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	<title>CURVA Archives - Tifo Padova</title>
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	<title>CURVA Archives - Tifo Padova</title>
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		<title>LE PAGELLE BIANCOSCOPPIATE DI PADOVA &#8211; EMPOLI 1 &#8211; 0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 11:25:55 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">LA CURVA: Nessuno ormai ci credeva più e invece eccola qui&#8230; Tutta piena di tifosi e di bandiere, infiocchettata a festa, coccolosa, che fa venire la pelle d&#8217;oca di un istrice solo a vederla. Bella, bellissima, quasi surreale. Noi arriviamo prestissimo allo stadio per goderci lo spettacolo e, vederla dalla est che pian pianino si riempie, è qualcosa di veramente commovente. L’aria ha quel qualcosa di frizzante, o saranno le bollicine della birra.<br>Dalla Sud intanto ci arrivano le prime indiscrezioni di gente che sembra aver visto il Paradiso: panorama incredibile, seggiolini comodi, bar funzionanti, cessi in acciaio inox super splendente che manco le pentole della Mondiale Casa brillano così, carta igienica abbondante e pisciate vista campo da un oblò che sembra di stare in crociera. Peccato per gli affitti alle stelle dei monolocali all&#8217;ultimo piano, ma da lì la vista ha un che di poetico. E poi si può sbattere la tovaglia senza disturbare il vicinato.<br>Per quanto riguarda la tenuta poi&#8230; Beh, è ottimale, e regge anche ai terremoti di magnitudo 7. Lo conferma il Geom. Bortolussi che al minuto 84 la collauda facendola letteralmente esplodere. Proprio adesso che era finita&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">IL SOCIAL MEDIA MANAGER DEL PADOVA: da dietro la porta riesce, con uno scatto alla Lasagna, ad inseguire Bortolussi festante dopo il gol ed editare un video nel quale non risulta alcuna bestemmia o parolaccia (anzi, se lo ascoltate al contrario si sente anche il rosario!). Miracoli della santa tecnologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’EUGANEO: con i soldi risparmiati dei lavori per la curva (eh?!? Ah…) pare si sia sistemato anche l’impianto audio della est con nuove casse, con una portata da 20.000 megasuoni, roba da far venire il sangue alle orecchie. Il che non sarebbe nemmeno male finchè passano le canzoni dance anni 90 (ci vorrebbe qualche luce strobo compresa nel servizio), un po’ meno quando parte il terrificante momento raggaeton, che viene quasi voglia di farsi i tappi alle orecchie con i caucciù trovati sotto i seggiolini. Conseguenza: apparecchi Amplifon esplosi, mal di testa e confusioni mentali che si protraggono fino al parcheggio, quando una serie incalcolabile di persone vengono viste vagare alla cazzum alla ricerca del loro autoveicolo, lasciato non si sa dove. Pare che molti di loro siano ancora là, ma almeno sono già comodi per domenica prossima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">IL VAR: chiamato al minuto 92 per aggiungere pepe ad una giornata che stava diventando quasi troppo tranquilla (sia mai che&#8230; ), fa calare una nube di pathos misto terrore sopra l&#8217;Euganeo e, fortunatamente, i &#8220;sudori freddi&#8221; che ci sono venuti, non sono stati risaltati da una giornata di sole africano (grazie meteo!). Grazie a Dio il nostro nuovo amico Pairetto al Var (probabilmente il senior, con problemi alla cataratta) decide per un nulla di fatto, lasciando tirare un sospiro di sollievo ai tifosi padovani&#8230; Le “fiatelle” si sono sentite tutte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">SORRENTINO: che Popov di parata al decimo minuto!! In settimana gli limano i piedi con la fresa elettrica e la pialla da falegname: i rinvii sono decisamente migliorati. In più rivedere il suo fidato compagno Pippo Sgarbi lì davanti gli infonde così tanta tranquillità che nei momenti morti intrattiene pure discorsi con i tifosi alle sue spalle. Sviene con la giusta platealità nel finale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">SGARBI: gli danno aspirina, metredina, simpamina, franceschina, cocaina (magari quella no&#8230;) e peperoncino di Caienna per rimetterlo in sesto, e lui finalmente ritorna a comandare la retroguardia, col grembiulino, il mattarello e lo Swiffer, difatti tutto sembra più ordinato. Ogni tanto, quando &#8220;la bomba&#8221; fa particolare effetto, prova anche qualche sortita in avanti, o forse era Breda che non ricordava più quale fosse il suo ruolo. Spara una sifonata a 45 yard che viene scambiata dalla Nasa per un pallone sonda e fatta ammarare nell’oceano (il laghetto euganeo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">PASTINA: un partitone impeccabile. Scende in campo con la mannaia e il coltello a serramanico nei calzettoni e non ne lascia passare una: preciso come un avvoltoio e con una cattiveria degna di un film di Van Damme, in occasione del gol di Bortolo con i suoi tiri a casaccio è “carambola-man” per ben due volte, esibendo, con un urlo alla Sal Da Vinci, una mascellata a 58 denti. Nel finale viene placcato dall&#8217;impavido San Crisetig mentre cerca la rissa per portarsi a casa la tibia omaggio di Elia da mettere sopra il caminetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">PERROTTA: prende gli arnesi da scasso avanzati da Pastina ed entra in campo carico come un pitone della Birmania. Mena come uno sbattitore elettrico per la polenta (l’ho comprato: funziona ed è spettacolare!) e prova la rissa anche durante l&#8217;esultanza per il gol di Bortolo, tirando qualche cartone a caso anche ai compagni di squadra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(FAEDO): entra nella ripresa, non ha nomi strani da marcare che gli fanno esplodere il cervello e fa il suo con intelligenza e arroganza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">CAPELLI: si presenta con un nuovo se stesso in testa, più in stile militaretto e infatti le sue incursioni in terra nemica ad effetto fionda sono spesso minacciose, anche se il mirino sarebbe un po&#8217; da calibrare. Ha il merito di incitare con rabbia e cattiveria anche la tribuna est, risvegliando dal torpore un paio di occasionali che dopo 40&#8242; stavano ancora vagando fra i seggiolini alla ricerca del loro posto biglietto alla mano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">FAVALE: parte titolare a gran sorpresa &#8211; anche sua -. Con le sue cosciotte alla brasiliana spinge nella fascia con insistenza e rancore, ma è nel secondo tempo che avrebbe l&#8217;occasione super-super-super clamorosa per siglare di testa il gol del vantaggio: peccato non si aspettasse un cross così preciso da un tale Ghiglione (possiamo capirlo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">FUSI: era da un bel po&#8217; che non lo si vedeva così rabbioso: il suo sguardo taglia l&#8217;acciaio, tanto che Banzato un pensierino di usarlo in catena di montaggio a fine campionato ce lo sta facendo. Recupera più palloni lui di un Cocker spaniel inglese da riporto per la caccia alla volpe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">VARAS: la solita partita di sostanza e arroganza, più incisivo in difesa che in fase propositiva, ma l’affiatamento con Di Mariano è comunque apprezzabile. In occasione del gol di Bortolussi viene letteralmente sollevato da qualcuno della panchina che cerca di atterrarlo con una mossa da wrestling, o forse lo stava salvando dal soffocamento con la mossa di Heimlich.</p>



<p class="wp-block-paragraph">CRISETIG: alla faccia di chi lo voleva squalificato, dietro le sbarre e con la palla di piombo incatenata al piede, parte titolare dal primo minuto e in campo si muove con l&#8217;eleganza di Federer (quando lo svizzero gioca a calcio), distribuendo palloni millimetrici con la saggezza di un croupier al casinò di Montecarlo (con l&#8217;acqua Bertier nella borraccia). Talmente calmo e pacato che riesce ad affrontare anche il Pastina più rabbioso uscendone vivo (siamo in pochi, per favore, sta ‘tento).</p>



<p class="wp-block-paragraph">DI MARIANO: ci mette così tanta grinta a rabbia che sembra appartenere alla vecchia guardia (magari avercelo avuto anche prima!). A suo agio con Varas, con cui si scambia tatuaggi, trasferelli e qualche coltello a serramanico, sviene platealmente in più di un&#8217;occasione guadagnandosi falli a volontà e tempo prezioso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">BORTO-GOL-USSI: il nostro eroe.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t6c/1/16/2764.png" alt="&#x2764;"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Giusto oggi -cioè ieri-, un anno fa, ci regalava quel sussulto incredibile a Trieste, facendo esplodere il muro biancoscudato di gioia. Oggi la storia si ripete, stessi attori, ma stadio diverso.<br>Schierato titolare dal primo minuto per scelta tecnica (sennò andavamo a prenderci Breda a casa), prende una rata di botte che esce dal campo più nero delle braccia di Di Mariano. Al gol abbandona la sua flemma da bravo ragazzo casa&amp;chiesa e gli parte la brocca, cominciando a correre spaesato ovunque (non riconosceva più lo stadio) e finendo con uno spogliarello a luci rosse che esalta il suo reggiseno (porcellino!). Conferenza stampa di rara intelligenza, da libro cuore, decimo centro al primo anno di B e statua già pronta in Prato della Valle. Ma quanto è forte Bortolone nostro ?!? (Ok, la ruffianata è finita)</p>



<p class="wp-block-paragraph">(GHIGLIONE): lo svegliano dal sonnellino pomeridiano con una tromba da segnalazione nautica, entra con le palle girate e la partita svolta. Piazza perfino due cross col goniometro che fanno urlare al miracolo. Che sia ea volta bona?</p>



<p class="wp-block-paragraph">(CAPRARI): finalmente, cazzo. Propositivo e voglioso come non s’era mai visto prima, sente la primavera che avanza e si trasforma in un vero giocatore di calcio, o forse sarà stata l&#8217;allergia al polline.</p>



<p class="wp-block-paragraph">BREDA: si presenta con l&#8217;andatura da cero pasquale, tanto che deve essere accompagnato da un chierichetto verso la panchina. Parte pacato, il suo sguardo è quello preoccupato del cuoco addetto alle griglie alla sagra della costicina a Torreglia, ma verso metà primo tempo viene morso da un andreolettus latrodectus reclusus rimasto a nidificare in panchina: gli parte l&#8217;embolo e comincia ad agitarsi su e giù, tanto che l&#8217;arbitro è costretto ad estrarre il cartellino giallo, perché aveva lasciato bruciacchiare la polenta. In conferenza stampa voto 10 e lode per la risposta diplomatica sullo striscione su Andreoletti, ma rischia il ricovero a sirene spianate al Parco dei Tigli azzardando un “con questa curva l’Euganeo diventa tra gli stadi più belli d’Italia”. No ghemo schei par un altro allenatore, va pian anca ti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E INTANTO NE MANCANO SOLO 4. (P.s. Dovete smetterla di mettermi ansia per le pagelle)</p>



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		<title>NUOVA CURVA: GRAZIE JENS !</title>
		<link>https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/editoriali/nuova-curva-grazie-jens/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 10:50:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo stadio Euganeo ha finalmente una Curva degna di questo termine, i tifosi biancoscudati più &#8220;calorosi&#8221;, a più&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Lo stadio Euganeo ha finalmente una Curva degna di questo termine, i tifosi biancoscudati più &#8220;calorosi&#8221;, a più di 30 anni dal triste commiato allo stadio Appiani&#8230; <em>Hanno una nuova casa</em>! <br>Ci sentiamo in dovere di rivolgere il nostro grande, enorme ringraziamento all&#8217;artefice di questo miracolo: <br><strong><em>GRAZIE, JENS BERNHARDSSON, PER LA NUOVA CURVA SUD DELLO STADIO EUGANEO!</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualcuno penserà ad uno dei nostri soliti sproloqui permeati di ironia e, invece, stavolta più che mai, siamo seri e lo evidenziamo a chiare lettere, partendo da un&#8217;istantanea che abbiamo ben nitida davanti agli occhi: un alticcio Jens Christian Bernhardsson, più famoso come “mr. Sponsor”, in un Padova – Teramo 1-0 del dicembre 2005, nella &#8220;vecchia&#8221; Curva Sud, impegnato a tifare e, tra una birra e l&#8217;altra, con ampi (seppur traballanti) gesti, a mimare e dare forma al suo progetto di ammodernamento del settore che, da mesi, andava rivendicando con convinzione a giornali e tv locali, consistente in una tettoia (sì, la famosa &#8220;tettoia&#8221; che diede spunto a decadi di battute e cori&#8230;) e un avvicinamento al campo con la costruzione della porzione anteriore di gradoni che avrebbe portato a livello terreno. Il tutto &#8211; badate bene! &#8211; a sue spese, facendo leva sull&#8217;impero che, sulla carta, rappresentava .</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="867" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/04/jens-due-1024x867.jpeg" alt="" class="wp-image-6260" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/04/jens-due-1024x867.jpeg 1024w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/04/jens-due-300x254.jpeg 300w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/04/jens-due-768x650.jpeg 768w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/04/jens-due-1536x1301.jpeg 1536w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/04/jens-due-332x281.jpeg 332w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/04/jens-due-664x562.jpeg 664w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/04/jens-due-688x583.jpeg 688w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/04/jens-due-1044x884.jpeg 1044w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/04/jens-due-1400x1186.jpeg 1400w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/04/jens-due.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Jens Bernhardsson in un Padova Teramo 1-0 2005/06</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Piccolo passo indietro. Jens, classe 1971, noto come “mister sponsor”, arrivò nella città del Santo nel 2003, associando il suo nome al Calcio Padova (di cui divenne anche vice-presidente), alla pallanuoto e al volley (copiosamente finanziato) oltreché al palasport San Lazzaro, denominato in suo onore “Pala Bernhardsson”.&nbsp;Entrò nei negozi Famila di Cestaro, nella pubblicità dell&#8217;Euganeo, perfino sulle maglie da gioco con il marchio J&amp;D Royal e i suoi indimenticabili prodotti alimentari svedesi: la famosa torta Almondy (&#8220;la digeribilità di un mattone&#8221;, cit.), il sidro di mele &#8211; pere Kopparberg, il cognac Xantè e molto altro&#8230; «Sono svedese ma Padova è la mia città» andava ripetendo, ed è innegabile che il biondo dagli occhi azzurri e il gran sorriso non aveva faticato a far breccia nei nostri cuori di tifosi biancoscudati delusi da anni di pantano in serie C (e quanti ne sarebbero venuti ancora&#8230;).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma, come ogni bel sogno, ci fu un risvegliò e fu decisamente traumatico, quando iniziarono a scoprirsi gli altarini di un personaggio tanto simpatico quanto inaffidabile, visti i guai giudiziari. Guai che cominciarono con il fallimento della sua ditta “J &amp; D Royal srl” nel 21 febbraio 2008, poi con denunce per ammanchi vari, debiti non pagati, versamenti non effettuati (culminati con la condanna per  bancarotta nel 2013) e proseguirono con mogli lasciate, negozi chiusi dall&#8217;oggi al domani, magazzini svuotati nottetempo e, infine, con la sua scomparsa: più che definitiva proprio&#8230; Tombale, con tanto di post su Facebook, un giorno, di una sconosciuta donna filippina, una (ennesima) moglie, che ne immortalava il funerale. Un funerale che, salvo improvvisi&nbsp;<em>coup de theatre,&nbsp;</em>ha messo un punto definitivo sulla vita movimentata di Bernhardsson. <br>Noi però troveremmo scorretto dimenticarci di colui che, per primo, instillò nelle nostre menti un qualcosa che (pur con cambiamenti ed evoluzioni) oggi è realtà e quindi proponiamo ufficialmente di offrirgli un giusto e imperituro omaggio: una cosetta sobria, magari una targa, da porre all&#8217;ingresso del nuovo settore: &#8220;<strong>CURVA (TETTOIA) BERNHARDSSON</strong>&#8220;. <br>Un sidro alla sua salute! <br></p>



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<iframe title="JENS BERNHARDSSON: LO SVEDESE CHE A PADOVA PROMISE MARI E MONTI... E POI SPARI&#039;" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/xYylphBvKrg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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		<title>In curva coi tosi: giocatori, e non solo, tra i tifosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2022 22:01:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[APPARTENENZA]]></category>
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		<category><![CDATA[GIOCATORI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jacopo Dezi in tribuna Fattori, domenica 23 ottobre, in occasione di Padova &#8211; Novara: una piacevole sorpresa che&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Jacopo Dezi in tribuna Fattori, domenica 23 ottobre, in occasione di Padova &#8211; Novara: una piacevole sorpresa che rinsalda il legame, il senso di appartenenza tra squadra, giocatori, tifosi e città. Non una novità comunque: scandagliando archivi e memorie siamo andati alla ricerca di episodi simili, trovandone più di qualcuno&#8230;<br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="934" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/lalas-1024x934.jpeg" alt="" class="wp-image-5166" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/lalas-1024x934.jpeg 1024w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/lalas-300x274.jpeg 300w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/lalas-768x701.jpeg 768w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/lalas-1140x1040.jpeg 1140w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/lalas-150x137.jpeg 150w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/lalas.jpeg 1177w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Alexi Lalas in curva ospiti durante Reggiana &#8211; Padova, 17-12-1994</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="681" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/vlaovic-1024x681.jpeg" alt="" class="wp-image-5171" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/vlaovic-1024x681.jpeg 1024w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/vlaovic-300x200.jpeg 300w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/vlaovic-768x511.jpeg 768w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/vlaovic-1140x759.jpeg 1140w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/vlaovic-150x100.jpeg 150w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/vlaovic.jpeg 1396w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Vlaovic in amichevole a Bresseo nel 1995</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="557" height="1024" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/lucarelli-557x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-5179" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/lucarelli-557x1024.jpeg 557w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/lucarelli-163x300.jpeg 163w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/lucarelli-150x276.jpeg 150w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/lucarelli.jpeg 686w" sizes="(max-width: 557px) 100vw, 557px" /><figcaption>Lucarelli in Padova &#8211; Genoa 1-1 nel 1996</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><br>La memoria scudata ci rammenta anche di un Ginestra e Sadotti in curva per un Padova &#8211; Arezzo 2-1 di sabato pomeriggio in C1 (2002) e un mitico Bonaiuti in un Padova &#8211; Udinese 0-1, amichevole precampionato 2003/04, che poi tornò in campo (Spalletti era l&#8217;allenatore) per giocare, nel secondo tempo, con la maglia &#8220;Ultras Padova n.12&#8221;! </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="626" height="530" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/berhardsson.jpeg" alt="" class="wp-image-5172" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/berhardsson.jpeg 626w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/berhardsson-300x254.jpeg 300w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/berhardsson-150x127.jpeg 150w" sizes="(max-width: 626px) 100vw, 626px" /><figcaption>Jens Bernhardsson in un Padova Teramo 1-0 2005/06</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Ma anche dirigenti e presidenti possono essere annoverati nel computo totale: ricordiamo un alticcio Jens Christian Bernhardsson, più famoso come &#8220;mr. Sponsor&#8221; (ricordate le torte alle mandorle, il sidro di mele e soprattutto le quintalate di puttanate con cui intortò tifosi, giornalisti, politici, presidenti?? Ecco… Proprio lui!) in un Padova &#8211; Teramo 1-0 2005/06 (probabilmente in curva per prendere le misure alla tettoia che annunciava continuamente avrebbe fatto costruire a sue spese<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f602.png" alt="😂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />), un Marcello Cestaro &#8220;one man show&#8221; nel luglio 2012, in amichevole allo stadio Appiani, per terminare con un pizzico di nostalgia e un &#8211; indimenticato- presidente Bepi Bergamin il 14 dicembre 2014 a Monrupino (Kras Repen &#8211; Padova 1-3).</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/cestaro.jpeg" alt="" class="wp-image-5173" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/cestaro.jpeg 1024w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/cestaro-300x225.jpeg 300w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/cestaro-768x576.jpeg 768w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/cestaro-150x113.jpeg 150w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Marcello Cestaro &#8220;one man show&#8221; nel luglio 2012, in amichevole allo stadio Appiani</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="720" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/bergamin.jpeg" alt="" class="wp-image-5174" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/bergamin.jpeg 720w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/bergamin-300x300.jpeg 300w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/bergamin-150x150.jpeg 150w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/bergamin-75x75.jpeg 75w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/10/bergamin-96x96.jpeg 96w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /><figcaption>Un &#8211; indimenticato- presidente Bepi Bergamin il 14 dicembre 2014 a Monrupino (Kras Repen &#8211; Padova 1-3)</figcaption></figure>
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