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	<title>2020/21 Archives - Tifo Padova</title>
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	<description>Il sito dei tifosi biancoscudati, per i tifosi biancoscudati.</description>
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	<title>2020/21 Archives - Tifo Padova</title>
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		<title>Rigori fatali, in B ci va l&#8217;Alessandria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2021 19:15:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partite]]></category>
		<category><![CDATA[2020/21]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandria]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Gasbarro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Termina 0-0 la sfida del Moccagatta, anche dopo i tempi supplementari. Il Padova sbaglia due volte in maniera&#8230;</p>
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<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">Termina 0-0 la sfida del Moccagatta, anche dopo i tempi supplementari. Il Padova sbaglia due volte in maniera clamorosa il gol del vantaggio tra primo tempo e ripresa. Ai rigori, fatale l&#8217;errore di Gasbarro, poi Rubin manda in B i grigi e spegne la luce sul Padova edizione 2020/21</h5>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Succede tutto dopo i 120 minuti di gioco, al Moccagatta. E vince l&#8217;Alessandria, che porta a casa l&#8217;intera posta in palio – ovvero la promozione in B – ai calci di rigore. La delusione è cocente, perché in pochi istanti scorre il film di un intero campionato. Ben 44 partite, con un epilogo orribile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La sfida. </strong>Il Padova al Moccagatta scende in campo con il suo 4-3-3 di serie. Tornano Ronaldo e Chiricò, si rivede Biasci. Una scelta tattica oculata, quella del tecnico ravennate, che deve badare a recuperare forze fisiche e mentali in un gruppo giunto all&#8217;ultimissimo tornante della stagione. Quello decisivo, e solo per cuori forti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Pronti, via, e il Padova sale in cattedra. Al 3&#8242; Rossettini pennella per Biasci, che sgomita in area, viene toccato da tergo (forse in maniera irregolare), ma riesce a servire Jelenic. Tra una selva di gambe, il destro dello sloveno è ribattuto. Non è finita, perchè da corner Kresic svetta e impatta la sfera, fuori di non molto alla destra di Pisseri. Poi al 6&#8242;, altro break con Ronaldo e Biasci che guadagnano una punizione interessantissima: Chiricò sbaglia la mira.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Occasioni e rimpianti.</strong> Superate le difficoltà iniziali, anche l&#8217;Alessandria alza la testa. Corazza (8&#8242;) va al tiro da fuori, Dini fa buona guardia. La pressione dei grigi non si esaurisce, e i padroni di casa tengono sotto scacco la squadra di Mandorlini con traversoni insidiosi. Ci prova anche Casarini dalla distanza al 13&#8242;, sfruttando uno sfortunato errore in disimpegno di Hallfredsson. Il nuovo break del Padova, al 20&#8242;, è di quelli che potrebbero spaccare in due la partita. <strong>Jelenic si invola sulla mancina</strong> e si fa almeno 40 metri palla al piede prima di trovarsi tutto solo di fronte a Pisseri. Il suo destro sotto porta, però, è debole e innocuo: <strong>occasione colossale</strong> <strong>sprecata</strong>. Botta e risposta, l&#8217;Alessandria si rivede al 21&#8242;, con <strong>Arrighini che tira a giro col destro</strong> e Dini deve fare gli straordinari per deviare in angolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fase centrale del primo tempo vive su ritmi fisiologicamente più bassi, complice il gran caldo. I padroni di casa montano un pressing asfissiante con costanti raddoppi di marcatura specialmente su Ronaldo. Ad eccezione di un paio di timidi tentativi, uno per parte, il finale di tempo è soporifero e scuote gli animi solo poco prima del recupero. Chiricò fa vedere i sorci verdi a Pisseri al 44&#8242;: imbeccato splendidamente da Germano, l&#8217;esterno scudato è bravo ad accentrarsi e a provarci col sinistro, fuori di poco. Applausi (e improperi).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ripresa.</strong> Sul risultato di partenza e a ranghi invariati, si riparte. Senza occasioni eclatanti, il Padova tiene alto il baricentro. I biancoscudati arrivano bene fino agli ultimi 20 metri, ma manca il guizzo vincente, anche a fronte di un&#8217;Alessandria chiuso a dovere quando serve difendersi. I grigi si rivedono al 61&#8242;, con un sinistro al volo di Celia, altissimo, su buona azione dalla corsia destra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al 64&#8242;, l&#8217;altra occasione che fa urlare al cielo i tifosi biancoscudati. Hallfredsson per Ronaldo, il brasiliano per Biasci, che tutto solo di fronte a Pisseri batte rasoterra trovando la deviazione dell&#8217;estremo locale. Incredibile. Longo allora mischia le carte, operando due cambi simultanei. Mandorlini risponde con Bifulco in luogo di Jelenic. Chiricò al 71&#8242; prova a mettersi in proprio, e batte col mancino dalla distanza: Pisseri si salva in tuffo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Grigi in avanti. </strong>È un blitz dell&#8217;Alessandria a scuotere il Moccagatta al 76&#8242;. Arrighini addomestica sulla mancina e crossa al centro dove Mustacchio schiaccia di testa. Dini compie un intervento che ha del miracoloso e salva porta e risultato. È questa la palla-gol più eclatante dei 90 minuti regolamentari, per i piemontesi. Il Padova deve spingere in contropiede allora, come accade al 79&#8242;, quando Hallfredsson ispira per Ronaldo, il quale manca nella fase di finalizzazione dopo l&#8217;ingresso in area. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incedere del cronometro sposta il match verso la delicata fase finale. Si vive in apnea, tra fasi di gioco alternate, tanta tensione, ma nessun pericolo per i due portieri. Anche i cinque minuti di recupero concessi non spostano gli equilibri, e lo spettro dei supplementari diventa realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Extra time. </strong>In avvio di supplementari Mandorlini getta nella mischia anche Gasbarro (per Chiricò, a sorpresa), e il figlio Matteo in luogo di uno stanchissimo Saber. Cambi che spostano alcune pedine sullo scacchiere dei biancoscudati, ora &#8220;a due&#8221; in attaco con Bifulco a supporto di Paponi. Al 98&#8242; Ronaldo ci prova su punizione, pericolosa poco oltre la traversa di Pisseri. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Padova poi, perde Hallfredsson (sostituito da Vasic) per guaio muscolare. L&#8217;islandese esce tra gli applausi, ancora una volta in questi playoff. Poi va registrato un tentativo di Mustacchio, murato da Ronaldo (111&#8242;). Tra interruzioni e crampi ben distribuiti tra le due compagini, si arriva al 120&#8242;. Anche i due minuti di recupero scorrono senza emozioni. Alessandria e Padova si trascinano ai calci di rigore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I tiri dal dischetto sono l&#8217;epilogo più doloroso per un Padova che vede sfumare il successo finale proprio sulla linea del traguardo. Segnano tutti, i primi quattro biancoscudati dagli 11 metri, rispondono con altrettanta precisione i grigi. Poi Gasbarro calcia male e la sfera termina fuori. Il 5-4 finale lo mette nel sacco <strong>Matteo Rubin</strong> (l&#8217;ultimo dei subentrati a supplementari praticamente conclusi). L&#8217;Alessandria va in Serie B.</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alessandria-Padova 5-4 dcr (0-0)</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alessandria (3-4-3)</strong>: Pisseri; Parodi (121&#8242; Rubin), Di Gennaro, Prestia; Mustacchio, Casarini (70&#8242; Giorno), Bruccini, Celia; Chiarello (70&#8242; Di Quinzio), Corazza (115&#8242; Stanco), Arrighini (81&#8242; Eusepi). In panchina: Crisanto, Cosenza, Frediani, Gazzi, Crosta, Macchioni, Mora. All.: Longo</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Padova (4-3-3)</strong>: Dini; Germano, Rossettini, Kresic, Curcio; Saber (94&#8242; Mandorlini M.), Hallfredsson (109&#8242; Vasic), Ronaldo; Chiricò (94&#8242; Gasbarro), Biasci (88&#8242; Paponi), Jelenic (70&#8242; Bifulco). In panchina: Vannucchi, Merelli, Biancon, Andelkovic, Firenze, Nicastro, Cissé. All.: Andrea Mandorlini</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Arbitro:&nbsp;</strong>Matteo Marcenaro Di Genova (Ceccon-Laudato). Quarto uomo: Bitonti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/26bd.png" alt="⚽" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Sequenza rigori: Ronaldo (P, gol), Bruccini (A, gol), Paponi (P, gol), Stanco (A, gol), Curcio (P, gol), Eusepi (A, gol),  Rossettini (P, gol), Giorno (A, gol), Gasbarro (P, fuori), Rubin (A, gol)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f7e8.png" alt="🟨" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Bruccini (A), Hallfredsson (P), Casarini (A), Kresic (P), Saber (P), Mandorlini M. (P)</p>
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		<title>Reti inviolate all&#8217;Euganeo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2021 18:33:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partite]]></category>
		<category><![CDATA[2020/21]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Padova e Alessandria chiudono la prima parte della finale playoff senza vincitori né vinti. Lo 0-0 fa gridare&#8230;</p>
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<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">Padova e Alessandria chiudono la prima parte della finale playoff senza vincitori né vinti. Lo 0-0 fa gridare vendetta per un paio di grosse occasioni prodotte dai nostri, e rimanda il verdetto al ritorno di Giovedì. Sarà durissima, ma ci proveremo</h5>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">A 96 ore appena dal blitz di Avellino, per il Padova inizia un nuovo capitolo di questa estenuante stagione. Il penultimo atto di un&#8217;annata che descriverla come una &#8220;via crucis&#8221; è quasi riduttivo. All&#8217;Euganeo è biancoscudati contro Alessandria, due squadre giunte all&#8217;ultimo tornante con cammini diversi, eppure accomunate dal medesimo sogno di condurre la nave in porto dopo le montagne russe di stagione regolare e primi turni dei playoff. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Mandorlini deve rinunciare a ben quattro elementi nella sua rosa. Assenze pesanti, quelle di Ronaldo, Saber, Chiricò e del giovane Vasic, tutti appiedati per un turno dal giudice sportivo dopo la vittoria del Partenio. Ecco, dunque, un 4-3-3 atipico, almeno in partenza, con Pelagatti esterno basso, Germano nel trio &#8220;obbligato&#8221; di centrocampo, e poi Biasci e Paponi spalleggiati da Jelenic. In realtà già dai primi minuti, la sensazione è che il tecnico ravennate punti sulla velocità dello sloveno soprattutto per vie centrali, con la coppia Paponi-Biasci in avanti, soluzione più congeniale alle caratteristiche di entrambi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Caldo all&#8217;Euganeo. </strong>Con un&#8217;afa a tratti opprimente (32 gradi sulla colonnina di mercurio), l&#8217;avvio è in quasi in <em>surplace</em>. Al 5&#8242;, su punizione dalla trequarti di Jelenic, Curcio raccoglie, si gira in mezzo metro quadro e prova il sinistro, alto. Applausi. Risponde l&#8217;Alessandria al 10&#8242;, con un rasoterra di Corazza da fuori, senza patemi per Dini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Padova esce alla distanza e gioca un buon calcio, mantenendo l&#8217;iniziativa pur senza creare pericoli eclatanti. Gli ospiti manovrano discretamente a centrocampo, meno votati all&#8217;attacco ma operosi soprattutto sulle corsie laterali. Di fatto, il primo brivido dell&#8217;incontro è di marca piemontese. Al 18&#8242; Parodi disegna un traversone sul quale Dini e retroguardia vanno in ambasce. Sul contro-cross, Corazza va a botta sicura, ma Pelagatti salva il risultato con una ribattuta sulla linea. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ghiaccio bollente. </strong>Il Padova ha un break importante al 28&#8242;. Hallfredsson ruba palla a metà campo e dai 20 metri scocca un sinistro sul quale Pisseri deve distendersi e deviare in tuffo. Applausi per l&#8217;islandese, e per un Padova rinvigorito nello spirito dopo il pericolo scampato. La seconda fiammata, al 33&#8242;, porta la firma di Biasci che imbeccato splendidamente da Jelenic conclude di punta: Pisseri si salva con il piede in uscita. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È il momento migliore dei biancoscudati, che spinti dal proprio pubblico continuano a mettere pressione ai grigi. Al 36&#8242;, Germano si libera sulla destra, cerca Biasci a rimorchio, ma l&#8217;attaccante viene anticipato da Di Gennaro. La risposta ospite è un insidioso cross corto di Celia al 37&#8242;, con tempestiva chiusura della nostra difesa. Prima dell&#8217;intervallo, poi, altro squillo dei grigi, con Chiarello al tiro al volo su invito di Corazza: palla fuori di non molto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Secondo tempo. </strong>La partita a scacchi prosegue anche nella ripresa, senza grosse variazioni sul copione iniziale. Le due squadre si affrontano dovendo dosare le forze e non sempre gli schemi in fase di costruzione sono applicati con lucidità. Il Padova imposta spesso e volentieri alla ricerca della torre Paponi, il quale ha però vita difficile per la guardia montata sistematicamente dai centrali ospiti. Mandorlini capisce il momento difficile del terminale offensivo e gli preferisce Bifulco tornando di fatto al suo 4-3-3 classico. L&#8217;impatto dell&#8217;esterno campano è importante, e in un paio di occasione mette in apprensione la retroguardia dei piemontesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sale alto l&#8217;urlo dell&#8217;Euganeo, e il Padova fa immediatamente gridare al gol. <strong>Della Latta</strong> (59&#8242;) prende palla, semina il panico e da fuori aria scocca un destro che si stampa sulla traversa a Pisseri battuto. È Hallfredsson l&#8217;uomo in più di un Padova ora alla ricerca del gol del vantaggio. L&#8217;islandese, già fondamentale nella vittoria di Avellino, gioca a tutto campo e dispensa palloni importanti. La gara vive però di spunti per lo più isolati. E diventa una questione di pazienza, alla ricerca di un episodio per spostare gli equilibri, da una parte e dall&#8217;altra. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza emozioni, si entra nell&#8217;ultimo quarto d&#8217;ora del match con i 22 in campo visibilmente affaticati. L&#8217;Alessandria fa la voce grossa al 76&#8242;: Eusepi si libera di Rossettini e va al tiro – fuori misura – dal limite. Allora i due tecnici operano tutte le sostituzioni ancora a disposizione e nel Padova si vedono Mandorlini, Andelkovic e il debuttante Ejesi, a rilevare Hallfredsson (il migliore), Jelenic e Biasci. I biancoscudati si ridispongono così con un 3-5-2 più coperto all&#8217;occorrenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Casarini (84&#8242;) ci prova su punizione, senza esito. Nel Padova allora prova ad accendersi il giovane Ejesi, il cui ingresso a sorpresa cela il tentativo di mescolare le carte dalla trequarti in su. La stanchezza, però, è la vera protagonsita in campo. Pelagatti è vittima dei crampi, mentre Kresic è toccato duro al ginocchio destro. Padova e Alessandria si fronteggiano con pochissime energie residue, e il finale è un trascinarsi verso il corposo recupero concesso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La fase finale produce poco o nulla da segnalare. L&#8217;Alessandria si fa pericolosa con una serie di cross insidiosi dalla corsie laterali. Il Padova getta il cuore oltre l&#8217;ostacolo, ma fino al triplice fischio di Zufferli si vive in apnea, badando a non scoprirsi più che cercare il gol. Lo 0-0 finale è specchio di una gara tirata, giocata meglio dal Padova con – a tratti – un&#8217;Alessandria pericolosa con sortite isolate. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo tempo di questa finale per la B si chiude senza vincitori né vinti. Tutto rimandato al Moccagatta giovedì 17, quando finalmente conosceremo il nostro destino. Ora e sempre:<strong><em> FORSA TOSI, DEMOGHE DENTRO!</em></strong></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Padova-Alessandria 0-0</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Padova (4-3-3)</strong>: Dini; Pelagatti, Kresic, Rossettini, Curcio; Germano (76&#8242; Firenze), Hallfredsson (82&#8242; Mandorlini M.), Della Latta; Jelenic (82&#8242; Andelkovic), Paponi (56&#8242; Bifulco), Biasci (82&#8242; Ejesi). In panchina: Vannucchi, Merelli, Biancon, Nicastro, Cissé. All.: Andrea Mandorlini</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alessandria (3-4-1-2)</strong>: Pisseri; Parodi, Di Gennaro, Prestia; Mora (71&#8242; Cosenza), Giorno (81&#8242; Gazzi), Bruccini (60&#8242; Casarini), Celia; Chiarello; Corazza (60&#8242; Eusepi), Arrighini (81&#8242; Stanco). In panchina: Crisanto, Di Quinzio, Frediani, Crosta, Macchioni, Rubin. All. Longo</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Arbitro</strong>: Luca Zufferli di Udine (Di Giacinto-Fontemurato). Quarto uomo: Rutella.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f7e8.png" alt="🟨" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Della Latta (P), Bruccini (A), Giorno (A), Gazzi (A)</p>
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		<title>Padova, sei in finale!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2021 18:11:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partite]]></category>
		<category><![CDATA[2020/21]]></category>
		<category><![CDATA[Avellino]]></category>
		<category><![CDATA[Playoff]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Della Latta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un gol di Della Latta nel primo tempo manda i biancoscudati in finale. Ronaldo e Chiricò sbagliano due&#8230;</p>
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<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">Un gol di Della Latta nel primo tempo manda i biancoscudati in finale. Ronaldo e Chiricò sbagliano due volte il facile raddoppio, poi è un assedio – tanta aggressività e poca sostanza – controllato con ordine. Vai, grande Padova</h5>



<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading"><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">Ph: Agenzia Fotografica Piran</span></h5>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Tre giorni di polemiche. Tre giorni di tensione e di incredibili invettive lanciate dall&#8217;Irpinia, spesso senza fondamento, nel classico stile di chi mette le mani avanti quando sa che le cose potrebbero andare male. E 95 minuti di sofferenza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Stando ai commenti letti sui social, avrebbe dovuto vincere l&#8217;Avellino. Anzi, stravincere. E invece no, vince il Padova, lo fa con pieno merito, zittendo un Partenio inferocito – almeno nel migliaio (forse più?) di tifosi ammessi al suo interno. Decide un gol di Della Latta nella prima frazione, ma la vittoria dei biancoscudati è un mattone sul quale non si può discutere, vuoi per la partita interpretata magistralmente dagli undici in campo, vuoi per le due occasioni clamorose, uomo davanti al portiere, fallite da Ronaldo e Chiricò. E alla fine, tutti zitti, perchè passa il Padova. Passano i padovani. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La tattica.</strong> Non cambia nulla nello scacchiere, rispetto alla gara di tre giorni fa, di Mister Mandorlini. Il 4-3-2-1 del tecnico ravennate vede Ronaldo e Chiricò liberi di svariare alle spalle di Paponi, confermato al centro dell&#8217;attacco. Per il resto, appunto, nessuna variazione sul tema, al cospetto del 3-5-2 biancoverde.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Polemiche, tensioni e nervosismo. </strong>Gli strascichi del dopo-partita all&#8217;Euganeo si fanno sentire fin dalle battute iniziali. Avellino e Padova partono contratte, scambiandosi reciproche &#8220;cortesie&#8221; sul sintetico del Partenio reso scivoloso dall&#8217;abbondante pioggia del pre-gara. Per venti minuti buoni – ad eccezione di qualche timida sortita sugli esterni da ambo le parti – non accade nulla. Il Padova prova ad alzare il baricentro, sfruttando la progressione di Ronaldo spesso smarcato tra le linee. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il lampo.</strong> Al 27&#8242;, da corner, il brasiliano pennella in area. <strong>Della Latta</strong>, tutto solo, raccoglie l&#8217;invito e <strong>fa secco Forte</strong>. È l&#8217;1-0 che fa calare il gelo sul Partenio. L&#8217;Avellino accusa il colpo, e il Padova scappa con Chiricò, &#8220;guadagnando&#8221; anche un nuovo giallo ai danni della difesa di casa. Invitante da punizione, l&#8217;assist di Ronaldo è raccolto da Kresic, ma il suo colpo di testa è impreciso. La reazione degli irpini giunge al 33&#8242;, quando Curcio si complica la vita sulla corsia laterale, lasciando strada libera a Rizzo. Il suo cross arriva dalle parti di Dini, toccato durissimo da Fella dopo una bella uscita in tuffo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro brivido scorre lungo la schiena del Partenio al 38&#8242;. Merito di Ronaldo, ancora protagonista nell&#8217;inserirsi in area di rigore. Da distanza ravvicinata, però, il suo destro &#8220;sporco&#8221; è deviato miracolosamente da forte. Poco dopo potrebbe ripetersi Chiricò in combinazione con Saber, mal sfruttata. Da lì, ricomincia la corrida di strattoni e manate. Tito stende Saber sotto gli occhi del guardalinee e a gioco fermo, ma Colombo non se la sente di prendere alcun provvedimento. Poco dopo, ancora Maniero alza il gomito su Kresic. Fallo, certo, ma del giallo, nemmeno l&#8217;ombra. Pazienza e avanti, insomma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel recupero – corposo – prima dell&#8217;intervallo, i padroni di casa provano a creare densità negli ultimi 16 metri, ma la retroguardia scudata è pressochè impenetrabile, e con concentrazione si va al riposo in vantaggio. Anzi, a chiudere in avanti è proprio il Padova, che dai 20 metri su punizione mette ancora i brividi a Forte con Ronaldo. Il destro del brasiliano è potente, ma centrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ripresa al fulmicotone. </strong>Al rientro Braglia ridisegna i suoi con Errico in luogo di Laezza. Ma il Padova parte a mille e <strong>Chiricò dopo una manciata di secondi si trova tra i piedi il pallone del raddoppio</strong>. Il nostro esterno offensivo salta anche Forte, o quanto meno lo mette a sedere, poi si addormenta e l&#8217;opportunità sfuma incredibilmente. Come dire, le cose facili a noi non piacciono, e la storia continua a ripresentarsi puntuale. Superato lo shock, l&#8217;Avellino ci prova da calcio d&#8217;angolo e Fella chiama Dini al mezzo miracolo, ma Colombo ferma tutto per un fallo precedente al centro dell&#8217;area.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Avellino alza il ritmo attorno al quarto d&#8217;ora. Ci pensa il nuovo entrato Errico, davvero bravo a svariare tra le linee, quando al 60&#8242; prova il destro a giro, alto di poco, con annesso sospiro di sollievo per Dini e compagni. Cambi in arrivo per il Padova, allora, con Paponi e Germano sostituiti da Nicastro e Pelagatti. I lupi ci provano per lo più su calci da fermo, alla ricerca dell&#8217;episodio decisivo. Anche nelle fasi più concitate, pur sotto pressione, i nostri fanno buona guardia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Schiacciati dalla pressione degli irpini, i biancoscudati faticano a tenere il pallino del gioco e calano alla distanza. Mandorlini cambia ancora, avvicendando Ronaldo e Chiricò, per Vasic e Jelenic, ma la ruota non gira, e i nostri si vedranno di rado dalle parti di Forte. Non che l&#8217;Avellino crei occasioni in serie, ma è evidente come la pressione prodotta in campo metta spesso in difficoltà i nostri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Padova allora deve approfittare dei pochissimi spazi concessi in ripartenza. Come al minuti 81&#8242;, quando Jelenic va sul fondo e mette in mezzo dove Aloi è più veloce di Della Latta in arrivo a rimorchio. Braglia allora getta nella mischia anche Bernardotto, giocandosi il tutto per tutto con una sorta di 4-2-4. Errico non ci pensa due volte e all&#8217;85&#8217; si porta sul sinistro la palla del possibile pari. Il suo tiro è ribattuto in maniera provvidenziale, e il Padova può respirare ancora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il finale è un assedio dell&#8217;Avellino, che però gioca più con la forza della disperazione che con trame ragionate. Com&#8217;è normale, del resto, quando la posta in palio è così alta. I cinque minuti di recupero sono letteralmente interminabili. Si gioca a ping pong tra palloni gettati alla rinfusa da una parte e dall&#8217;altra. Fino al triplice fischio di Colombo, che chiude le ostilità e manda il Padova in finale.<strong><em> FORSA TOSI, ORA PIÙ DI PRIMA, DEMOGHE DENTRO!</em></strong></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Avellino-Padova 0-1</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Avellino (3-5-2)</strong>: Forte; Laezza (46&#8242; Errico), Dossena, Illanes (78&#8242; Miceli); Rizzo, Adamo (84&#8242; Bernardotto), Aloi, D’Angelo (78&#8242; De Francesco), Tito; Maniero, Fella (66&#8242; Santaniello). In panchina: Pane, Leoni, Silvestri M., Rocchi, Silvestri L., Baraye. All.: Braglia</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Padova (4-3-2-1)</strong>: Dini; Germano (61&#8242; Pelagatti), Rossettini, Kresic, Curcio; Saber (88&#8242; Andelkovic), Hallfredsson, Della Latta; Chiricò (75&#8242; Jelenic), Ronaldo (75&#8242; Vasic); Paponi (61&#8242; Paponi). In panchina: Vannucchi, Mandorlini M., Biancon, Firenze, Biasci, Bifulco, Ejesi. All.: Andrea Mandorlini</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Arbitro: </strong>Andrea Colombo di Como (Garzelli-Carbone). Quarto uomo: Natilla.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/26bd.png" alt="⚽" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> 27&#8242; Della Latta (P)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f7e8.png" alt="🟨" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Rizzo (A), Illanes (A), Ronaldo (P), Dossena (A), Saber (P), Maniero (A), Aloi (A), Chiricò (P), Rossettini (P), Vasic (P)</p>
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		<title>Pari con rammarico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jun 2021 21:04:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partite]]></category>
		<category><![CDATA[2020/21]]></category>
		<category><![CDATA[Anton Kresic]]></category>
		<category><![CDATA[Avellino]]></category>
		<category><![CDATA[Playoff]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un gol di Kresic nel primo tempo illude i biancoscudati. Maniero nella ripresa pareggia il conto sugli sviluppi&#8230;</p>
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<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">Un gol di Kresic nel primo tempo illude i biancoscudati. Maniero nella ripresa pareggia il conto sugli sviluppi di un penalty inizialmente parato da Dini. Padova-Avellino finisce 1-1</h5>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;andata della semifinale playoff termina senza vincitori, né vinti. Otto ammoniti, quelli si, e per miracolo nessun espulso. È tutta qui la sintesi di una gara giocata tra colpi proibiti, nervosismo esasperato (anche da una serie di dichiarazioni assolutamente fuori luogo alla vigilia, sponda campana) e una serenità d&#8217;animo tutta da ritrovare per il Padova di Mandorlini dopo le montagne russe di Padova-Renate. Il pareggio finale è una pillola per noi amara. Al contrario, trattasi di un trampolino di lancio per un Avellino ora favorito in vista del ritorno da disputare tra tre giorni in un ambiente che si preannuncia già caldissimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tensione alle stelle. </strong>Dopo gli incubi di Mercoledì il Padova può soltanto resettare e ripartire. Con una dose di tensione sulle spalle da far impallidire, tanto in campo quanto in panchina. Il 4-3-2-1 disegnato da Mandorlini vede la &#8220;novità&#8221; Ronaldo in veste di secondo trequartista, con Chiricò alle spalle dell&#8217;unico terminale offensivo, Paponi. L&#8217;avvio di gara è un pieno di interruzioni e colpi proibiti, come preventivato. È il Padova a subirne più degli avversari, tanto che il pubblico presente all&#8217;Euganeo chiede il giallo in almeno un paio di occasioni per interventi davvero al limite su Chiricò (ostruzione) e Ronaldo (gomitata). I primi a finire sul taccuino di Cosso sono Laezza e Maniero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella prima parte, tra tatticismi esasperati e continue interruzioni, non accade nulla. Pressing continuo, qualche velleità tra Chiricò e Della Latta, e nulla più. Sale in cattedra Hallfredsson, allora, e al 27&#8242; si mette in proprio in combinazione con Chiricò e va al tiro dalla distanza, fuori misura. Risponde Maniero, sponda campana, al 30&#8242;, con un colpo di testa che sorvola la traversa. Qualche minuto più tardi, una bella combinazione orchestrata da Della Latta libera al tiro Ronaldo che dalla distanza batte forte rasoterra ma non impegna Pane. Lo stesso brasiliano si ripete, con maggiore pericolosità al 36&#8242;: tiro a giro deviato e palla di poco oltre la traversa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È il preludio al gol, che giunge sugli sviluppi del corner seguente. <strong>Kresic</strong>, tutto solo in area, deve solo raccogliere l&#8217;invito e battere Pane di testa. L&#8217;1-0 galvanizza i biancoscudati, che sulle ali dell&#8217;entusiasmo vanno ancora vicini al gol poco dopo con Chiricò (rasoterra debole). La risposta irpina arriva al 43&#8242;, con una discesa di Carriero sulla destra, e assist non raccolto dall&#8217;attacco biancoverde in area di rigore. Prima del riposo, proteste anche per Della Latta, colpito da una gomitata di Dossenna sulla quale Cosso fa sceglie di sorvolare. Il giallo, almeno a noi, sembra il minimo sindacale, ma tant&#8217;è.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ripresa. </strong>Il secondo tempo per il Padova comincia nel peggiore dei modi. Della Latta va col gomito alto su Maniero in piena area e per Cosso non ci sono dubbi. Ce ne sono invece in casa scudata e dopo parecchie proteste sul dischetto va lo stesso l&#8217;attaccante dell&#8217;Avellino, che si fa ipnotizzare da Dini ma riesce a ribattere in rete di testa. Sull&#8217;1-1 per i biancoscudati comincia di fatti una nuova partita. L&#8217;Avellino, ringalluzzito dal gol, gioca infatti con maggiore freschezza e spavalderia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Al 58&#8242;, Dini deve opporsi alla botta di Carriero dalla distanza. Mandorlini allora mischia le carte e inserisce Biasci e Jelenic per Paponi e – a sorpresa – Ronaldo. Non cambia, almeno nell&#8217;immediato, la sostanza. Padova e Avellino si affrontano senza esclusione di colpi, commettendo talvolta errori in fase di impostazione, badando a non scoprirsi. Su Chiricò pesa un&#8217;intervento di Tito che al 63&#8242; fa gridare al rigore (che poteva starci). Poi ci pensa Curcio da 30 metri a mettere i brividi a Pane, strepitoso nel deviare la sfera in tuffo quel tanto che basta. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Al 77&#8242; si rivede l&#8217;Avellino, con un colpo di testa di Silvestri su schema da calcio piazzato, alto sulla traversa. Scampato pericolo? Non proprio, perchè D&#8217;Angelo va al tiro un minuto più tardi dal limite, con la sfera a lato. Il Padova fatica oltre modo a star dietro a un Avellino in uno stato di forma fisica obiettivamente superiore a quello dei nostri. Ne esce un finale di gara in cui gli uomini di Mandorlini vanno spesso e volentieri in apnea, ingabbiati sulla mediana e privi di quell&#8217;inventiva altrimenti garantita da Ronaldo e Chiricò.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non accadrà praticamente più nulla, fino alla conclusione del tempo regolamentare. Neanche il recupero concesso da Cosso (cinque minuti) cambierà le sorti di un match bloccato. Al Padova, però va il colpo di coda finale. Prima Kresic di testa chiama Pane al miracolo (93&#8242;), poi Curcio sugli sviluppi del calcio d&#8217;angolo mette alto di pochissimo. Peccato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;1-1 finale, dunque, accontenta certamente più l&#8217;Avellino, in virtù della sfida di ritorno in programma Mercoledì al Partenio. Al Padova, il rammarico di non aver proseguito sull&#8217;onda di un primo tempo positivo e concluso in vantaggio. <em><strong>Forsa tosi, demoghe dentro!</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Padova-Avellino 1-1</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Padova (4-3-2-1)</strong>: Dini; Germano, Rossettini, Pelagatti, Curcio; Saber, Hallfredsson (83&#8242; Firenze), Della Latta; Ronaldo (59&#8242; Jelenic), Chiricò (70&#8242; Bifulco); Paponi (59&#8242; Biasci). In panchina: Vannucchi, Mandorlini M., Biancon, Vasic, Andelkovic, Nicastro, Pelagatti, Ejesi. All.: Andrea Mandorlini</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Avellino (3-5-1-1):&nbsp;</strong>Pane; Miceli, Dossena, Laezza (46&#8242; Fella); Ciancio, Rizzo, Carriero, D’Angelo, Tito (67&#8242; Silvestri L.); De Francesco (88&#8242; Silvestri M.); Maniero (72&#8242; Santaniello). In panchina: Leoni, Bernardotto, Santaniello, Errico, Rocchi, Baraye. All.: Braglia</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Arbitro:&nbsp;</strong>Francesco Cosso di Reggio Calabria (Fraggetta-Massimino). Quarto uomo: Panettella.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/26bd.png" alt="⚽" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> 37&#8242; Kresic (P), 49&#8242; Maniero (A)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f7e8.png" alt="🟨" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> </strong>Laezza (A), Maniero (A), Della Latta (P), Carriero (A), Kresic (P), Ciancio (A), Hallfredsson (P), Saber (P)</p>
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		<title>All&#8217;inferno e ritorno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jun 2021 22:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partite]]></category>
		<category><![CDATA[2020/21]]></category>
		<category><![CDATA[Playoff]]></category>
		<category><![CDATA[Renate]]></category>
		<category><![CDATA[Ronaldo Pompeu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo un primo tempo soporifero, il Renate ne segna tre in 20 minuti nella ripresa e fallisce il&#8230;</p>
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<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">Dopo un primo tempo soporifero, il Renate ne segna tre in 20 minuti nella ripresa e fallisce il 4-0 ripetutamente. Poi il risveglio improvviso, decisivo un gol di Ronaldo, siamo ancora vivi e in semifinale</h5>



<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading"><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">Ph: Agenzia Fotografica Piran</span></h5>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Follia. Tragicommedia. Tentato suicidio. C&#8217;è un po&#8217; tutto, nell&#8217;allucinante pomeriggio dell&#8217;Euganeo. Padova-Renate doveva essere una sfida da prendere con le pinze, si, ma con la testa alla semifinale in programma già Domenica. Ne esce, invece, un circo di occasioni, reti e scivoloni da mettere a serio rischio le coronarie di chiunque. Alla fine vince il Renate, con un 3-1 che comunque non basta a strappare una qualificazione che avrebbe dell&#8217;incredibile. Vincono con pieno merito i lombardi, che meriterebbero anche di passare il turno, a dispetto di un Padova irriconoscibile per 45 minuti, in versione pugile suonato e in attesa del colpo del KO.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E pensare che, dopo la vittoria di Meda, il turnover massiccio impostato da Mister Mandorlini pareva cosa saggia. Dentro dal primo minuto Pelagatti e Andelkovic dietro, Matteo Mandorlini e Ronaldo a centrocampo, oltre a Paponi e Bifulco nel tridente. Il 4-3-3 biancoscudato è sufficientemente  abbottonato. Parola d&#8217;ordine: controllare il risultato, possibilmente senza subire.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fuoco in avvio.</strong> C&#8217;è però da fare i conti con un Renate che spinge sull&#8217;acceleratore fin dal calcio d&#8217;inizio. E non potrebbe essere altrimenti, per una squadra che deve vincere con tre reti di scarto per agguantare la semifinale. Galuppini ci impiega appena tre minuti, per scaldare le mani a Dini. Accade tutto sugli sviluppi di un&#8217;invitante punizione dai 18 metri, deviata in corner dal nostro estremo difensore. Il fuoco iniziale delle &#8220;Pantere&#8221;, però, si esaurisce ben presto, complice anche il gran caldo. Il Padova allora sale in cattedra, con le iniziative di Ronaldo (sua una botta da distanza siderale fuori di poco, da applausi) e il solito Chiricò, oggi osservato speciale dalla retroguardia ospite. I biancoscudati riescono a pungere al 35&#8242;, con Della Latta al tiro (respingo da Gemello) e Bifulco sciupone da pochi passi con un destro fuori misura. In chiusura di tempo (43&#8242;), poi, è ancora Chiricò su iniziativa personale a provare la conclusione dal limite. Palla fuori.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>All&#8217;inferno, e ritorno.</strong> Inizia il secondo tempo, e il Renate è subito avanti. <strong>Galuppini</strong> approfitta di una dormita generale della retroguardia scudata, con grossa responsibilità di Andelkovic, e infila Dini per l&#8217;1-0. La doccia fredda sveglia solo in parte i biancoscudati, protagonisti di un avvio di ripresa da dimenticare. Ci provano prima Della Latta, poi Ronaldo con iniziativa personale (chiedendo anche il rigore). Niente da fare. Anzi, il Renate al 56&#8242; trova il secondo jolly di giornata, stavolta con <strong>Kabashi</strong> che con una botta da distanza notevole spedisce la sfera sotto l&#8217;incrocio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con gli ospiti a un gol di distanza da un clamoroso ribaltone, Mandorlini stringe i ranghi dei suoi là dietro, inserendo Curcio, oltre a Biasci e Saber in un unico maxi-cambio. I biancoscudati, però, appaiono in netta difficoltà soprattutto sul piano mentale. Il nervosismo cresce col passare dei minuti, tra passaggi errati e corsa a vuoto a metà campo. Il Renate allora ci crede, e al 65&#8242; segna il terzo gol con <strong>Giovinco</strong>. In maniera incredibile, questa volta, e sugli sviluppi di un clamoroso errore di Dini. Cose che nemmeno a <em>Mai dire Gol</em>&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La reazione abbozzata da Chiricò e compagni è a dir poco confusa. Al 70&#8242; Kresic va vicino alla deviazione vincente su cross dalle retrovie, ma il Renate nel finale gioca naturalmente sulle ali dell&#8217;entusiasmo (e dell&#8217;incredulità). Al 77&#8242;, anzi, Dini combina un&#8217;altra colossale sciocchezza. Il 4-0 è evitato solo dalla segnalazione del fuorigioco su Rada, rientrante dalla linea di fondo. Due minuti più tardi, anche <strong>Nocciolini va vicinissimo alla quarta segnatura</strong>: a tu per tu con Dini, l&#8217;attaccante lombardo colpisce però il palo. Poi Giovinco all&#8217;80&#8217; grazia ancora il nostro estremo, con il Padova totalmente alle corde. Segnale decisivo? Può darsi, perchè dal cilindro il Padova estrae il coniglio, con <strong>Ronaldo</strong> che all&#8217;81&#8217; raccoglie un invito dal limite e col destro fa secco Gemello. È l&#8217;1-3 che riporta il Padova in vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Finale convulso.</strong> Non è finita, ci mancherebbe. Anzi, all&#8217;88&#8217; Nocciolini viene servito involontariamente da Curcio, si invola in solitaria e clamorosamente fallisce il 4-1, con Dini questa volta provvidenziale. I cinque di recupero sono una corrida, tra calci, botte da orbi e nervi che rimangono saldi soltanto per miracolo. Fioccano i gialli di Feliciani, e il Padova prova con le unghie e con i denti a tenere alto il proprio baricentro. Il Renate affonda ancora, pur senza precisione. Fino al triplice fischio finale. Una liberazione.</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Padova-Renate 1-3</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Padova (4-3-3):</strong>&nbsp;Dini; Pelagatti, Kresic, Andelkovic (66&#8242; Jelenic), Gasbarro (32&#8242; Germano); Ronaldo, M. Mandorlini (58&#8242; Saber), Della Latta; Chiricò, Paponi (58&#8242; Curcio), Bifulco (58&#8242; Biasci). In panchina: Vannucchi, Germano, Hallfredsson, Vasic, Firenze, Rossettini, Ejesi. All.: Andrea Mandorlini</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Renate (3-5-2):</strong>&nbsp;Gemello; Silva, Damonte (64&#8242; Magli), Possenti (69&#8242; Santovito); Guglielmotti, Kabashi (69&#8242; Vicente), Ranieri (54&#8242; Rada), Lakti (54&#8242; Nocciolini), Anghileri; Galuppini, Giovinco. In panchina: Bagheria, Langella, Burgio. All.: Diana</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Arbitro:</strong>&nbsp;Ermanno Feliciani di Teramo (Basile-Lencioni). Quarto uomo: Monaldi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/26bd.png" alt="⚽" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> 49&#8242; Galuppini (R), 56&#8242; Kabashi (R), 65&#8242; Giovinco (R), 81&#8242; Ronaldo (P)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f7e8.png" alt="🟨" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Silva (R), Dini (P), Santovito (R), Chiricò (P), Galuppini (R), Ronaldo (P)</p>
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		<title>Tre volte Chiricò: Padova bello e vincente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 May 2021 17:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partite]]></category>
		<category><![CDATA[2020/21]]></category>
		<category><![CDATA[Cosimo Chiricò]]></category>
		<category><![CDATA[Playoff]]></category>
		<category><![CDATA[Renate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una tripletta dell&#8217;esterno biancoscudato spezza la flebile resistenza del Renate, che segna su rigore nel finale. Finisce 3-1,&#8230;</p>
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<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">Una tripletta dell&#8217;esterno biancoscudato spezza la flebile resistenza del Renate, che segna su rigore nel finale. Finisce 3-1, al Padova il &#8220;primo tempo&#8221; della doppia sfida per l&#8217;accesso alla semifinale</h5>



<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading"><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">Ph: Agenzia Fotografica Piran</span></h5>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Tre gol (a uno), e Mino Chiricò col pallone sottobraccio sulla via di casa. Meglio di così, davvero, non poteva cominciare per il Padova, il cammino sulla via dei playoff. A imporsi sui lombardi oggi, si badi bene, non è però il solo esterno mancino. È una vittoria del gruppo intero, compatto e attento per 92 minuti di orologio. Tutto quasi perfetto, non fosse per la fatale disattenzione finale costata il rigore a favore del Renate, poi messo nel sacco da Kabashi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo 28 giorni dall&#8217;ultima gara di campionato, archiviati (forse) i veleni di fine stagione, non poteva esserci avversario più ostico, nei quarti dei playoff nazionali. Il Padova di Mandorlini, tra l&#8217;altro, non può contare su alcuni elementi portanti. Out Nicastro, Curcio e Cissé, e il 4-3-3 impostato dal tecnico ravennate non annovera nemmeno il tanto atteso Ronaldo, che – seppur recuperato – si accomoda inizialmente in panchina. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fuochi d&#8217;artificio.</strong> Pronti, via, e dopo tre minuti è subito Renate. O meglio, fa tutto Dini, che pasticcia incredibilmente col pallone tra i piedi servendo Galuppini. A porta vuota, da posizione defilata, l&#8217;attaccante lombardo colpisce clamorosamente il palo. Superato lo shock, è però il turno dei biancoscudati, che in ripartenza con Jelenic confezionano il gol del vantaggio (5&#8242;). Discesa lungo la prateria apertasi sulla mancina, palla al centro e <strong>Chiricò fa centro</strong>: 1-0.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Padova, da lì in poi, ha il merito di mantenere ben saldo il pallino del gioco. I biancoscudati palleggiano agevolmente in orizzontale, senza mai rischiare. Al 21&#8242;, sugli sviluppi di un corner, Saber imbecca Kresic, e l&#8217;estremo Gemello deve superarsi per levare le castagne dal fuoco. È il preludio al raddoppio, che giunge puntuale al 23&#8242;, quando Saber ruba palla (forse commettendo fallo?) sulla corsia destra, e spara al centro dove <strong>Chiricò al volo</strong> fa secco Gemello. Al 28&#8242;, poi, lo stesso esterno mancino di Mesagne potrebbe far male ancora. La sua serpentina in area, culmina però con un rasoterra troppo debole per impensierire l&#8217;estremo locale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pressione biancoscudata è costante ma razionale. Al cospetto di un Renate forse un po&#8217; &#8220;imballato&#8221; nella prima parte, c&#8217;è un Padova compatto e sempre sul pezzo. Solo al 43&#8242; i lombardi si fanno davvero pericolosi. Ranieri col mancino de centro area pennella una traiettoria insidiosa sulla quale Dini deve fare gli straordinari, di fatto riscattandosi dopo l&#8217;errore in avvio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Secondo tempo.</strong> Il copione non cambia a inizio ripresa. Il Padova è di nuovo lì davanti, da subito. In combinazione tutta in velocità Saber-Germano al 47&#8242; (destro dell&#8217;esterno scudato fuori misura), poi con Jelenic in ripartenza. Sulla punizione dai 20 metri, <strong>Chiricò infilza Gemello</strong> ancora una volta: 3-0 e tripletta personale per l&#8217;attaccante scudato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La reazione del Renate c&#8217;è, pur se un po&#8217; tardiva. Kabashi su punizione al 59&#8242; trova una deviazione e il secondo palo di giornata a Dini battuto. Sugli sviluppi del corner seguente, la retroguardia scudata va in apprensione per un pallone velenoso in area piccola, ma Rossettini e soci riescono a sbrogliare. Dalla panchina, allora, Mandorlini ne cambia tre su colpo solo: dentro Paponi, Bifulco e Ronaldo per Biasci, Chiricò e Saber. Il Padova è più che in controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il passare dei minuti, i nostri fanno la voce grossa ancora al 78&#8242;, quando Paponi coglie alla sprovvista la retroguardia lombarda e spara verso la porta, ma Damonte si immola negando la quarta rete. Anche al minuto 87 i biancoscudati sfiorano il 4-0, con Vasic (subentrato a Jelenic), che di destro dal limite conclude vicinissimo al montante. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Giusto nel pieno del recupero, il Renate guadagna un penalty per fallo di Germano su Rada. Una macchia sulla prestazione (fin qui sontuosa) dei biancoscudati. Kabashi dal dischetto fa 1-3, di fatto mandando di traverso il boccone al Padova, soprattutto in vista del ritorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fa tutto Chiricò (in termini di gol), insomma, ma quella biancoscudata è una bella vittoria di squadra, e su questo non si discuta per cortesia. Il primo atto è superato con ottimi voti, ma ora piedi ben saldi a terra. Perché c&#8217;è una sfida di ritorno da giocatore, e perché questo doppio quarto di finale è soltanto del primo tornante di una montagna che speriamo di poter scalare fino alla vetta. <strong><em>Forsa tosi, demoghe dentro!</em></strong> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2764.png" alt="❤" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Renate-Padova 1-3</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Renate (3-5-2)</strong>: Gemello; Silva, Damonte, Anghileri; Ranieri (46&#8242; Lakti), Kabashi, Vicente (67&#8242; Giovinco), Rada, Guglielmotti; Galuppini (67&#8242; Burgio), Nocciolini (58&#8242; Maistrello). In panchina: Bagheria, Langella, Santovito, Magli. All.: Diana.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Padova (4-3-3):</strong>&nbsp;Dini; Germano, Rossettini, Kresic, Gasbarro; Saber (66&#8242; Ronaldo), Hallfredsson (82&#8242; Mandorlini M.), Della Latta; Chiricò (66&#8242; Bifulco), Biasci (66&#8242; Paponi), Jelenic (78&#8242; Vasic). In panchina: Vannucchi, Biancon, Firenze, Andelkovic, Pelagatti, Ejesi. All.: Andrea Mandorlini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Arbitro</strong>: Federico Longo di Paola (Gualtieri-Salama). Quarto uomo: Vigile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/26bd.png" alt="⚽" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> 5&#8242; Chiricò (P), 23&#8242; Chiricò (P), 52&#8242; Chiricò (P), 93&#8242; Kabashi (Rig.) (R)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f7e8.png" alt="🟨" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Kabashi (R), Vasic (P), Germano (P)</p>
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		<title>Padova, la vittoria più amara</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 May 2021 15:05:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partite]]></category>
		<category><![CDATA[2020/21]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante i tre punti conquistati all&#8217;Euganeo, il Padova finisce l&#8217;annata al secondo posto. Non bastano 79 punti, frutto&#8230;</p>
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<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">Nonostante i tre punti conquistati all&#8217;Euganeo, il Padova finisce l&#8217;annata al secondo posto. Non bastano 79 punti, frutto di 24 vittorie e sette pareggi. Pesano i momenti &#8220;decisivi&#8221; toppati e, soprattutto, il furto a <em>mano armata</em> subito a Trieste</h5>



<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading"><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">Ph: Agenzia Fotografica Piran</span></h5>



<div style="height:29px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il finale di stagione – con un copione in buona parte già scritto – matura sotto gli occhi dei pochi presenti all&#8217;Euganeo nella 38a giornata di campionato. Padova contro Samb, e in campo le flebili speranze biancoscudate di riagguantare il primo posto. Il miracolo non avviene, e al Padova rimane un sacco pieno di rimpianti, rabbia e delusione per aver dilapidato un vantaggio di punti considerevole ad un certo punto della stagione. Non senza, e lo ribadiremo fino allo sfinimento, una serie di palesi torti subiti, che a conti fatti, ci costano la B diretta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La partita.</strong> È un 4-2-3-1 di stampo chiaramente offensivo, quello scelto da Mandorlini per la sfida finale della stagione regolare. Chiricò, Jelenic e Bifulco sono il trio designato a supportare Biasci, schierato come terminale offensivo. A centrocampo, la cattiveria agonistica di Saber e Della Latta, mentre dietro Kresic fa coppia con Rossettini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Padova parte col piede sull&#8217;acceleratore. Col vento a favore, attaccando verso la il lato nord dell&#8217;Euganeo, i biancoscudati fanno capire le proprie intenzioni già dopo una manciata di secondi, aggredendo la Samb sulla corsia mancina con Bifulco e producendo la prima conclusione verso la porta difesa da Nobile. Al 7&#8242;, un&#8217;altra discesa di Bifulco ispira Jelenic, il cui assist per Biasci a due passi dalla porta marchigiana è ghiotto, ma non viene finalizzato a dovere. La risposta della Samb arriva poco dopo: sinistro velenoso di D&#8217;Angelo, sfera di poco a lato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;avvio frizzante produce buone fasi di gioco. Il copione è quello atteso: Padova in attacco, Samb coperta e ordinata nel difendersi. Si aprono spazi intressanti al 20&#8242;, quando Bifulco si incunea in area e prova il tocco con la punta in allungo: centrale, Nobile para a terra. Un giro di orologio e ancora l&#8217;esterno scudato non si intende con Della Latta, vanificando una ripartenza interessante. Poi si rivedono gli ospiti, al 27&#8242;, con un tiro da distanza siderale di Angiulli, sul quale Dini deve rifugiarsi in corner. Botta e risposta, al 31&#8242; ci prova anche Chiricò da fuori, palla a lato. Non accadrà praticamente più nulla, fino all&#8217;intervallo, con il vantaggio del Perugia contro la Feralpi a metà frazione a far crollare già il castello di speranze biancoscudate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Secondo tempo. </strong>Dopo poco più di un minuto, Saber si vede negare la gioia del gol da pochi passi su velenosa incursione in area. L&#8217;intervento di Nobile è un miracolo, per mantenere inviolata la propria porta. Con la partita bloccata, Mandorlini getta nella mischia l&#8217;artiglieria pesante. Dentro Paponi e Nicastro per Biasci e Bifulco, e il disegno tattico parla ora la lingua del 4-2-4. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Al 56&#8242;, il neo entrato Paponi reclama un rigore per un tocco col braccio di D&#8217;Ambrosio dopo un tentativo di cross dalla mancina: Cosso lascia proseguire. Il Padova appare contratto, in difficoltà nel trovare spazi. Il tecnico scudato rimpolpa allora il centrocampo, sofferente a metà ripresa, con gli innesti simultanei di Firenze e Hallfredsson. Di fatto, quella del 63&#8242; è una nuova mezza rivoluzione, con il Padova ora più compatto proprio lungo la mediana, ma con un Jelenic ora libero da compiti di marcatura asfissiante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mancano le occasioni, il Padova ha il fiato corto e la morte nel cuore, e si vede. Con le idee via più annebbiate, ai biancoscudati talvolta non riescono nemmeno le cose più semplici. Uno squillo di Firenze, sinistro al volo in corsa, scalda le mani a Nobile al 67&#8242;. Dall&#8217;azione d&#8217;angolo seguente, poi, nasce una mischia in area dove nessuno dei nostro riesce a produrre il tocco decisivo. Un paio di minuti più tardi, però, è il mancino di Angiulli a sfiorare il montante alla sinistra di Dini, facendo sudare freddo i biancoscudati. Al 70&#8242;, ecco un&#8217;altra palla d&#8217;oro su combinazione Firenze-Nicastro. L&#8217;attaccante riesce solo a deviare debolmente, e per Nobile è una formalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il gol arriva al 79&#8242;, per merito di <strong>Della Latta,</strong> che entra in area liberandosi di un paio di difensori e trafiggendo Nobile nell&#8217;angolino. Peccato, però che le notizie da Salò vedano il Perugia saldamente in controllo del match di Salò ora con il doppio vantaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cala il sipario, allora, tra volti lunghi e tantissima rabbia. Al Padova, il difficile compito di ricompattarsi in vista dei playoff. Un nuovo campionato, di fatto, per noi al via tra qualche settimana. <strong><em>Forsa tosi!</em></strong></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Padova-Sambenedettese 1-0</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Padova (4-2-3-1)</strong>: Dini; Germano, Kresic, Rossettini, Curcio; Saber (84&#8242; Andelkovic), Della Latta; Jelenic (63&#8242; Hallfredsson), Chiricò (63&#8242; Chiricò), Bifulco (54&#8242; Nicastro); Biasci (54&#8242; Paponi).In panchina: Vannucchi, Mandorlini M., Santini, Ronaldo, Biancon, Vasic, Pelagatti. All.: Andrea Mandorlini</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sambenedettese (4-4-2)</strong>: Nobile; Scrugli (72&#8242; Fazzi), Cristini, D’Ambrosio, Trillò (72&#8242; Di Pasquale); Botta, Angiulli, De Ciancio, D’Angelo (55&#8242; Babic); Chacon, Lescano. In panchina: Laborda, Fusco, Di Pasquale, Bacio Terracino, Medori, Goecoechea, Lombardo. All.: Montero.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Arbitro: </strong>Francesco Cosso di Reggio Calabria (Barone-Bahri). Quarto uomo: Perenzoni</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/26bd.png" alt="⚽" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> 79&#8242; Della Latta (P)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f7e8.png" alt="🟨" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Saber (P), D&#8217;Angelo (S)</p>
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		<title>Nicastro-gol: siamo ancora vivi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Apr 2021 20:36:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partite]]></category>
		<category><![CDATA[2020/21]]></category>
		<category><![CDATA[Carpi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una rete di Nicastro, da poco entrato nella ripresa, tiene accesa la fiammella della speranza. Si decide tutto&#8230;</p>
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<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">Una rete di Nicastro, da poco entrato nella ripresa, tiene accesa la fiammella della speranza. Si decide tutto domenica: serve sperare in un successo dei nostri e nella contemporanea non vittoria del Perugia</h5>



<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading"><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">Ph: Agenzia Fotografica Piran</span></h5>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Uno a zero, e per il Padova non è ancora finita. La buona notizia è questa: per la squadra di Mandorlini la reazione, dopo il &#8220;cappotto&#8221; di Modena, è quanto meno tangibile. Serve una rete tutta mestiere e bravura del neo-entrato Nicastro, al primo pallone toccato nella ripresa, per piegare la resistenza del Carpi. Il tutto dopo una gara in cui i biancoscudati sbagliano parecchio. Non mancano grinta, rabbia e sudore, e questo fa piacere, ma per la Serie B ora serve un vero e proprio miracolo in cui non tutto è nelle nostre mani.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La partita.</strong> Smaltita (forse) la profonda ferita di Modena, per il Padova è tempo di tornare in terra emiliana. Contro il Carpi, Mister Mandorlini rispolvera la batteria degli ex, con Jelenic e Biasci in campo dal primo minuto nel tridente. I biancoscudati, partono forte, forse troppo. Della Latta, dopo una manciata di secondi, compie un intervento sconsiderato su Fofana, guadagnandosi il giallo e di fatto obbligando Pochesci al primo cambio della serata. A parti inverse, saremmo probabilmente a invocare un rosso diretto, che oggettivamente in questa situazione non farebbe gridare allo scandalo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Archiviata la prima scossa di adrenalina, si inizia a giocare su ritmi elevatissimi. Al 3&#8242;, una duplice occasione in serie vede <strong>Biasci</strong> e <strong>Chiricò</strong> inconcludenti a due passi da Pozzi, poi è il solito esterno sinistro giunto a Gennaio dall&#8217;Ascoli a mettere scompiglio con due conclusioni al 13&#8242; e al 17&#8242;. Il Padova grida al gol al 26&#8242;, quando su corner Della Latta impatta di testa chiamando Pozzi all&#8217;intervento in tuffo per evitare la capitolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il Padova mantiene costante la propria pressione sulla trequarti di casa, il Carpi ci prova con qualche spunto dei propri terminali offensivi. Un diagonale di Ferretti al 36&#8242; è controllato da Dini, poi è ancora Padova, che al 42&#8242; costruisce – palla a terra – la più bella azione della serata. Jelenic dalla trequarti serve un filtrante perfetto sul quale Chiricò conclude di sinistro su Pozzi in uscita. Gol? Macchè, palo interno e palla che balla sulla linea di porta prima di spegnersi sul fondo. Segnali, anche questi, di un momento in cui anche a voler far bene, le cose sembrano non girare proprio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Secondo tempo.</strong> La ripresa si apre sulla stessa linea d&#8217;onda della prima frazione. Dal Curi le notizie in arrivo sono poco incoraggianti, e il Padova si mangia clamorosamente (ancora con Chiricò) la palla del vantaggio al 56&#8242;. Mandorlini allora getta nella mischia Paponi e Nicastro, ridisegnando un 4-2-4 ultra offensivo attorno all&#8217;ora di gioco. Il risultato cambia immediatamente. Punizione di Chiricò, palla deviata in area, e <strong>Nicastro fa secco Pozzi</strong> con un destro che sbatte sulla traversa prima di insaccarsi in rete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il vantaggio in tasca, i biancoscudati non smettono di fare possesso, ma al di là di un colpo di testa pericoloso di Nicastro (alto di poco) al 75&#8242;, non ci sono altri squilli eclatanti. Tra sostituzioni (Gasbarro lascia il campo per infortunio) e ritmi più bassi, la gara perde d&#8217;intensità. Un&#8217;altra tegola piove sul biancoscudo all&#8217;88&#8217;, quando proprio l&#8217;autore della rete decisiva deve lasciare il campo per infortunio (al suo posto Santini).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fase finale scorre, recupero compreso, senza sussulti, eccezion fatta per un destro di Paponi al 92&#8242;, parato a terra da Pozzi. Al triplice fischio di Tremolada, il Carpi è matematicamente salvo. Al Padova, una piccola iniezione di fiducia. Rimaniamo aggrappati alla speranza di veder materializzarsi un miracolo all&#8217;ultimo tuffo. Dobbiamo battere la Samb, e sperare in una non vittoria del Perugia a Salò. <strong><em>Forsa tosi, demoghe dentro.</em></strong></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Carpi-Padova  0-1</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Carpi (3-4-1-2)</strong>: Pozzi; Venturi (72&#8242; De Sena), Sabotic, Ercolani (78&#8242; Offidani); Marcellusi, Fofana (6&#8242; Bellini), Ghion, Llamas (72&#8242; Varoli); Ferretti; Giovannini, De Cenco (78&#8242; Rizdal). In panchina: Ricci, Eleuteri, Ferrieri, Martorelli, Ceijas, Motoc, Lami. All.: Pochesci</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Panchina (4-3-3):</strong> Dini; Germano, Rossettini, Gasbarro (65&#8242; Andelkovic), Curcio; Saber (60&#8242; Nicastro, 88&#8242; Santini), Hallfredsson, Della Latta; Chiricò (65&#8242; Kresic), Biasci (60&#8242; Paponi), Jelenic. In panchina: Vannucchi, Ronaldo, Biancon, Vasic, Firenze, Bifulco. All.: Andrea Mandorlini</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Arbitro</strong>: Paride Tremolada di Monza (Spina-Bertelli). Quarto uomo: Nicolini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/26bd.png" alt="⚽" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> 61&#8242; Nicastro (P)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f7e8.png" alt="🟨" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> </strong>Della Latta (P), Saber (P), Ercolani (C), Llamas (C), Germano (P)</p>
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