Partite

Padova, la vittoria più amara

Nonostante i tre punti conquistati all’Euganeo, il Padova finisce l’annata al secondo posto. Non bastano 79 punti, frutto di 24 vittorie e sette pareggi. Pesano i momenti “decisivi” toppati e, soprattutto, il furto a mano armata subito a Trieste
Ph: Agenzia Fotografica Piran

Il finale di stagione – con un copione in buona parte già scritto – matura sotto gli occhi dei pochi presenti all’Euganeo nella 38a giornata di campionato. Padova contro Samb, e in campo le flebili speranze biancoscudate di riagguantare il primo posto. Il miracolo non avviene, e al Padova rimane un sacco pieno di rimpianti, rabbia e delusione per aver dilapidato un vantaggio di punti considerevole ad un certo punto della stagione. Non senza, e lo ribadiremo fino allo sfinimento, una serie di palesi torti subiti, che a conti fatti, ci costano la B diretta.

La partita. È un 4-2-3-1 di stampo chiaramente offensivo, quello scelto da Mandorlini per la sfida finale della stagione regolare. Chiricò, Jelenic e Bifulco sono il trio designato a supportare Biasci, schierato come terminale offensivo. A centrocampo, la cattiveria agonistica di Saber e Della Latta, mentre dietro Kresic fa coppia con Rossettini.

Il Padova parte col piede sull’acceleratore. Col vento a favore, attaccando verso la il lato nord dell’Euganeo, i biancoscudati fanno capire le proprie intenzioni già dopo una manciata di secondi, aggredendo la Samb sulla corsia mancina con Bifulco e producendo la prima conclusione verso la porta difesa da Nobile. Al 7′, un’altra discesa di Bifulco ispira Jelenic, il cui assist per Biasci a due passi dalla porta marchigiana è ghiotto, ma non viene finalizzato a dovere. La risposta della Samb arriva poco dopo: sinistro velenoso di D’Angelo, sfera di poco a lato.

L’avvio frizzante produce buone fasi di gioco. Il copione è quello atteso: Padova in attacco, Samb coperta e ordinata nel difendersi. Si aprono spazi intressanti al 20′, quando Bifulco si incunea in area e prova il tocco con la punta in allungo: centrale, Nobile para a terra. Un giro di orologio e ancora l’esterno scudato non si intende con Della Latta, vanificando una ripartenza interessante. Poi si rivedono gli ospiti, al 27′, con un tiro da distanza siderale di Angiulli, sul quale Dini deve rifugiarsi in corner. Botta e risposta, al 31′ ci prova anche Chiricò da fuori, palla a lato. Non accadrà praticamente più nulla, fino all’intervallo, con il vantaggio del Perugia contro la Feralpi a metà frazione a far crollare già il castello di speranze biancoscudate.

Secondo tempo. Dopo poco più di un minuto, Saber si vede negare la gioia del gol da pochi passi su velenosa incursione in area. L’intervento di Nobile è un miracolo, per mantenere inviolata la propria porta. Con la partita bloccata, Mandorlini getta nella mischia l’artiglieria pesante. Dentro Paponi e Nicastro per Biasci e Bifulco, e il disegno tattico parla ora la lingua del 4-2-4.

Al 56′, il neo entrato Paponi reclama un rigore per un tocco col braccio di D’Ambrosio dopo un tentativo di cross dalla mancina: Cosso lascia proseguire. Il Padova appare contratto, in difficoltà nel trovare spazi. Il tecnico scudato rimpolpa allora il centrocampo, sofferente a metà ripresa, con gli innesti simultanei di Firenze e Hallfredsson. Di fatto, quella del 63′ è una nuova mezza rivoluzione, con il Padova ora più compatto proprio lungo la mediana, ma con un Jelenic ora libero da compiti di marcatura asfissiante.

Mancano le occasioni, il Padova ha il fiato corto e la morte nel cuore, e si vede. Con le idee via più annebbiate, ai biancoscudati talvolta non riescono nemmeno le cose più semplici. Uno squillo di Firenze, sinistro al volo in corsa, scalda le mani a Nobile al 67′. Dall’azione d’angolo seguente, poi, nasce una mischia in area dove nessuno dei nostro riesce a produrre il tocco decisivo. Un paio di minuti più tardi, però, è il mancino di Angiulli a sfiorare il montante alla sinistra di Dini, facendo sudare freddo i biancoscudati. Al 70′, ecco un’altra palla d’oro su combinazione Firenze-Nicastro. L’attaccante riesce solo a deviare debolmente, e per Nobile è una formalità.

Il gol arriva al 79′, per merito di Della Latta, che entra in area liberandosi di un paio di difensori e trafiggendo Nobile nell’angolino. Peccato, però che le notizie da Salò vedano il Perugia saldamente in controllo del match di Salò ora con il doppio vantaggio.

Cala il sipario, allora, tra volti lunghi e tantissima rabbia. Al Padova, il difficile compito di ricompattarsi in vista dei playoff. Un nuovo campionato, di fatto, per noi al via tra qualche settimana. Forsa tosi!

Padova-Sambenedettese 1-0

Padova (4-2-3-1): Dini; Germano, Kresic, Rossettini, Curcio; Saber (84′ Andelkovic), Della Latta; Jelenic (63′ Hallfredsson), Chiricò (63′ Chiricò), Bifulco (54′ Nicastro); Biasci (54′ Paponi).In panchina: Vannucchi, Mandorlini M., Santini, Ronaldo, Biancon, Vasic, Pelagatti. All.: Andrea Mandorlini

Sambenedettese (4-4-2): Nobile; Scrugli (72′ Fazzi), Cristini, D’Ambrosio, Trillò (72′ Di Pasquale); Botta, Angiulli, De Ciancio, D’Angelo (55′ Babic); Chacon, Lescano. In panchina: Laborda, Fusco, Di Pasquale, Bacio Terracino, Medori, Goecoechea, Lombardo. All.: Montero.

Arbitro: Francesco Cosso di Reggio Calabria (Barone-Bahri). Quarto uomo: Perenzoni

⚽ 79′ Della Latta (P)

🟨 Saber (P), D’Angelo (S)

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