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	<title>Marco, Author at Tifo Padova</title>
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	<description>Il sito dei tifosi biancoscudati, per i tifosi biancoscudati.</description>
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	<title>Marco, Author at Tifo Padova</title>
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		<title>I PRECEDENTI (NON PENALI): PISA IN TRASFERTA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 20:32:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I Precedenti (Non Penali)]]></category>
		<category><![CDATA[Damiano Longhi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Tu sei di Padova, qui non puoi entrare!”&#8220;Buongiorno Presidente, grazie dell&#8217;ospitalità. Ma noi a Padova la accoglieremo da&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Tu sei di Padova, qui non puoi entrare!”<br></em><br><em>&#8220;Buongiorno Presidente, grazie dell&#8217;ospitalità. Ma noi a Padova la accoglieremo da signore.&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fine anni ’80 (forse), post-partita di un piccante <strong>Pisa-Padova</strong>. Da una parte <strong>Romeo Anconetani</strong> – il presidentissimo, padrone di casa – dall’altra il nostro <strong>Gildo Fattori</strong>. Verrebbe da dire <em>&#8220;el xe amore&#8221;</em>, visto il quadretto che riassume alla perfezione l&#8217;aria sottile e la stima viscerale che da sempre scorre tra le due piazze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dunque, Pisa terra di conquista per il Biancoscudo? Ma figuriamoci. Nella nostra storia ci siamo riusciti ben <em>due</em> volte. La prima nel 1942, e la seconda cinquant’anni dopo, nel 1992, con un gol di <strong>Damiano Longhi</strong>. Di quella domenica si potrebbe scrivere un romanzo: Padova affondato in zona retrocessione, mister Mazzia esonerato da una settimana e un &#8220;Signor Nessuno&#8221; in panchina di nome Mauro Sandreani. I soliti pianeti che si allineano per puro sbaglio, regalandoci due punti scaccia-crisi e l’inizio del miracolo verso la Serie A.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il resto, il bilancio all&#8217;ombra della Torre è un&#8217;allegra collezione di dispiaceri, sgarbi e ricordi d&#8217;epoca:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le cene sullo stomaco, ad esempio</strong>, come quel famoso anticipo su Tele+, il 29 Gennaio 1994, con l&#8217;arbitro Cinciripini inventatosi un doppio giallo a Cavezzi in dieci minuti netti.<br><br><strong>I miracoli della tecnologia vintage</strong>: il &#8220;non-gol&#8221; fantasma regalato ai toscani nel 2003 per pareggiare la rete di Ginestra, condito il giorno dopo da foto clamorosamente taroccate sui primordiali siti web.<br><br><strong>Il galateo tra tifoserie</strong>: tra sgarbi continui e l&#8217;intramontabile folklore delle biciclette volanti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="708" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/08/PisaPadova_Precedenti2-1024x708.jpg" alt="" class="wp-image-6322" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/08/PisaPadova_Precedenti2-1024x708.jpg 1024w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/08/PisaPadova_Precedenti2-300x207.jpg 300w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/08/PisaPadova_Precedenti2-767x530.jpg 767w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/08/PisaPadova_Precedenti2-331x229.jpg 331w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/08/PisaPadova_Precedenti2-664x459.jpg 664w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/08/PisaPadova_Precedenti2-687x475.jpg 687w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/08/PisaPadova_Precedenti2-1536x1062.jpg 1536w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/08/PisaPadova_Precedenti2-1043x721.jpg 1043w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/08/PisaPadova_Precedenti2-1399x967.jpg 1399w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2026/08/PisaPadova_Precedenti2.jpg 1918w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Fino all’ultimo incrocio, utile solo a farci sentire tutti più vecchi: <strong>vent’anni fa esatti</strong>, un malinconico 1-0 a sfavore, firmato Eddy Baggio (<em>so fradeo de Roby, si</em>) su rigore, ad abbattere la flebile resistenza dell’ultimo Padova di Pellegrino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Torniamo all&#8217;Arena Garibaldi (ops, Anconetani), dunque. Da fieri rivali di uno &#8220;squadrone&#8221; che punta alla A, dopo l’ultimo anno trascorso a collezionare illusioni. <strong><em>Forsa tosi, demoghe dentro!</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Bienvenido, Papu Gomez!</title>
		<link>https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/editoriali/bienvenido-papu-gomez/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 18:15:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[2025/26]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio Padova]]></category>
		<category><![CDATA[papu gomez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bagno di folla, evento epocale, isteria di massa. Dopo il Papu-day di questa settimana abbiamo letto innumerevoli pensieri&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Bagno di folla, evento epocale, isteria di massa.</strong> Dopo il Papu-day di questa settimana abbiamo letto innumerevoli pensieri tra le righe di questa o quella piattaforma social. Non per fare i Gigi Marzullo della situazione, ma noi siamo andati un po’ più a fondo. Per la par condicio abbiamo intervistato due illustri esponenti del tifo biancoscudato dai pareri contrastanti. Il tutto mentre eravamo pazientemente in coda per entrare al Macron Store di Padova, dove per un attimo abbiamo pensato ci fosse una svendita totale di iPhone, vista la calca di Mercoledì sera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo avuto il piacere di conoscere <strong>Allegro Ottimista</strong>, un ragazzotto alto e un po’ goffo, ancora molto giovane, con gli occhi carichi di felicità e l’ambizione di vedere, un giorno, il Padova in Serie A.<br><br><em>“Eo ga dito anca el Papu, che ne porta in Serie A!”</em>, ha affermato ai nostri taccuini. Per poi tornare a commentare in italiano dallo spiccato accento patavino: <em>“Sentite, l’anno scorso è stato un anno trionfale. Siamo felici di essere in Serie B e avere un giocatore del genere anche se ha i suoi anni è tantissima roba. Poi, guardatevi attorno, tanta gente così se la ricorda solo mio padre quando annunciarono Walter Zenga, ho letto che lo chiamavano l’Uomo Ragno ma io non ero ancora nato. E poi, tosi, mi no go mai visto el Padova in grande spolvero, saria anca ora de sognare in grande, cheavacca! Io sono Allegro e anche Ottimista, di nome e di fatto: siamo in B con una grande squadra, e col Papu e i suoi gol possiamo andare volare più in alto”</em>. Parole che non fanno una piega, certo, e ben venga l’entusiasmo di un rappresentante del tifo che riesce evidentemente a vedere tutto luminoso attorno al Biancoscudo.<br><br>Non la pensa allo stesso modo <strong>Sebastiano Contrario</strong>, occhio un po’ scuro e sopracciglio inarcato, due file più avanti. <em>“Tosi, ma semo mati? So vegnù vedere cossa che xe tutto sto casin par un ex xugadore de 37 anni che no core drio el baeon da do”</em>.<br><br>Dati alla mano, è vero, il Papu è un giocatore certamente dal curriculum di peso, con esperienze di grande livello, verso cui il rispetto è massimo ma che arriva da due anni di inattività e, soprattutto, al Padova non ha ancora dimostrato nulla.<br><br><em>“E poi voi ve lo ricordate Zenga? Sto paiasso ne ga tolto in giro tutti e dopo xe scampà via. Par carità, qua serve soeo tosi che core. Gente con la fame di voler arrivare, di sudare la maglia del Padova, altro che gente che viene a Padova a svernare. Tutte ste iniziative, dicono si tratti di marketing, ma a me non interessa nulla di quello, voglio vedere una squadra che lotta!”</em><br><br><strong>LA MORALE</strong> &#8211; Leggermente ebbri per i repentini scioglilingua <em>italiano-dialetto-italiano e salto triplo carpiato all&#8217;indietro</em>, ci siamo avvicinati all’ingresso del Macron Store, in tempo per godere di un tripudio di flash, autografi, e magliette biancoscudate. <strong>Un gran bel vedere, di quelli che effettivamente ricordano i bagni di folla confinati ai libri di storia e ai racconti dei più vecchi. </strong>Quelli per Alexi Lalas &#8211; la cui operazione commerciale post-USA 94 sta ancora facendo raccogliere frutti. Quelli per Walter Zenga, certamente meno amato da queste parti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Allegro Ottimista e Sebastiano Contrario sono le due anime della nostra tifoseria: passionale e anche un po’ schizofrenica, lo ammettiamo. <strong>E la virtù, come sempre, sta nel mezzo.</strong> Ci dice che oggi abbiamo il diritto – e il dovere! – di sognare in grande, di emozionarci, di immaginare l’inimmaginabile. Pur senza dimenticare le scottature del passato e le illusioni anche dei tempi più recenti. Siamo pur sempre consapevoli che i giocatori vanno e vengono, e del fatto che abbiamo bisogno di una ventata di positività, perchè l’Euganeo fa schifo e piove, <em>governo ladro!</em>, ma il focus del nostro sostegno si chiama Calcio Padova. Oggi rappresentato da una squadra con le palle quadrate, che un campione del mondo può elevare a livelli che non riusciamo ancora a figurare nella mente. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quindi, Bienvenido Papu Gomez! Onora la maglia, gioca con il cuore, e fatti valere per guadagnarti il nostro amore incondizionato!<br></strong><br>PS &#8211; E se riesci a far vendere qualche maglia in più così magari Mirabelli riesce a mettere insieme <em>do schei pa on par de xugadori in più</em>, ben venga!</p>
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		<title>Nati per soffrire</title>
		<link>https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/editoriali/nati-per-soffrire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 09:51:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[2024/25]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nati per soffrire. Quante volte me lo sono chiesto: perché? Un quesito semplice, ad approfondire una sentenza carica&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nati per soffrire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quante volte me lo sono chiesto: perché? Un quesito semplice, ad approfondire una sentenza carica di connotazioni drammatiche. Il che, quando riferito allo sport – al calcio nello specifico – può far anche inorridire. E a ragione, aggiungerei.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Sono momenti drammatici…”</em>, sentenziava via radio Gildo Fattori poco prima che la lotteria dei calci di rigore cominciasse sotto il diluvio di Firenze. La storica voce delle nostre domeniche alla radio “al seguito” del Padova precisava immediatamente: <em>“Si parla naturalmente di dramma sportivo, vista la posta in palio”</em>. Sia mai si confondano le cose davvero importanti con ciò che, alla fine, è e rimane un gioco, o na partia de baeon.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Peccato che di gioioso, il gioco del pallone, rimangano solo le briciole, quando in campo ci va il Calcio Padova. Il mio Padova, il nostro Padova, la squadra dei suoi tifosi, costretta a vivere di fasti ingialliti e impolverati, relegati agli almanacchi e ai libri di storia. Il club fondato oltre un secolo or sono, in quella Piazzetta delle Garzerie incastonata nel cuore della città, ha raccolto pochino. Gioie spesso effimere, momenti di luce accecante, in un panorama costantemente tra il grigio e il nero minaccioso, soprattutto in epoca moderna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo nati per soffrire, ma proprio dalle sfide più dure, dalle salite più ripide, sono nate, nascono, e nasceranno ancora, le imprese più belle. Quelle che – di tanto in tanto – si preparano in sordina, e poi spaccano il cielo in due e lo colorano di biancoscudato, disegnando sogni che fanno battere il cuore a velocità triplicata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nati per soffrire. E imprigionati da una fede incrollabile. Una di quelle catene impossibili da spezzare. Puoi provarci finchè vuoi, e magari per qualche giorno, settimana, oppure mese (per i più tenaci e fortunati) riuscirai anche a levarti di torno quel pensiero martellante, a tratti asfissiante. Magari sarai anche in grado di smettere di leggere le notizie, approfondire tra le pagine dei tifosi nelle community online, bloccando ogni fonte di distrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al calcio d’inizio di una partita proverai di nuovo quella sensazione di prurito allo stomaco, quel tremore che l’attesa e la tensione produrranno tra le viscere. Arrivando a far vibrare il cuore – fino ad allora al suo posto, tranquillo nello svolgere il proprio compito – quel tanto in più.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quel tanto che basta a ricordarti che il biancoscudo fa parte di te. E sarà li a tormentarti, fino alla fine dei giorni. Con pregi e difetti, non ti tradirà mai.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E quando vincerà, sarà come toccare il cielo. Un cielo biancoscudato.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">13 Aprile 2025, Trieste<br>16 Febbraio 2025, Vicenza<br>13 Giugno 2022, Palermo<br>17 Giugno 2021, Alessandria<br>18 Aprile 2018, Fermo<br>19 Aprile 2015, Legnago<br>15 Luglio 2014, Padova<br>12 Giugno 2011, Novara<br>12 Giugno 2010, Trieste<br>21 Giugno 2009, Busto Arsizio<br>30 Maggio 1999, Padova<br>10 Giugno 1995, Firenze<br>15 Giugno 1994, Cremona<br>13 Giugno 1993, Padova<br>16 Giugno 1991, Lucca<br>13 Giugno 1980, Verona</p>



<p class="wp-block-paragraph">(E poi tutte le altre, perché la storia sarà sempre da scrivere, passo dopo passo…)</p>
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		<title>Tutti fuori, per amore del Biancoscudo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2024 10:04:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[2024/25]]></category>
		<category><![CDATA[Appartenenza Biancoscudata]]></category>
		<category><![CDATA[Biancoscoppiati]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Ultras Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il terremoto si è materializzato una sera di metà Giugno. Non c’entrano la conferenza stampa di presentazione di&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il terremoto si è materializzato una sera di metà Giugno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non c’entrano la conferenza stampa di presentazione di un nuovo, giovane allenatore. Nemmeno quella di uno stucchevole direttore sportivo senza idee, ma con qualche plusvalenza nella manica e un borsone pieno di supponenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il concetto è uno soltanto: via dall’Euganeo</strong>, con un’iniziativa forte, e la chiamata a raccolta di tutto il popolo biancoscudato (o quel che ne rimane), un accorato invito a non abbonarsi, e disertare l’impianto di Viale Nereo Rocco nella stagione 2024/25, presenziando a sostegno del Calcio Padova soltanto in trasferta. Perchè? Non crediamo servano molte spiegazioni.<br><br>Mai prima d’ora, nemmeno nella più feroce delle contestazioni alla proprietà di turno, tanto si era osato. Segno dei tempi che cambiano, ma sintomo definitivo di un malessere che perdura da quasi 30 anni, divenuto punto di non ritorno, in una grottesca girandola di delusioni, veleni, e occasioni mancate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sia chiaro: scegliere di non scendere a compromessi – ancora una volta, l’ennesima in tre decadi di chiaroscuro in un impianto indecente – non significa certo non essere tifosi, o esserlo meno del dovuto.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario, significa scegliere di amare il Calcio Padova con una presa di posizione forte, fortissima. Privandosi, appunto, di una delle cose più belle: la passione e il trasporto nel supportare la propria squadra tra le mura “amiche”. Che, se ancora servisse chiarirlo, di amico non hanno un bel nulla, tra gettate di cemento indegne di essere chiamate stadio, ostili ai tifosi di casa più che agli ospiti. Il “teatro” dello sfacelo biancoscudato è agli occhi di tutti il risultato di una serie infinita di errori, storture, fallimenti professionali e morali che trasmettono un’immagine oggettivamente svilente della città di Padova.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La pazienza è esaurita, la misura è colma, e nella vaghezza dei piani per il presente e il futuro del calcio biancoscudato, un solo grido sta finalmente unendo la tifoseria tutta: BASTA!</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comunicato rilasciato dagli Ultras Padova – seguito a ruota dalla presa di posizione di Appartenenza Biancoscudata e da una miriade di tifosi non direttamente associati ad alcuna delle sigle ufficiali del tifo biancoscudato – è qualcosa in più di un monito isolato. È un terremoto provocato da chi ne ha le tasche piene: di bugie, silenzi, speculazioni, prese per i fondelli. Da parte di tutti: società e amministrazioni comunali (presenti e passate) sul banco degli imputati prima di chiunque altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cha fare allora? Dimostrare, con profonda unità di intenti tra tutte le componenti, che la strada da intraprendere, per poter cambiare qualcosa nella vergognosa impasse di oggi, è una soltanto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Giochiamo in trasferta ogni domenica dal 1994, la pazienza è finita! Con l’amore e il sostegno di sempre, che per il Padova hanno risorse infinite, ma senza abbonamento, e non all’Euganeo: mai più a difesa di questo scempio.<br><br>Forza, Padovani!</strong></p>
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		<title>Ora basta: non ci stiamo divertendo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2024 09:01:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[2023/24]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo su &#8220;Scherzi a parte&#8221;? Ce lo chiediamo perché, fosse questo il caso, non ci stiamo divertendo, anzi.&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Siamo su &#8220;Scherzi a parte&#8221;? </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ce lo chiediamo perché, fosse questo il caso, non ci stiamo divertendo, anzi. Dicono che il tempo lenisca incazzature e sofferenze: qui a Padova, invece, avviene il contrario perché passano i giorni e, a qualche giorno dalla sberla dell’Euganeo e dall’eliminazione con doppia sconfitta contro il Vicenza, emergono nauseabondi particolari, voci, messaggi, che vanno a comporre la grottesca cornice all’ennesima stagione buttata nel cesso (no, non parliamo dell&#8217;Euganeo) per il Biancoscudo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non bastassero l’insofferenza palesata dopo la gara di sabato scorso nei confronti del Direttore Sportivo Mirabelli dalla pressochè totalità dello stadio o il comunicato al veleno da parte degli Ultras biancoscudati con – a corollario – anche la consueta girandola di commenti a mezzo stampa e social, cosa si scopre? Beh, si vocifera che a un paio d’ore dal fischio finale dell’Euganeo un semplice messaggio di congedo per la fine della stagione abbia annunciato alla squadra il definitivo rompete le righe.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Magari non è &#8220;Scherzi a parte&#8221; , forse è &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221; </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nulla di strano, se non che lunedì mattina alla Guizza si sono visti i giocatori della rosa, accorsi a recuperare effetti personali e scarpini dagli armadietti, in… totale solitudine e tra lo sbigottimento generale. Già, perché del Calcio Padova, del suo stato maggiore, nemmeno l’ombra. Non c’era il Presidente Peghin (l’ultimo dei responsabili da sbattere sul banco degli imputati, per quanto ci riguarda), non c’era Massimiliano Mirabelli, non c’era Alessandra Bianchi, tanto meno Mister Oddo. <em>Puff!</em> Spariti nel nulla. Cose che, onestamente, nemmeno in una squadra di amatori…</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ditecelo: state scherzando? </strong>Perché a questo punto non sorprende che il parallelo con la gestione Penocchio sia presto fatto, quando all’ultimo allenamento di quel funesto 2014 – sottolineava il direttore di PadovaOggi Ivan Grozny Compasso a Tutti in Campo Spogliatoi di Lunedì sera – <em>“non c’erano gli ultimi quattro stipendi ma almeno c’era la dirigenza intera”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E se non fosse un programma ma un film? Optiamo per &#8220;il Silenzio dei Prosciutti&#8221;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una parodia che di comico ha poco ma di silenzi tanti. Perché nessuno si degna di due parole, due righe, una mail, un piccione viaggiatore! Lo sciopero della parola&#8230; </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci piacerebbe poter serenamente discutere di questo o di quel calciatore, di chi ha reso al meglio e di chi ha deluso. Ci piacerebbe poter parlare di 3-5-2, di 4-3-3, di Torrente, di Oddo, di Toscano o chi siederà sulla panchina domani. <strong>La realtà é che – oggi, con urgenza – i temi da affrontare sono ben altri. </strong>Ci sono un club e una storia ancora una volta calpestati da chi, serenamente, non si cura minimamente di portarvi il rispetto dovuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono i tifosi, giustamente sul piede di guerra, con il vomito all’altezza della gola per dover mettere piede nello schifo dell’Euganeo una volta in più per “godere” di certi spettacoli (politico-architettonici, oltre che sportivi sportivi). <strong>Tifosi esausti, va detto, a fronte di indifendibili teatrini società-comune-imprenditoria che sembrano giocare a briscola tra una ripicca e l’altra, come all&#8217;asilo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono dipendenti della società, la cosidetta <em>leadership</em>, che se senso del dovere e professionalità fossero valori reali avrebbero già rassegnato le dimissioni e quanto meno chiesto scusa per aver fallito su molti fronti, quello della comunicazione in cima alla lista.<br><strong><br>C’è un proprietario, Mr Joseph Oughourlian che, in quanto azionista di maggioranza del Calcio Padova S.p.a., ad oggi ha perso parecchio del credito concesso in cinque anni di tentativi andati a vuoto.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E a questo punto – dopo quasi una settimana di assordante silenzio – dovrebbe fare la cortesia di dire chiaramente da che parte dobbiamo stare. Dipendesse da noi, la risposta sarebbe una soltanto: rilanciare seriamente e con scelte vincenti. Licenziando per giusta causa gli assenteisti che, lautamente retribuiti, giocano a nascondino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tempo dei silenzi e dei &#8220;vedremo&#8221; è finito da un po’. Ora servono risposte, e in fretta, in un senso o nell’altro. Grazie.</p>
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		<title>Calma, noi siamo il Padova!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jan 2024 10:50:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[2023/24]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo ammetto: sono stati giorni un po&#8217; pesanti, quelli che hanno fatto seguito al tremendo 0-5 patito all&#8217;Euganeo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Lo ammetto: sono stati giorni un po&#8217; pesanti, quelli che hanno fatto seguito al tremendo 0-5 patito all&#8217;Euganeo sotto i riflettori Lunedì sera. Certo, perchè prendere una scoppola del genere tra le mura <em>amiche</em> fa male a prescindere. Un passivo di tale portata contro la diretta concorrente per il primato in classica, mai così (virtualmente) vicina e alla portata, assume proporzioni ancor più disastrose. Manteniamo la calma, però, perchè di Padova-Mantova – a caldo – se ne sono dette e scritte di ogni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una certezza, tanto per cominciare</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se mai ce ne fosse il bisogno, la sfida dell&#8217;Euganeo ha confermato una volta in più come questo campionato abbia una protagonista indiscussa. Ed è proprio la compagine virgiliana retrocessa sul campo nello scorso torneo e ripescata (o riammessa, non cambia nulla) in estate per prendere parte al torneo di Serie C. Una squadra allenata fino ad oggi alla perfezione da un tecnico, Davide Possanzini, che ha costruito qualcosa che mai prima d&#8217;ora – e chi scrive, di Serie C ne ha vista che la metà basterebbe – si era visto in questa categoria. Squadra metodica, splendidamente messa in campo, irritante nella fase di costruzione e padrona del campo grazie alla&#8230; lentezza della propria manovra. Una di quelle &#8216;bestie&#8217; che ti aspettano, fanno il torello anche nella propria area di porta, si insinuano tra i nervi (già tesi dall&#8217;oggettiva pesantezza della posta in palio) e poi mordono col sorriso e la leggerezza di chi vola sulle ali dell&#8217;entusiasmo. Tanto di cappello: questo Mantova merita a pieno titolo di volare come sta facendo perchè ha vinto più di tutte le altre, senza quasi mai mostrare il fianco.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dove finiscono i meriti della capolista? </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Vista all&#8217;Euganeo, la squadra virgiliana ha domato il Padova facendo cadere i nostri (Mister Torrente in primis) nella trappola del volere tutto, e subito. I biancoscudati hanno attaccato, hanno provato ad azzannare. Tempo una decina di minuti, però, e in campo di squadra ne è rimasta soltanto una, grazie alle geometrie di un regista che per la C è vero <em>top player</em>, e l&#8217;invenzione di Mensah centravanti (lui che ha sempre e soltanto giocato sugli esterni) per liberare dalle ansie i compagni di reparto. Approccio sbagliato, allora? Certo. Lo ha ammesso anche il nostro allenatore, che in maniera signorile ha anche snobbato le potenziali recriminazioni arbitrali del caso (fallo di Redolfi alla battuta della punizione dalla quale è scaturito il vantaggio ospite nel primo tempo).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Che fare, allora? </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo Padova, il Padova edizione 2023/24, ha raccolto la bellezza di 43 punti in 19 partite, senza mai perdere prima della sfida alla capolista. Questo Padova è una squadra costruita sul gruppo e non sulle individualità. Con qualche difetto, certo, ma con tantissimi pregi. Questo Padova, va ricordato, è in corsa per la vittoria del campionato nonostante a inizio stagione partisse in seconda fila rispetto alle corazzate Vicenza e Triestina (in ordine di pronostico). E, <em>dulcis in fundo</em>, questo Padova è approdato alle semifinali di Coppa Italia di Serie C, con la doppia sfida alla Lucchese alle porte. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Serve aggiungere altro? Si, perchè evidentemente lo scoramento dell&#8217;immediato post partita lascia adito a polemiche e disfattismo che vanno oltre i demeriti di una squadra oggettivamente piegata in due da una compagine più in palla. Lo dico e lo scrivo a chiare lettere: questo Padova non è una squadra di fenomeni. Non lo era prima di Lunedì e non lo sarà d&#8217;ora in avanti. Ma non è nemmeno una squadra di mezze cartucce. È un gruppo unito, forte, animato da un&#8217;etica del lavoro che a queste latitudini non si vedeva da un pezzo. Ed è bene tenerlo a mente, se mai qualcuno dovesse aver perso il lume.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Crederci, sempre.</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi siamo il Padova, e una volta resettato – alla svelta – il sistema, è doveroso ricominciare il percorso da dove lo avevamo lasciato. Con fiducia, autostima, e voglia di vincere. Io ci credo, anche a otto punti dalla capolista Mantova vista all&#8217;Euganeo. Con 18 partite di campionato da affrontare una per volta e l&#8217;obiettivo della Coppa Italia da perseguire con fame di successi, il calcio e la storia hanno insegnato come certe &#8216;arrampicate&#8217; possano alla fine premiare chi più persevera e chi più ci crede. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dovere del tifoso è quello di non distruggere quanto di buono (tanto, tantissimo) fatto finora. Quello dei ragazzi in campo e del loro condottiero è di reagire con rabbia agonistica – senza foga, con intelligenza – per riprendere il discorso senza ossessioni. E se non ci crediamo noi, chi dovrebbe farlo?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Io ci credo. <em>Forsa tosi, demoghe dentro! </em></strong></p>
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		<title>Il Pioniere, il &#8220;nonno&#8221; del Calcio Padova: Tullio Angeli!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2024 12:32:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Padovani Illustri]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Treves de&#039; Bonfili]]></category>
		<category><![CDATA[Tullio Angeli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parlando di nascita del Calcio Padova il pensiero non può che andare al 29 gennaio 1910 e accostarsi&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Parlando di nascita del Calcio Padova il pensiero non può che andare al <strong>29 gennaio 1910</strong> e accostarsi al nome del barone <strong>Giorgio Treves de&#8217; Bonfili</strong> ma, se quest&#8217;ultimo può definirsi, del sodalizio biancoscudato, il &#8220;papà&#8221;, merita un&#8217;adeguata segnalazione anche il &#8220;nonno&#8221;: il padovano <strong>Tullio Angeli</strong>, che propagandò per primo il gioco del calcio a Padova nel 1899. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Studente in Svizzera, Angeli si era iscritto come socio di una società calcistica di San Gallo e quando tornò a casa portò con sé tutto l&#8217;occorrente per giocare al calcio. La prima notizia di una partita ufficiale alla presenza di spettatori appositamente invitati é del giornale &#8220;La Stampa Sportiva&#8221; di Torino che il 27 marzo 1904, con poche righe, comunica che: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<cite><em>«Fra i due team del club di Scherma e Ginnastica di Padova si é disputata la prima gara di football in Campo dei Militari. Un pubblico elegantissimo di signore assisteva alla gara e si appassionò vivamente alla lotta. Fungeva da referee il cav. Cesarano, giudici il conte Edoardo Corinaldi e il sig. Farini.<br>Dopo due riprese la vittoria rimase al partito rosso con tre goals contro due.»</em></cite></blockquote>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">(testi estratti da &#8216;Come Eravamo&#8217; volume di approfondimento storico pubblicato presumibilmente a inizio anni &#8217;60 e dedicato alla storia della città di Padova dall&#8217;Unità d&#8217;Italia in poi)</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="849" height="1024" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2024/01/da2fc95a-eedb-4fac-9434-103aebd341b5-849x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5670" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2024/01/da2fc95a-eedb-4fac-9434-103aebd341b5-849x1024.jpg 849w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2024/01/da2fc95a-eedb-4fac-9434-103aebd341b5-249x300.jpg 249w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2024/01/da2fc95a-eedb-4fac-9434-103aebd341b5-768x927.jpg 768w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2024/01/da2fc95a-eedb-4fac-9434-103aebd341b5.jpg 1137w" sizes="(max-width: 849px) 100vw, 849px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tullio Angeli</figcaption></figure>
</div>


<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Da Wikipedia:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Il Club Ginnastica e Scherma Cesarano Padova era una società di ginnastica e scherma italiana, con sede a Padova. Negli inizi del 1900 ebbe una sezione calcistica che prese parte al Campionato Veneto e all&#8217;Expo del 1906. È di fatto considerata la prima realtà calcistica della città di Padova.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La sezione calcio venne costituita con molta probabilità nel 1902 da un gruppo di pionieri guidati da Tullio Angeli. La prima partita, di questa compagine, sarebbe datata 1902, contro una non meglio precisata squadra vicentina (secondo alcune fonti il neonato Vicenza). Nel 1905 e nel 1906 prese parte al Campionato Veneto contro il Vicenza, perdendo la manifestazione in entrambe le occasioni.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Solamente nel giugno del 1906 però, prese parte, con il nome Club Ginnastica e Scherma Cesarano Padova, ad un match contro il Milan durante l&#8217;Expo del 1906. Tra i giocatori che militarono in questa società, c&#8217;erano Giustiniano Bellavitis, Giorgio Treves de&#8217; Bonfili e altri giocatori che nel 1910 fonderano il Padova.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Dopo aver preso parte al Campionato Veneto del 1907, 1908 e 1909, l&#8217;attività del gruppo si allentò, facendo largo, nel gennaio del 1910 alla fondazione del Padova.</em></p>
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		<title>Padova, è un pari al veleno</title>
		<link>https://www.tifopadova.it/il-padova/partite/pergolettese-padova-pari-al-veleno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2023 22:24:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partite]]></category>
		<category><![CDATA[2023/24]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Belli]]></category>
		<category><![CDATA[Kevin Varas]]></category>
		<category><![CDATA[Pergolettese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contro la Pergolettese, un Padova non brillante ma coriaceo va sotto a metà ripresa, la riprende nel finale&#8230;</p>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Contro la Pergolettese, un Padova non brillante ma coriaceo va sotto a metà ripresa, la riprende nel finale con Belli, e si vede annullare un gol regolare allo scadere</strong></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Ph: Calcio Padova </strong></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Pari e patta. E per come si era messa, certo, va bene così. Non va bene per niente, invece, se a spulciare tra gli episodi della sfida del Voltini iniziamo a contare un palo preso in pieno nella prima frazione, un rigore su Liguori non fischiato e che grida vendetta. <strong>E – soprattutto – il gol del 2-1 nel finale annullato a Varas per motivi che soltanto l&#8217;assistente di linea evidentemente conosce.</strong> Alla fine della fiera ed episodi alla mano, dunque, il Padova avrebbe anche potuto (e meritato di) vincere. Per atteggiamento, spirito coriaceo e piglio sempre propositivo, pur al netto di un difetto di brillantezza e di incisività negli ultimi 16 metri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si sapeva che contro una squadra in difficoltà sul piano di risultati sarebbe servita una prova maiuscola. Perchè compagini come la Pergolettese vista questa sera giocano sul filo del contropiede, chiuse in maniera quasi ermetica là dietro, attente a non sfilacciarsi e concedere metri preziosi. Di contro, il Padova di Torrente è squadra che bada sempre a costruire e ragionare, sfruttando l&#8217;ampiezza del proprio 3-5-2 di fabbrica. Non sempre con i risultati sperati, soprattutto se a centrocampo i prescelti (gli interni Fusi e Varas in questo caso), vanno a tratti fuori giri, stretti nella morsa avversaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pergolettese-Padova, almeno nel primo tempo, è partita da sbadigli e tanti calci. I biancoscudati ci provano, ma sbattono contro il muro eretto dai padroni di casa. Solo <strong>Bortolussi</strong>, e siamo ben oltre il 40&#8242;, desta gli animi del Voltini con un <strong>colpo di testa su cross di Villa che si stampa sul palo</strong>. Per il resto, nulla da segnalare o quasi, in una prima frazione che vive di fasi alterne e qualche nervosismo di troppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In avvio di ripresa, i cremaschi si fanno vedere in un paio di occasioni, in particolare con un cross di Bariti al 53&#8242;, in cui Donnarumma deve metterci una pezza col piede per sventare il pericolo. Il Padova allora si riorganizza e alza il baricentro, merito anche degli ingressi di Cretella e Liguori per Fusi e Bortolussi. La crescita della squadra di Torrente sembra far presagire al gol, che non arriva per un pelo al 66&#8242; – <strong>testa di Delli Carri e paratona di Soncin</strong>. Sul corner seguente, poi, il <em>patatrac</em>. Il Padova si fa trovare scoperto e lascia campo a <strong>Mazzarani</strong> che si fa una cinquantina di metri palla al piede prima di sferrare un destro letale per Donnarumma: 1-0.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vantaggio della Pergolettese potrebbe mettere al tappeto chiunque. Il Padova, però, non rimane a guardare a inizia a premere sull&#8217;acceleratore. Manca però costrutto, e i biancoscudati annaspano al momento di entrare in area di rigore avversaria. Fino all&#8217;86&#8217;, quando <strong>Belli in progressione</strong> si fa servire il pallone perfetto da Liguori: <strong>destro secco e palla sotto l&#8217;incrocio</strong>. È 1-1.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da quel momento in poi, succede di tutto. All&#8217;88&#8217;, <strong>Liguori viene cinturato in area</strong>, ma Leone di Barletta non fa una piega e anzi fischia punizione contro il Padova. Un paio di minuti più tardi, quindi, l&#8217;episodio più eclatante. Radrezza dai 20 metri pennella al centro, dove <strong>Varas</strong> – tenuto in gioco da Artioli – <strong>corregge in rete il pallone</strong>. Gli oltre 200 tifosi scudati sugli spalti si vedono però strozzare l&#8217;esultanza in gola dalla segnalazione di un presunto fuorigioco del centrocampista. Nella bagarre generale, <strong>Cretella</strong> (91&#8242;) si fa cacciare con un rosso diretto per un fallo da dietro su contropiede avversario. Prima del triplice fischio di Leone, quindi, potrebbe esserci gloria anche per Delli Carri, il cui colpo di testa termina però oltre la traversa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fallito l&#8217;obiettivo di contro-agganciare il Mantova in vetta, il Padova torna comunque da Crema con un punto che mantiene l&#8217;imbattibilità in campionato e fa ben sperare. La squadra c&#8217;è, ha carattere, e può vincere contro chiunque, anche in partite bloccate e nelle quali trovare la via del gol diventa più arduo del previsto. <strong><em>Forsa tosi, demoghe dentro!</em></strong></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pergolettese-Padova 1-1</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pergolettese (3-5-2):</strong>&nbsp;Soncin; Tonoli, Arini, Lambrughi; Bariti, Mazzarani, Artioli, Aucelli, Capoferri (56&#8242; Cerasani); Guiu Villanova, Caia (70&#8242; Jaohuari). In panchina: Cattaneo, Doldi, Andreoli, Piu, Tacchinardi, Schiavini, Bignami, Bozzuto, Caccavo. All.: Curioni (Abbate squalificato)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PADOVA (3-5-2):</strong>&nbsp;Donnarumma; Belli (92&#8242; Perrotta), Crescenzi, Delli Carri; Kirwan (69&#8242; Capelli), Varas, Radrezza, Fusi (55&#8242; Cretella), Villa; Bortolussi (55&#8242; Liguori), Palombi. In panchina.: Rossi, Zanellati, Dezi, Bianchi, Granata, Favale, Toldo. All.: Vincenzo Torrente</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Arbitro</strong>: Domenico Leone di Barletta (Nigri-Capriuolo). Quarto uomo: Giovanni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/26bd.png" alt="⚽" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> 67&#8242; Mazzarani (Pe), 85&#8242; Belli (Pa)<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f7e8.png" alt="🟨" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Artioli (Pe), Bortolussi (Pa), Fusi (Pa), Mazzarani (Pe), Jaouhuari (Pe)<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f7e5.png" alt="🟥" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> 91&#8242; Cretella (Pa)</p>
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