Partite

Padova, sei in finale!

Un gol di Della Latta nel primo tempo manda i biancoscudati in finale. Ronaldo e Chiricò sbagliano due volte il facile raddoppio, poi è un assedio – tanta aggressività e poca sostanza – controllato con ordine. Vai, grande Padova
Ph: Agenzia Fotografica Piran

Tre giorni di polemiche. Tre giorni di tensione e di incredibili invettive lanciate dall’Irpinia, spesso senza fondamento, nel classico stile di chi mette le mani avanti quando sa che le cose potrebbero andare male. E 95 minuti di sofferenza.

Stando ai commenti letti sui social, avrebbe dovuto vincere l’Avellino. Anzi, stravincere. E invece no, vince il Padova, lo fa con pieno merito, zittendo un Partenio inferocito – almeno nel migliaio (forse più?) di tifosi ammessi al suo interno. Decide un gol di Della Latta nella prima frazione, ma la vittoria dei biancoscudati è un mattone sul quale non si può discutere, vuoi per la partita interpretata magistralmente dagli undici in campo, vuoi per le due occasioni clamorose, uomo davanti al portiere, fallite da Ronaldo e Chiricò. E alla fine, tutti zitti, perchè passa il Padova. Passano i padovani.

La tattica. Non cambia nulla nello scacchiere, rispetto alla gara di tre giorni fa, di Mister Mandorlini. Il 4-3-2-1 del tecnico ravennate vede Ronaldo e Chiricò liberi di svariare alle spalle di Paponi, confermato al centro dell’attacco. Per il resto, appunto, nessuna variazione sul tema, al cospetto del 3-5-2 biancoverde.

Polemiche, tensioni e nervosismo. Gli strascichi del dopo-partita all’Euganeo si fanno sentire fin dalle battute iniziali. Avellino e Padova partono contratte, scambiandosi reciproche “cortesie” sul sintetico del Partenio reso scivoloso dall’abbondante pioggia del pre-gara. Per venti minuti buoni – ad eccezione di qualche timida sortita sugli esterni da ambo le parti – non accade nulla. Il Padova prova ad alzare il baricentro, sfruttando la progressione di Ronaldo spesso smarcato tra le linee.

Il lampo. Al 27′, da corner, il brasiliano pennella in area. Della Latta, tutto solo, raccoglie l’invito e fa secco Forte. È l’1-0 che fa calare il gelo sul Partenio. L’Avellino accusa il colpo, e il Padova scappa con Chiricò, “guadagnando” anche un nuovo giallo ai danni della difesa di casa. Invitante da punizione, l’assist di Ronaldo è raccolto da Kresic, ma il suo colpo di testa è impreciso. La reazione degli irpini giunge al 33′, quando Curcio si complica la vita sulla corsia laterale, lasciando strada libera a Rizzo. Il suo cross arriva dalle parti di Dini, toccato durissimo da Fella dopo una bella uscita in tuffo.

Un altro brivido scorre lungo la schiena del Partenio al 38′. Merito di Ronaldo, ancora protagonista nell’inserirsi in area di rigore. Da distanza ravvicinata, però, il suo destro “sporco” è deviato miracolosamente da forte. Poco dopo potrebbe ripetersi Chiricò in combinazione con Saber, mal sfruttata. Da lì, ricomincia la corrida di strattoni e manate. Tito stende Saber sotto gli occhi del guardalinee e a gioco fermo, ma Colombo non se la sente di prendere alcun provvedimento. Poco dopo, ancora Maniero alza il gomito su Kresic. Fallo, certo, ma del giallo, nemmeno l’ombra. Pazienza e avanti, insomma.

Nel recupero – corposo – prima dell’intervallo, i padroni di casa provano a creare densità negli ultimi 16 metri, ma la retroguardia scudata è pressochè impenetrabile, e con concentrazione si va al riposo in vantaggio. Anzi, a chiudere in avanti è proprio il Padova, che dai 20 metri su punizione mette ancora i brividi a Forte con Ronaldo. Il destro del brasiliano è potente, ma centrale.

Ripresa al fulmicotone. Al rientro Braglia ridisegna i suoi con Errico in luogo di Laezza. Ma il Padova parte a mille e Chiricò dopo una manciata di secondi si trova tra i piedi il pallone del raddoppio. Il nostro esterno offensivo salta anche Forte, o quanto meno lo mette a sedere, poi si addormenta e l’opportunità sfuma incredibilmente. Come dire, le cose facili a noi non piacciono, e la storia continua a ripresentarsi puntuale. Superato lo shock, l’Avellino ci prova da calcio d’angolo e Fella chiama Dini al mezzo miracolo, ma Colombo ferma tutto per un fallo precedente al centro dell’area.

L’Avellino alza il ritmo attorno al quarto d’ora. Ci pensa il nuovo entrato Errico, davvero bravo a svariare tra le linee, quando al 60′ prova il destro a giro, alto di poco, con annesso sospiro di sollievo per Dini e compagni. Cambi in arrivo per il Padova, allora, con Paponi e Germano sostituiti da Nicastro e Pelagatti. I lupi ci provano per lo più su calci da fermo, alla ricerca dell’episodio decisivo. Anche nelle fasi più concitate, pur sotto pressione, i nostri fanno buona guardia.

Schiacciati dalla pressione degli irpini, i biancoscudati faticano a tenere il pallino del gioco e calano alla distanza. Mandorlini cambia ancora, avvicendando Ronaldo e Chiricò, per Vasic e Jelenic, ma la ruota non gira, e i nostri si vedranno di rado dalle parti di Forte. Non che l’Avellino crei occasioni in serie, ma è evidente come la pressione prodotta in campo metta spesso in difficoltà i nostri.

Il Padova allora deve approfittare dei pochissimi spazi concessi in ripartenza. Come al minuti 81′, quando Jelenic va sul fondo e mette in mezzo dove Aloi è più veloce di Della Latta in arrivo a rimorchio. Braglia allora getta nella mischia anche Bernardotto, giocandosi il tutto per tutto con una sorta di 4-2-4. Errico non ci pensa due volte e all’85’ si porta sul sinistro la palla del possibile pari. Il suo tiro è ribattuto in maniera provvidenziale, e il Padova può respirare ancora.

Il finale è un assedio dell’Avellino, che però gioca più con la forza della disperazione che con trame ragionate. Com’è normale, del resto, quando la posta in palio è così alta. I cinque minuti di recupero sono letteralmente interminabili. Si gioca a ping pong tra palloni gettati alla rinfusa da una parte e dall’altra. Fino al triplice fischio di Colombo, che chiude le ostilità e manda il Padova in finale. FORSA TOSI, ORA PIÙ DI PRIMA, DEMOGHE DENTRO!

Avellino-Padova 0-1

Avellino (3-5-2): Forte; Laezza (46′ Errico), Dossena, Illanes (78′ Miceli); Rizzo, Adamo (84′ Bernardotto), Aloi, D’Angelo (78′ De Francesco), Tito; Maniero, Fella (66′ Santaniello). In panchina: Pane, Leoni, Silvestri M., Rocchi, Silvestri L., Baraye. All.: Braglia

Padova (4-3-2-1): Dini; Germano (61′ Pelagatti), Rossettini, Kresic, Curcio; Saber (88′ Andelkovic), Hallfredsson, Della Latta; Chiricò (75′ Jelenic), Ronaldo (75′ Vasic); Paponi (61′ Paponi). In panchina: Vannucchi, Mandorlini M., Biancon, Firenze, Biasci, Bifulco, Ejesi. All.: Andrea Mandorlini

Arbitro: Andrea Colombo di Como (Garzelli-Carbone). Quarto uomo: Natilla.

⚽️ 27′ Della Latta (P)

🟨 Rizzo (A), Illanes (A), Ronaldo (P), Dossena (A), Saber (P), Maniero (A), Aloi (A), Chiricò (P), Rossettini (P), Vasic (P)

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