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Il ruggito di Chiricò: dai, Padova!

Una rete su rigore di Mino Chiricò decide un match nervoso e giocato su un campo pesantissimo. La gara si sblocca nella ripresa, quando il Padova sale in cattedra e confeziona altre tre occasioni nitide oltre a quella del penalty decisivo
Ph: Agenzia Fotografica Piran

Dopo una Pasqua che più amara non si poteva, ecco la domenica del riscatto. C’è un risultato soltanto, a disposizione del Padova di Mister Mandorlini: la vittoria. Per riacquisire morale dopo la debacle del Rocco, e per allontanare gli spettri di un Perugia arrembante e con il vento in poppa dopo le ultime gare. Ecco allora gli ingredienti per un’altra gara sul filo della tensione, con i biancoscudati chiamati a gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Nel Padova gioca chi sta meglio, e le scelte di Mister Mandorlini sono tanto obbligate, viste le numerose assenze, quanto logiche sul piano tattico. Il 4-3-3 è confermato, con Pelagatti al centro della difesa al fianco di Rossettini, e con un centrocampo inedito. Matteo Mandorlini gioca da regista, con al fianco di Saber e Firenze. Anche davanti non mancano le novità, con Biasci in veste di centravanti, supportato da Chiricò e Bifulco nel tentativo di superare l’arcigna retroguardia eugubina.

Primo tempo. C’è però da fare i conti con un campo zuppo d’acqua per le abbondanti piogge della tarda mattinata. Fin da subito risulta molto difficile controllare il pallone e impostare la manovra soprattutto sulle corsie laterali. Si capisce, allora, che quelli dell’Euganeo saranno 90 minuti di passione. Della prima fase biancoscudata annotiamo solo una mezza protesta di Chiricò, a suo dire toccato irregolarmente in area di rigore all’8′. Per Carella non c’è nulla e si può proseguire. Ci pensa invece lo spagnolo Sainz Maza (17′) a mettere i brividi ai nostri con un sinistro dal limite deviato, fuori di poco alla destra della porta biancoscudata. Risponde Chiricò al 20′, con la più classica delle iniziative sulla destra a rientrare, e sinistro deviato di poco oltre la traversa. Poco dopo, è ancora Gubbio, con Hamlili che da distanza siderale impegna severamente Dini, chiamato alla deviazione in corner.

La gara nella prima frazione vive di poche fiammate e tanta bagarre in mezzo al campo. Il Padova sembra avere il colpo in canna fino all’altezza dei 16 metri finali, dove però il Gubbio è chiuso in maniera ermetica, e inaridisce il potenziale offensivo scudato. Prima dell’intervallo, ci prova Biasci (41′) con un’azione personale e conclusione col destro purtroppo sballata. Poco dopo, risponde il Gubbio col solito Hamlili, che chiama ancora Dini agli straordinari.

Secondo tempo. I fuochi d’artificio della ripresa cominciano subito. Prima il Gubbio, al 50′, mette a serio rischio la porta difesa da Dini. Gomez colpisce di testa solo da centro area, e per l’estremo scudato serve ancora una deviazione con riflesso felino. Poi, è Padova-show. Al 53′, l’occasione migliore del match capita invece sul destro di Pelagatti, imbeccato da Saber al centro dell’area. Il suo destro al volo – tutto solo – finisce alle stelle. E al 55′, il bis lo concede Firenze: cross teso di Chiricò dalla mancina, sul quale il centrocampista scudato manca a porta sguarnita il tocco vincente.

È il preludio al vantaggio. Firenze ispira per Chiricò, steso da Ferrini in piena area a due passi dalla linea di porta. Il rigore è solare, e lo stesso funambolo di Mesagne trasforma con freddezza per l’1-0, di fondamentale importanza per il Padova.

Sulle ali del vantaggio acquisito, il Padova organizza un’adeguata copertura sulla propria trequarti, non disdegnando qualche sortita offensiva, negli spazi concessi dal Gubbio alla ricerca del pari. Nicastro e Kresic sono i primi cambi comandati dalla panchina: qualità e soprattutto sostanza, in una fase cruciale del match. Proprio il difensore tedesco deve levare le castagne dal fuoco con un intervento provvidenziale su lancio dalle retrovie, sventando una potenziale minaccia.

Il ritmo cala alla distanza nel finale, complice la gran fatica per il campo pesante e la girandola di sostituzioni. Il Padova spreca con Firenze un contropiede colossale all’81’, mancando il colpo del KO. Si gioca poco, fino ai quattro minuti di recupero concessi dal direttore di gara. C’è spazio giusto per un paio di punizioni contornate da una certa pericolosità, una per parte, prima del triplice fischio finale.

Vince il Padova, con le unghie e con i denti. Forsa tosi, demoghe dentro!!!

Padova-Gubbio 1-0

Padova (4-3-3): Dini; Germano, Pelagatti, Rossettini, Curcio; Mandorlini M., Saber, Firenze (82′ Vasic); Chiricò (82′ Santini), Biasci (70′ Kresic), Bifulco (67′ Nicastro). In panchina: Vannucchi, Merelli, Gasbarro, Andelkovic, Ronaldo, Biancon, Jelenic, Paponi, Cissé. All.: Andrea Mandorlini

Gubbio (4-3-1-2): Zamarion; Formiconi (88′ Munoz), Ugge’, Signorini, Ferrini; Malaccari (80′ De Silvestro), Megelaitis, Hamlili (66′ Oukhadda); Sainz Maza (80′ Fedato); Gomez, Pellegrini. In panchina: Elisei, Cinaglia, Ingrosso, Sorbelli, Serena. All.: Torrente

Arbitro: Luigi Carella di Bari (Dicosta-D’Elia). Quarto uomo: Delrio

⚽️ 61′ Chiricò (Rig.) (P)

🟨 Mandorlini M. (P), Saber (P), Ferrini (G), Vasic (P), Rossettini (P)

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