Amarcord

Buon compleanno!

” (…) Eh sì, se l’erano pensata davvero bene i padri fondatori del Calcio Padova, in quel freddo gennaio del 1910. Ma la domanda che ci si deve fare oggi, esattamente 107 anni dopo, è piuttosto un’altra. E cioè: perché mai solo al Padova, tra le tante squadre dei pionieri del football in città – la Ginnastica Padovana, la Cavallotti, il Club Cesarano, lo stesso Petrarca, tutti club che pure avevano un pedigree aristocratico – è toccato di diventare grande?

Già, perché? Non certo perché (…) fossero milionari (…). Né perché il Padova tenesse i giocatori migliori (…) E neanche perché i futuri biancoscudati fossero esenti da problemi societari (…)
Quanto ai dissidi interni, poi, nemmeno a parlarne. (…)

Ma allora, se non erano i soldi, né i risultati, né l’armonia dei soci, né l’assenza di problemi, perché mai il Padova è diventato «la» squadra della città, e tutte le altre invece no? Dopo cent’anni,scorrendo le foto, i pannelli giganti del Museo, gli articoli di giornale, rileggendosi anche uno per uno i 23 articoli dell’atto costitutivo che parlano di regole, di rispetto e di trasparenza, soprattutto di entusiasmo per il Gioco del Calcio, l’unica risposta possibile è una: per l’idea. E cioè la visione di qualcosa di bello, rapido, guizzante, colorato di biancorosso, frutto di sacrificio e sudore, collettivo, tutti per uno uno per tutti, integri, forti, vigorosi, gioiosi e dolorosissimi insieme. Qualcosa che unisca e appassioni.

Sì, c’era una forza morale in quell’idea, e quella forza risuonava e ha continuato a risuonare dal 1910 a oggi. Incarnandosi anche, com’è successo senz’altro nell’epoca d’oro dei «panzer» di Nereo Rocco, e forse anche in tempi più recenti. Attingendo a quell’idea e quella forza morale, il Padova continuerà a essere il Padova che i padovani saprebbero riconoscere tra mille.”

Auguri Calcio Padova, chi non ti strumentalizza ti ama veramente.

P.s. Quanto manca una penna come Furio Stella.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.