È un uomo vero. A me non interessano quelli che non lo sono&#8221;.</em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<div class="wp-block-image is-style-default">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/EzioVendrame_Chitarra.png" alt="" class="wp-image-4775" width="452" height="318" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/EzioVendrame_Chitarra.png 901w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/EzioVendrame_Chitarra-300x211.png 300w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/EzioVendrame_Chitarra-768x540.png 768w" sizes="(max-width: 452px) 100vw, 452px" /></figure>
</div>


<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Vendrame e la carriera, Vendrame e il denaro. Vendrame e la politica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Dicevano che fossi fortissimo, l&#8217;ha detto Boniperti ma non ho mai giocato in Nazionale. Non me ne frega niente. Nella mia vita ho sempre fatto quello che volevo, detto ciò che pensavo. Mi ubriacavo il venerdì, con le donne il sabato e giocavo la domenica. Questo è per me la nazionale: ci ho giocato anni e ci gioco tuttora. Ho sempre rifiutato le amicizie imposte le ipocrisie. Piuttosto che andare a pranzo con i compagni uscivo con i barboni&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Il denaro? Ne ho guadagnato molto e l&#8217;ho anche speso, tutto. Voglio morire in bolletta, voglio godere fin quando sono vivo. Non mi interessano i castelletti, i soldi me li sono mangiati, alla grande, senza nessuna sofferenza né rimpianto, ma con gioia, immensa gioia. Sono contento di me anche quando soffro mi sento vivo. Non ho mai avuto una vita piatta, non mi sono mai prostituito. Da calciatore ho fatto l&#8217;amore come un grillo parlante, per una partita non ho mai forzato me stesso&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;La politica non mi interessa, sono disgustato dagli uomini politici, che parlano tutti la stessa lingua; la chiesa è un rifugio per dare un senso alla vita. Nel calcio i direttori sportivi esisteranno fin quando i presidenti saranno degli sprovveduti, e i procuratori vivono sulle spalle di chi non è capace di pagare la bolletta del gas e della luce. La differenza tra queste due figure, però, è che il procuratore fa l&#8217;interesse dei giocatori e il diesse non sempre fa l&#8217;interesse del presidente&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Vendrame non si ferma più, tocca anche il tasto &#8220;allenatore&#8221;: <em>&#8220;I tecnici di oggi vivono solo di nozioni, mesocicli, ripetute anaerobiche, ma hanno grosse lacune nei rapporti umani. Non capiscono che sono determinanti solo in senso negativo e che sono i giocatori a farli diventare grandi: se hanno la squadra forte vincono, altrimenti possono contare solo in negativo. Gli uomini veri sono grandi allenatori: Bagnoli è un uomo vero e anche Scala mi piace, Di Marzio l&#8217;ho ascoltato in TV e mi sembra valido. Bigon, con cui ho giocato nella Spal, è un bravo ragazzo sempre in giacca e cravatta. Colautti non lo conosco&#8221;</em>. E Vendrame come tecnico della Berretti del Venezia? <em>&#8220;Il mondo del calcio non mi interessa, non mi è mai interessato. Lo faccio solo per i soldi, e per stare in mezzo ai giovani, che sono ancora puri&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ricordo più bello al Padova? <em>&#8220;Una sera a casa di Pino Lazzaro, con il poeta Piero Ciampi. Abbiamo parlato che l&#8217;acrobata cammina su un filo ma alla fine cade. Poi ricordo il dottor Ancona, Piacentini e gli allenatori Pin e Beraldo, gli unici che ho veramente apprezzato. Sono contento di essere stato a Padova per averli conosciuti. È questo il mio conto in banca. Il più prezioso&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ezio riassume se stesso, la sua vita. <em>&#8220;Ho quattro grandi passioni: le donne, la musica, la poesia, e il calcio, che viene per ultimo. Non si può vivere di solo pallonek prima o poi si sgonfia e se non sei un uomo vero, non ti resta più niente. La musica mi piace tutta, da quella classica al rock. Poi mi interessano i &#8216;poeti maledetti&#8217;, leggo Bukowski&#8221;.</em></p>



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</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Nella mia esistenza ho sbagliato molte cose, sono pieno di contraddizioni: sono nato a Casarsa della Delizia, non a Betlemme. Ma sono contento di quello che ho fatto, rifarei tutto per combattere l&#8217;ipocrisia e la violenza, caratteristiche della nostra società, che è una giungla. Il male di oggi è che la gente si abbraccia poco: non abbiamo la forza di dirci che ci vogliamo bene. Capita di andare ai funerali di amici e parenti e capire solo in quel momento di avere amato una persona. Troppo tardi, perchè abbiamo troppa fretta di arrivare, di fare i castelletti. Io ai funerali dei miei genitori non ci andrò, voglio amarli adesso, voglio coccolarli finchè sono in tempo. E quando morirò io, bé, allora andrò finalmente dove tutta la gente che ho combattuto vuole che vada: a farmi fottere&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Tratto da &#8220;Il Padova&#8221;, anno 2, numero 3 &#8211; Marzo 1991</em></strong><br><strong>di Luigi Carrai</strong></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-default"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="569" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Padova_197677-1024x569.png" alt="" class="wp-image-4773" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Padova_197677-1024x569.png 1024w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Padova_197677-300x167.png 300w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Padova_197677-768x427.png 768w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Padova_197677-1536x854.png 1536w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Padova_197677-2048x1138.png 2048w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Padova_197677-1140x634.png 1140w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Padova_197677.png 2602w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Capitan Ottoni&#8230; E il &#8220;profeta&#8221; Nunziata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2020 08:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[...con Garbo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non segnavano, non erano sulle copertine dei giornali ma al Calcio Padova hanno dato un contributo fondamentale e&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Non segnavano, non erano sulle copertine dei giornali ma al Calcio Padova hanno dato un contributo fondamentale e lasciato un ricordo indelebile: Claudio Ottoni e Carmine &#8220;Nino&#8221; Nunziata. Questo il ricordo di Daniele Garbo, storico giornalista sportivo Mediaset, padovano e biancoscoppiato, in questa 9° puntata di &#8220;Biancoscoppiati&#8230; Con Garbo!&#8221;</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Trovi tutte le puntate qui:&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLwLs48FrKR_aavgPlXQCquWpaODjoe-vU">https://www.youtube.com/playlist?list=PLwLs48FrKR_aavgPlXQCquWpaODjoe-vU</a></p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Daniele Garbo</strong>, tra le firme più prestigiose del giornalismo sportivo italiano, orgogliosamente padovano, di nascita e fede calcistica, ha costruito la propria carriera sulle fondamenta degli amori sportivi di sempre: il tennis e il calcio. Lo abbiamo visto — e ascoltato — raccontare lo sport sulle reti Mediaset. Gli abbiamo chiesto di aprire per noi il cassetto dei ricordi, quelli biancoscudati, e siamo orgogliosi di accoglierlo come ospite su questa pagina.</p>
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