<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Nereo Rocco Archives - Tifo Padova</title>
	<atom:link href="https://www.tifopadova.it/tag/nereo-rocco/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.tifopadova.it/tag/nereo-rocco/</link>
	<description>Il sito dei tifosi biancoscudati, per i tifosi biancoscudati.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 13 Jun 2024 09:14:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1</generator>

<image>
	<url>https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2023/01/cropped-Favicon-32x32.png</url>
	<title>Nereo Rocco Archives - Tifo Padova</title>
	<link>https://www.tifopadova.it/tag/nereo-rocco/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Un racconto di Natale, un racconto di vita</title>
		<link>https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/varie/racconto-natale-vita/</link>
					<comments>https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/varie/racconto-natale-vita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Dec 2021 15:03:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Appiani]]></category>
		<category><![CDATA[Nereo Rocco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tifopadova.it/?p=5027</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da un racconto di Paolo Stefani, già pubblicato sulla pagina Facebook de I Biancoscoppiati Una domenica mattina, molto&#8230;</p>
<p>The post <a href="https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/varie/racconto-natale-vita/">Un racconto di Natale, un racconto di vita</a> appeared first on <a href="https://www.tifopadova.it">Tifo Padova</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="has-text-align-center wp-block-heading">Da un racconto di Paolo Stefani, già pubblicato sulla pagina Facebook de I Biancoscoppiati</h4>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Una domenica mattina, molto fredda, una domenica prima del Natale, un ragazzino vestito di una maglia biancoscudata (bellissima, di lana grezza), cerca di vincere il freddo allungando le maniche fino a coprirsi le mani, saltellando in calzoncini corti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel piazzale di fronte agli spogliatoi c’è un via vai nervoso: ragazzi, allenatori, genitori. Sono le 10 del mattino. Ad un certo punto, dal portone di ferro, entra paròn Rocco con Scagnellato, Azzini e Rosa. È una sua abitudine, nelle passeggiate della domenica mattina , assistere a partite delle giovanili e controllare lo stato del campo Appiani. Il ragazzino conosce quella faccia burbera ma non ne ha paura, il suo è un tono di voce rassicurante e protettivo, a dispetto della stazza. Allo stesso tempo quella voce, molto determinata, non lascia scelte. Il ragazzino sente il “tuono” della voce. “Ciò bocia!”. Il ragazzino si guarda attorno. “Ti, proprio ti, vien qua!”. Il ragazzino comincia a pensare: ” chiama me, ma perché ? Mi conosce?” Il ragazzino si avvicina e saluta educatamente: “buongiorno signor Rocco”.</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/12/Rocco-CalcioPadova-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-5030" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/12/Rocco-CalcioPadova-1024x683.jpg 1024w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/12/Rocco-CalcioPadova-300x200.jpg 300w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/12/Rocco-CalcioPadova-768x512.jpg 768w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/12/Rocco-CalcioPadova-1140x760.jpg 1140w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/12/Rocco-CalcioPadova-150x100.jpg 150w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/12/Rocco-CalcioPadova.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ragazzino ha l&#8217;abitudine di giocare in punta di piedi ed il vizio del dribbling, di conseguenza viene marcato duro ed è spesso vittima di &#8220;legnate&#8221; che lui, solitamente, assorbe senza smorfie, senza lamenti. Il signor Tansini ed Alfonsi (suoi allenatori) si arrabbiano molto per questo suo modo &#8220;passivo&#8221; di giocare. A lui, al ragazzino, non piace il contatto fisico, è un longilineo, ha muscoli buoni nelle gambe ma, insomma, non è un gladiatore. Aggiungiamo poi, come &#8220;aggravante&#8221;, l&#8217;abitudine a preoccuparsi quando gli altri si fanno male, anche se avversari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Senti, a te piace giocare al calcio?”</em>, sopracciglia aggrottate, occhi dritti su quelli del ragazzino. <em>“Certo signor Rocco!”</em>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bocia continua a chiedersi il perché di queste domande. <em>“Bene, allora se vuoi continuare a giocare qui, al fischio d’inizio vai sul mediano (allora l’8 ed il 10 erano marcati dal 4 e dal 6, mediani) e ti fai sentire subito. Lo colpisci allo stinco”</em>. Il ragazzino sente dentro il fuoco di un’infinità di domande. <em>“Ma come? Senza palla?”,</em> <em>“Sì, senza palla, subito, con la palla l’arbitro ti vedrebbe”</em>. Continua a guardare negli occhi il ragazzino che avverte un turbinío di sensazioni, di certo non più il freddo. Il Paròn continua a fissarlo ed attende una reazione dal ragazzino, poi aggiunge: <em>”Non devi fargli male, deve solo capire che ci “sei”…”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ragazzino viene chiamato dall’allenatore per l’appello dell’arbitro. La sua testa ribolle, sa che quel signore non scherza. Non sente l’arbitro, non sente l’allenatore, si avvia verso il Monti. Il signor Rocco è ai bordi della pista del velodromo, non guarda il ragazzino. Il bocia entra sperando che l’arbitro non fischi mai. Invece lo fa! Il ragazzino va sul numero 4, lo guarda, l&#8217;altro, come è d’uso, fa finta di niente, non lo degna di uno sguardo o così gli pare. È fisicamente tozzo e non promette una giornata idilliaca. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ragazzino si volta, finge uno scatto di “smarcamento”, anche il mediano si gira subito, per non mollarlo, il ragazzino vede il polpaccio avversario e lì piazza la punta. Il ragazzino sa che l’altro lo “sentirà”. Il mediano avversario, in effetti, si lascia scappare solo un “oooohhh”. Non un lamento, più un espressione di stupore, per una cosa apparentemente senza senso. E invece…</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ragazzino si gira verso il velodromo ma l’omone non lo guarda, non ha alcun cenno da indirizzare. La partita continua, il mediano non ha male, il ragazzino è felice, c’è riuscito senza conseguenze per l’avversario. Anzi no! Un effetto si è verificato. Il ragazzino inizia a notare un certo rispetto, mai avvertito prima. Quando ha la palla, il mediano si avvicina per contrastarlo cercando di portargliela via in maniera “pulita”. Il ragazzino non lo fa più, anche se in caso di contrasto ha imparato a essere determinato (ma non violento), a fare “opposizione attiva”, insomma a non porsi come “materasso&#8221; agli avversari…</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ragazzino poi cresce e, nella vita, ogni tanto, quando l’arroganza degli altri supera il rispetto, pronuncia la frase: “Ci sono…” E continua a giocare in punta di piedi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel signore, quel paròn, era un uomo grande, più grande di quello di quel che si racconta… E non stiamo parlando certo di statura e stazza fisica.</p>
<p>The post <a href="https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/varie/racconto-natale-vita/">Un racconto di Natale, un racconto di vita</a> appeared first on <a href="https://www.tifopadova.it">Tifo Padova</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/varie/racconto-natale-vita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bepi Zotti e l&#8217;Antonietta: pezzi di storia biancoscudata</title>
		<link>https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/amarcord/bepi-zotti-e-antonietta-pezzi-di-storia-biancoscudata/</link>
					<comments>https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/amarcord/bepi-zotti-e-antonietta-pezzi-di-storia-biancoscudata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2020 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Antonietta]]></category>
		<category><![CDATA[Appiani]]></category>
		<category><![CDATA[Bepi Zotti]]></category>
		<category><![CDATA[Nereo Rocco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tifopadova.it/?p=4531</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;anno 1992, ingiallita dal tempo, spunta una lettera scritta a penna e in dialetto da parte del Dottor&#8230;</p>
<p>The post <a href="https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/amarcord/bepi-zotti-e-antonietta-pezzi-di-storia-biancoscudata/">Bepi Zotti e l&#8217;Antonietta: pezzi di storia biancoscudata</a> appeared first on <a href="https://www.tifopadova.it">Tifo Padova</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">Dall&#8217;anno 1992, ingiallita dal tempo, spunta una lettera scritta a penna e in dialetto da parte del Dottor Italo Marcon. Dalle parole di un tifoso, tutto l&#8217;affetto e la nostalgia per alcune tra le figure storiche che hanno fatto da contorno agli anni più belli dell&#8217;Appiani, tra personaggi e aneddoti che potremmo ascoltare per ore.</h5>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">N&#8217;altro toco del vecio Padova ze andà via. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Curva sul mastéo de legno, saon de Marsiglia e bruschín in man, l&#8217;Antonieta de Bepi Zotti (<em>&#8220;Spugna&#8221;</em>) iera na figura simbolica dea corte del campo Appiani. Quando che andavo a visitarla (iero el so dotore), a misurarghe la pression, a scoltarghe el core (el Padova iera ancora in C2) la me diseva co un fio de vose ma co l&#8217;oceto furbo: <em>«Dotore, me bastaria vedare el Padova in serie A e posso anca morire contenta»</em>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vede che la se ga contentà de quei tre minuti de Lucca del&#8217;ano scorso! Le me visite ze ligàe ai so veci ricordi. Na volta che la gaveva un zenocio tutto sgionfo dal dolore (zenocio dea lavandara), fin che mi stavo scrivendoghe el responso co le medissine moderne, la ga tirà fora da l&#8217;armadio un bussoloto co na malteca maròn: <em>«Questa, </em>&#8211; la ga dito &#8211;<em> la ze ancora na speciaità miracolosa del poro Bepi che Piacentini (</em>storico massaggiatore ai tempi di Rocco<em>) me ga regalà»</em>. La se ne gà messo do dei sora el zenocio, po la ga verto un casseto e la ga ciapà na fassa elastica zala e spania. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Impirandosea su pa a gamba: <em>«E questa la iera de Gino Capéo, e se lu co sta fassa indosso el ga scart</em>à<em> sinque omani e po&#8217; el ga fregà anca el portiere, mi desso dovaria corrare come un puliero!»</em>.</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="718" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/09/BepiZotti_Antonietta-1024x718-CON-FIRMA.png" alt="" class="wp-image-4543" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/09/BepiZotti_Antonietta-1024x718-CON-FIRMA.png 1024w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/09/BepiZotti_Antonietta-1024x718-CON-FIRMA-300x210.png 300w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/09/BepiZotti_Antonietta-1024x718-CON-FIRMA-768x539.png 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Un ritaglio di giornale raffigurante Bepi Zotti con la moglie Antonietta</figcaption></figure></div>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">La me contava po&#8217; del&#8217;amicissia co <strong>Paron Rocco</strong>. «<em>Col vegniva a trovarme el me bateva na man sua spala e po&#8217; el me domandava: Antonieta cossa farào el Padova domenega? &#8211; E mi pronta: El vinse uno a zero, parché dopo che<br>Brighenti ga fato gol, i aversari i poe zogare anca na setimana che co Blason e Lello no i passarà mai gnanca de note»</em>. E lu de rimando: <em>«Antonieta co i to pronostici el Padova vinsaria el scudeto!»</em> e momenti el ghea faseva. E infine la me diseva: <em>«Dotore se gavesse un franco par ogni paro de calsetoni, de maiete, de mudande che go lavà, stirà e cusio i busi, saria milionaria»</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E milionaria la ze morta, ma milionaria de storie e de ricordi dei so zogadori che la ciamava solo par nome o par soranome: Cicio, Spassola, Lello, Gino…</p>



<p class="wp-block-paragraph">Desso la ze tornà dal so Bepi che co un colpo de spugna de aqua freda el ghe metarà a posto el zenocio come ai tempi lontani e felissi del vecio glorioso Padova.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(Questa lettera venne spedita e pubblicata nella rubrica &#8220;caro Presidente, posta&amp;risposta con Marino Puggina&#8221; all&#8217;interno della rivista &#8220;Il Padova&#8221;. Ringraziamo per le foto la famiglia Zotti e Nicola Cecchinato)</em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1025" height="740" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/09/Infortunio_PadovaJuve-CON-FIRMA.png" alt="" class="wp-image-4544" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/09/Infortunio_PadovaJuve-CON-FIRMA.png 1025w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/09/Infortunio_PadovaJuve-CON-FIRMA-300x217.png 300w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/09/Infortunio_PadovaJuve-CON-FIRMA-768x554.png 768w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/09/Infortunio_PadovaJuve-CON-FIRMA-345x250.png 345w" sizes="(max-width: 1025px) 100vw, 1025px" /><figcaption>Un&#8217;istantanea all&#8217;Appiani, con un calciatore biancoscudato trasportato a braccia fuori dal campo dopo un infortunio.</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>The post <a href="https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/amarcord/bepi-zotti-e-antonietta-pezzi-di-storia-biancoscudata/">Bepi Zotti e l&#8217;Antonietta: pezzi di storia biancoscudata</a> appeared first on <a href="https://www.tifopadova.it">Tifo Padova</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/amarcord/bepi-zotti-e-antonietta-pezzi-di-storia-biancoscudata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La maglia, una seconda pelle &#8211; Il biancoscudo dei Panzer</title>
		<link>https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/amarcord/maglia-seconda-pelle-biancoscudo-panzer/</link>
					<comments>https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/amarcord/maglia-seconda-pelle-biancoscudo-panzer/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2020 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[1957/58]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Pollazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Nereo Rocco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tifopadova.it/?p=4295</guid>

					<description><![CDATA[<p>La maglia del Calcio Padova negli anni &#8217;50, epoca di imprese rimaste per sempre nella storia. Da Scagnellato&#8230;</p>
<p>The post <a href="https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/amarcord/maglia-seconda-pelle-biancoscudo-panzer/">La maglia, una seconda pelle &#8211; Il biancoscudo dei Panzer</a> appeared first on <a href="https://www.tifopadova.it">Tifo Padova</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">La maglia del Calcio Padova negli anni &#8217;50, epoca di imprese rimaste per sempre nella storia. Da Scagnellato a Hamrin e Brighenti, ecco i <em>Panzer</em> che con il biancoscudo hanno cambiato il calcio italiano.</h5>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Gli anni &#8217;50 si aprono per il Padova con una salvezza risicata (1950/51) e la retrocessione in B nella stagione 1951/52. La tifoseria è scontenta e le contestazioni al Presidente Valentino Cesarin si susseguono, tanto da indurre il timoniere della società di Via Carducci a passare la mano a <strong>Bruno Pollazzi</strong>, già nei quadri dirigenziali del club negli anni precedenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con Pollazzi il Padova si assesta in Serie B e nella stagione 1953/54 in pieno svolgimento pesca un allenatore appena licenziato dalla Triestina – Nereo Rocco – per sostituire Pietro Rava. Rocco, già biancoscudato da calciatore a inizio anni &#8217;40, sarà la guida di un Padova stellare negli anni successivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I biancoscudati vestono la maglia più bella di sempre. </strong>Una casacca che osiamo definire &#8220;fuori concorso&#8221;: bianca con il solo scudo a risaltare sul petto, amore a prima vista. Con risvolti rossi attorno al collo – in alcune annate leggermente a V – o sulle maniche, la sola vista della divisa del Padova è un presagio di difficoltà per le avversarie che, soprattutto nel catino dell&#8217;Appiani, avranno vita difficile al cospetto dei biancoscudati.</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-default"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="600" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/08/Associazione_Calcio_Padova_1951-1952.jpg" alt="" class="wp-image-4391" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/08/Associazione_Calcio_Padova_1951-1952.jpg 900w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/08/Associazione_Calcio_Padova_1951-1952-300x200.jpg 300w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/08/Associazione_Calcio_Padova_1951-1952-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption>Una formazione del Padova nella stagione di Serie A 1951/52, culminata con la retrocessione in B e il passaggio della Società a Bruno Pollazzi. Ph: Wikipedia</figcaption></figure>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-default"><img loading="lazy" decoding="async" width="1017" height="627" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/08/Calcio_Padova_1954_55.jpg" alt="" class="wp-image-4392" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/08/Calcio_Padova_1954_55.jpg 1017w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/08/Calcio_Padova_1954_55-300x185.jpg 300w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/08/Calcio_Padova_1954_55-768x473.jpg 768w" sizes="(max-width: 1017px) 100vw, 1017px" /><figcaption>Un&#8217;immagine della formazione del Padova in Serie B, campionato 1954/55. La squadra di Rocco è promossa nella massima serie dopo il secondo posto finale. Ph: Wikipedia</figcaption></figure>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Con una formazione-tipo consolidata e un gioco votato a micidiali ripartenze, Rocco plasma il Padova a sua immagine e somiglianza e lo porta a un terzo posto che grida ancora vendetta (1957/58). Anche per qualche svista arbitrale, i biancoscudati finiscono dietro alle sole Juventus e Fiorentina, con il terzo posto finale a rappresentare il risultato più importante mai raggiunto nel massimo torneo italiano dal nostro club. La divisa biancoscudata rimarrà tale per tutto il decennio, che di fatto concluderà l&#8217;era di Nereo Rocco sulla panchina dell&#8217;Appiani. Il celebre allenatore giuliano, infatti accetterà finalmente la chiama del Milan di Gipo Viani nel 1961.</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/08/Padova_1959-60.jpg" alt="" class="wp-image-4394" width="582" height="374" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/08/Padova_1959-60.jpg 582w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/08/Padova_1959-60-300x193.jpg 300w" sizes="(max-width: 582px) 100vw, 582px" /><figcaption>Il Padova nella stagione 1959/60, in Serie A, penultima annata con Nereo Rocco in panchina. Ph: Wikipedia</figcaption></figure></div>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante lo scudetto mancato di un soffio, il Padova riesce comunque a cucire il tricolore sulla propria maglia. Merito dei ragazzi della Juniores, vincitori nel 1960 del trofeo nazionale che oggi equivarrebbe allo scudetto assegnato nel campionato Primavera. Chissà come sarebbe stato, invece, un tricolore di Serie A sul petto dei nostri <em>Panzer</em> tra la folla festante dell&#8217;Appiani o sui campi delle grandi d&#8217;Italia.</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/08/Padova_Juniores_1960.jpg" alt="" class="wp-image-4395" width="580" height="411" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/08/Padova_Juniores_1960.jpg 992w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/08/Padova_Juniores_1960-300x213.jpg 300w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/08/Padova_Juniores_1960-768x545.jpg 768w" sizes="(max-width: 580px) 100vw, 580px" /><figcaption>Ph: Wikipedia</figcaption></figure></div>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Tra rimpianti e nostalgia, il Padova saluterà la massima Serie nel 1962, dopo un solo anno dal commosso addio con Rocco. Quello che doveva essere un semplice &#8220;arrivederci&#8221;, si rivelerà un lungo viaggio tra purgatorio e inferno, prima della difficile risalita.</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Nella prossima puntata de “La maglia, una seconda pelle”, spazio alla biancoscudata nella buia era degli anni &#8217;60 e &#8217;70, tra illusioni e ristrettezze economiche, fino all&#8217;amara C2.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Qui i precedenti capitoli del nostro speciale sulla maglia più bella del mondo:</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/amarcord/maglia-seconda-pelle-origini-anni-50/?fbclid=IwAR1_7XXm1U7__3MTGVpEZetP93NJzomiLYNX9VUoB0U5jiTa6ZgL0X9CFfY" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#1. Dalle origini agli anni &#8217;50</a></p>
<p>The post <a href="https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/amarcord/maglia-seconda-pelle-biancoscudo-panzer/">La maglia, una seconda pelle &#8211; Il biancoscudo dei Panzer</a> appeared first on <a href="https://www.tifopadova.it">Tifo Padova</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/amarcord/maglia-seconda-pelle-biancoscudo-panzer/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lello Scagnellato, il Capitano</title>
		<link>https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/amarcord/lello-scagnellato-il-capitano/</link>
					<comments>https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/amarcord/lello-scagnellato-il-capitano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 14:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Padovani Illustri]]></category>
		<category><![CDATA[1957/58]]></category>
		<category><![CDATA[Aurelio Scagnellato]]></category>
		<category><![CDATA[Nereo Rocco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tifopadova.it/?p=3843</guid>

					<description><![CDATA[<p>Picchiava col cuore in mano, e va da sé: con i polsini della maglietta tutti sporchi di sangue.&#8230;</p>
<p>The post <a href="https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/amarcord/lello-scagnellato-il-capitano/">Lello Scagnellato, il Capitano</a> appeared first on <a href="https://www.tifopadova.it">Tifo Padova</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Picchiava col cuore in mano, e va da sé: con i polsini della maglietta tutti sporchi di sangue. Gli spiaceva, era un duro dal cuoricino di panna. Interpretò come meglio non poteva la frase-leggenda di Nereo Rocco: «Tutto quelo che se movi su l’erba, daghe. Se xe la bala, pasiensa». Lello Scagnellato, diga del Padova fine anni&nbsp;Cinquanta, forgiato – marmo e acciaio – dal Paròn.<br><br><strong>Pin, Blason, Scagnellato, Pison, Azzini, Moro</strong>: cognomi d’altri tempi, sonorità da “manzi“, come li chiamavano allora, è la diga del padova che nel 1958 sfiora lo scudetto e arriva terzo. Di quella squadra “de poaretti“, come diceva Rocco, Scagnellato è il capitano, la bandiera, il condottiero.<br><br>L’Appiani è una trincea, Scagnellato è il suo custode. 349 partite in tredici anni e senza mai segnare un gol. Disse a Schiaffino: «Sei piú bravo di me, ma per scapparmi via devi farmi passare il pallone tra le orecchie».<br><br>Motivo di vita: spazzare l’area. Una ruspa, un aspirapolvere di tibie. Anni dopo le battaglie gli chiesero: «Lello, ma sui calci d’angolo come lo fermavi uno come Nordahl?». Il nostro si limitava a sorridere, posava il piedone sopra a quello dell’incauto, premeva e premeva e premeva, aaargh. E rispondeva: «Così lo fermavo, così». Ahia.<br><br>Classe 1930, ex carpentiere, ex vetraio, ex bracciante, la faccia da caratterista, «da lupo» disse Giampiero Boniperti, menava per un sendo di responsabilità verso la famiglia, «perché devo guadagnarmi il pane», si scusava dopo il bing-bang. Se n’é andato una sera d’estate, aveva settantasette anni ed é consolante immaginarlo di spalle, con il passo lento e definitivo degli eroi, Gion Uein padano, uscire dal campo tra lo sferragliare della chincaglieria, come certi vecchi guerrieri che escono di scena portando con sé l’orda di tutte le battaglie.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="482" height="687" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/04/ScagnellatoPadova.jpg" alt="" class="wp-image-3845" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/04/ScagnellatoPadova.jpg 482w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/04/ScagnellatoPadova-210x300.jpg 210w" sizes="(max-width: 482px) 100vw, 482px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>GLI INIZI<br></strong><em>“Il giorno del debutto in Serie A, a Firenze, avevo un concorso per un posto nelle ferrovie. Non ero sicuro di aver fatto la scelta giusta”</em>. &#8211; Lello Scagnellato<br><br><strong>LA LINEA<br></strong><em>“Quando tornai a Padova in bianconero, Scagnellato mi fece un’entrata terrificante. «Ma Aurelio, sei diventato matto?”, gli dissi in dialetto. E lui, sempre in dialetto: “La storia della riga la sai. Eri dei nostri. E tu l’hai sorpassata. Se al posto tuo ci fosse stata mia madre con un’altra maglia avrei buttato giù pure lei”</em>. &#8211; <strong>Bruno Nicolè</strong>, suo ex compagno al Padova, ricorda quando tornò all’Appiani per la prima volta da avversario, con la maglia della Juventus.<br><br><strong>METAMORFOSI</strong><br><em>“Era incredibile come un uomo così mite, così pacifico, si trasformasse sul terreno di gioco. Gli ho visto tirare certe spallate, spedire tanti di quegli avversari sulle recinzioni a bordo campo… Ricordo in particolare un duello con l’interista Skoglund, che gli rispondeva per le rime…”</em>. – <strong>Mario Boetto</strong>, ex Padova anni ’60<br><br><strong>RELIGIOSO</strong><br>Padre Flanagan il suo soprannome, in quanto era molto religioso. Fu lui a proporre a Nereo Rocco ed ai suoi compagni di andare a messa al Santo ogni domenica mattina prima delle partite interne.<br><br><strong>CATENACCIO</strong><br><em>“A Padova eravamo arrivati a tal punto che, tra insulti e fischi, sputi e rotture di pullman da parte dei critici del nostro sistema di gioco, mi presentavo in spogliatoio al martedì e dicevo: “Signori miei, non possiamo continuare in questa maniera, volete che smettiamo, che ricominciamo un altro tipo di gioco, facciamo anche noi il WM come gli altri?”</em>. La risposta di Scagnellato fu: <em>“Signor Rocco, siamo tutti con lei, continuiamo così che va bene”</em>. &#8211; <strong>Nereo Rocco</strong> durante un’intervsita con Gianni Brera (1974)<br><br><strong>CAPITANO E PREMI PARTITA</strong><br>Sabato sera, prima della partita. L’allenatore Nereo Rocco e il capitano Lello Scagnellato hanno appena finito di cenare da Cavalca. Quella sera, gli informatori di Rocco hanno la soffiata giusta e il Paròn e Lello si presentano in Via del Santo. Da una finestra, riconoscono le voci di alcuni calciatori che giocavano a carte. Esce pure una nuvoletta di fumo. L’infuriato Rocco vuole salire, Scagnellato lo ferma: <em>“Noi domani vinciamo, poi ci penso io, da capitano.” Il martedì dopo, Scagnellato divide i soldi del premio-partita, senza spartire con i pokeristi fumatori. Nessuno ha il coraggio di fiatare.</em>&#8221; – Aneddoto tratto dal libro di <strong>Gigi Garanzini</strong>, “Nereo Rocco. La leggenda del paròn”<br><br><strong>DURO FUORI, TENERO DENTRO</strong><br><em>“Lello era una persona meravigliosa. ho avuto il previlegio di conoscerlo in società. Mai una parola fuori posto, sempre prodigo di consigli ,se glieli chiedevi, perché la grande persona sta in questo. Non imponeva ma consigliava. Alcune cene con il settore giovanile insieme a Fincato erano un autentico spettacolo”</em> – <strong>Alfredo Bellini</strong>, Dirigente Calcio Padova<br><br><em>“Se parlate di lui con Humberto Rosa, vi dirà che, a differenza di altri panzer, tecnicamente non era affatto malvagio. Infatti nasce centrocampista nella Luparense, poi a Padova diventa difensore. Come persona era il contrario del giocatore che fu, mai un’uscita scomposta, sempre in punta di piedi. Avevo 23 anni quando l’ho conosciuto, mi ha sempre trattato con grande umanità e spirito di squadra. Il mio Biancoscudato del secolo, dovrebbero fargli un monumento per quello che è stato per noi”</em> – <strong>Massimo Candotti</strong>, Addetto Stampa Calcio Padova</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Aurelio Scagnellato</strong><br><br>RUOLO: Difensore Centrale<br>NATO IL: 26 ottobre 1930, Fortezza, BZ (Morto: 10 luglio 2008, Padova)<br>SOPRANNOME: Lello, Padre Flanagan<br>SQUADRA DEL CUORE: Padova, 364 Presenze, 0 gol, 13 Stagioni (dal 1951 al 1964)<br>ESORDIO: Fiorentina-Padova 3-1, 18 Novembre 1951, Serie A<br>ULTIMA PARITA: Potenza-Padova 1-1, 13 Settembre 1963, Serie B<br>PALMARES CLUB: 1 Coppa Italo-Francese: 1961<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PALAMARES INDIVIDUALE</strong><br><br>Giocatore con maggior numero di presenze con il Padova: 364<br>Giocatore con maggior numero di presenze in Serie A con il Padova: 187<br><br><strong>NUMERI</strong><br><br>Nasce a Fortezza, in provincia di Bolzano. Il papa padovano era stato trasferito in Alto Adige per lavoro (faceva il ferroviere)<br><br>Ha vissuto tutta la sua vita a Padova, quartiere Arcella<br><br>Prima di diventare calciatore, ha lavorato come carpentiere, tornitore, vetraio e operaio di macchine agricole<br><br>A 18 anni ha giocato con Plateola, a 19 con la Luparense, a 21 la chiamata del Padova<br><br>Il Padova lo acquista assieme ai compagni della Luparense Ciano Mazzuccato e Vittorio Scantamburlo, futuro scopritore di Alex Del Piero.<br><br>18 Novembre 1951, esordio con la maglia del Padova, in Fiorentina-Padova 3-1 (Serie A)<br><br>35.000 lire la cifra che guadagnava agli esordi con il Padova, contro i 30.000 da tornitore<br><br>1957/58: la stagione in cui il Padova di Lello Scagnellato arriva terzo in campionato, dietro a Juventus e Fiorentina, che scavalca i patavini solo all’ultima giornata<br><br>E’ stato uno dei pilastri difensivi del catenaccio o “mezzo sistema”, del Paròn Nereo Rocco.<br><br>La difesa dei manzi: in porta Antonio Pin, libero Ivano Blason, marcatori Aurelio Scagnellato, Giovanni Azzini e Silvano Moro<br><br>Lo volevano Juve, Inter, Milan e Lazio, ma lui rispose sempre no: “Avevo la mia famiglia e non me la sentivo di affrontare la grande città. Non mi ci sentivo preparato” (tratto da “Nella Fossa dei Leoni” di Pino Lazzaro)</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Giocatore del Padova con maggior numero di presenze: 364</li>



<li>Giocatore del Padova con maggior numero di presenze in Serie A: 187</li>



<li>In Serie A ha rimediato 3 espulsioni: Padova – Napoli 1-1 (28 Ottobre 1956), Alessandria – Padova 0-0 (20 Aprile 1958) e Padova – Torino 0-3 (4 Marzo 1962)</li>



<li>13 Settembre 1963, ultima partita con il Padova, in Potenza-Padova 1-1 (Serie B)</li>



<li>Nel 1964 insieme ad Elvio Matè, assume la carica di responsabile del settore giovanile</li>



<li>Dal 1966 al 1973 ricopre il ruolo di segretario, che all’epoca era un po’ il direttore sportivo dei giorni nostri</li>



<li>Nel 1972 il presidente Marino Boldrin lo licenzia, dopo 22 anni in biancoscudato</li>



<li>Nel 1986 il presidente Marino Puggina lo riporta in società, prima con la carica di segretario del settore giovanile, poi dirigente accompagnatore</li>



<li>Il 10 luglio 2008 Lello Scagnellato muore, dopo una lunga malattia, a 77 anni.</li>



<li>Il 12 ottobre 2008 il Padova dedica in suo nome la sala stampa.</li>
</ul>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>The post <a href="https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/amarcord/lello-scagnellato-il-capitano/">Lello Scagnellato, il Capitano</a> appeared first on <a href="https://www.tifopadova.it">Tifo Padova</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/amarcord/lello-scagnellato-il-capitano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
