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	<title>Le pagelle biancoscoppiate Archives - Tifo Padova</title>
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	<title>Le pagelle biancoscoppiate Archives - Tifo Padova</title>
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		<title>LE PAGELLE BIANCOSCOPPIATE DI PADOVA &#8211; EMPOLI 1 &#8211; 0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 11:25:55 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">LA CURVA: Nessuno ormai ci credeva più e invece eccola qui&#8230; Tutta piena di tifosi e di bandiere, infiocchettata a festa, coccolosa, che fa venire la pelle d&#8217;oca di un istrice solo a vederla. Bella, bellissima, quasi surreale. Noi arriviamo prestissimo allo stadio per goderci lo spettacolo e, vederla dalla est che pian pianino si riempie, è qualcosa di veramente commovente. L’aria ha quel qualcosa di frizzante, o saranno le bollicine della birra.<br>Dalla Sud intanto ci arrivano le prime indiscrezioni di gente che sembra aver visto il Paradiso: panorama incredibile, seggiolini comodi, bar funzionanti, cessi in acciaio inox super splendente che manco le pentole della Mondiale Casa brillano così, carta igienica abbondante e pisciate vista campo da un oblò che sembra di stare in crociera. Peccato per gli affitti alle stelle dei monolocali all&#8217;ultimo piano, ma da lì la vista ha un che di poetico. E poi si può sbattere la tovaglia senza disturbare il vicinato.<br>Per quanto riguarda la tenuta poi&#8230; Beh, è ottimale, e regge anche ai terremoti di magnitudo 7. Lo conferma il Geom. Bortolussi che al minuto 84 la collauda facendola letteralmente esplodere. Proprio adesso che era finita&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">IL SOCIAL MEDIA MANAGER DEL PADOVA: da dietro la porta riesce, con uno scatto alla Lasagna, ad inseguire Bortolussi festante dopo il gol ed editare un video nel quale non risulta alcuna bestemmia o parolaccia (anzi, se lo ascoltate al contrario si sente anche il rosario!). Miracoli della santa tecnologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’EUGANEO: con i soldi risparmiati dei lavori per la curva (eh?!? Ah…) pare si sia sistemato anche l’impianto audio della est con nuove casse, con una portata da 20.000 megasuoni, roba da far venire il sangue alle orecchie. Il che non sarebbe nemmeno male finchè passano le canzoni dance anni 90 (ci vorrebbe qualche luce strobo compresa nel servizio), un po’ meno quando parte il terrificante momento raggaeton, che viene quasi voglia di farsi i tappi alle orecchie con i caucciù trovati sotto i seggiolini. Conseguenza: apparecchi Amplifon esplosi, mal di testa e confusioni mentali che si protraggono fino al parcheggio, quando una serie incalcolabile di persone vengono viste vagare alla cazzum alla ricerca del loro autoveicolo, lasciato non si sa dove. Pare che molti di loro siano ancora là, ma almeno sono già comodi per domenica prossima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">IL VAR: chiamato al minuto 92 per aggiungere pepe ad una giornata che stava diventando quasi troppo tranquilla (sia mai che&#8230; ), fa calare una nube di pathos misto terrore sopra l&#8217;Euganeo e, fortunatamente, i &#8220;sudori freddi&#8221; che ci sono venuti, non sono stati risaltati da una giornata di sole africano (grazie meteo!). Grazie a Dio il nostro nuovo amico Pairetto al Var (probabilmente il senior, con problemi alla cataratta) decide per un nulla di fatto, lasciando tirare un sospiro di sollievo ai tifosi padovani&#8230; Le “fiatelle” si sono sentite tutte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">SORRENTINO: che Popov di parata al decimo minuto!! In settimana gli limano i piedi con la fresa elettrica e la pialla da falegname: i rinvii sono decisamente migliorati. In più rivedere il suo fidato compagno Pippo Sgarbi lì davanti gli infonde così tanta tranquillità che nei momenti morti intrattiene pure discorsi con i tifosi alle sue spalle. Sviene con la giusta platealità nel finale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">SGARBI: gli danno aspirina, metredina, simpamina, franceschina, cocaina (magari quella no&#8230;) e peperoncino di Caienna per rimetterlo in sesto, e lui finalmente ritorna a comandare la retroguardia, col grembiulino, il mattarello e lo Swiffer, difatti tutto sembra più ordinato. Ogni tanto, quando &#8220;la bomba&#8221; fa particolare effetto, prova anche qualche sortita in avanti, o forse era Breda che non ricordava più quale fosse il suo ruolo. Spara una sifonata a 45 yard che viene scambiata dalla Nasa per un pallone sonda e fatta ammarare nell’oceano (il laghetto euganeo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">PASTINA: un partitone impeccabile. Scende in campo con la mannaia e il coltello a serramanico nei calzettoni e non ne lascia passare una: preciso come un avvoltoio e con una cattiveria degna di un film di Van Damme, in occasione del gol di Bortolo con i suoi tiri a casaccio è “carambola-man” per ben due volte, esibendo, con un urlo alla Sal Da Vinci, una mascellata a 58 denti. Nel finale viene placcato dall&#8217;impavido San Crisetig mentre cerca la rissa per portarsi a casa la tibia omaggio di Elia da mettere sopra il caminetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">PERROTTA: prende gli arnesi da scasso avanzati da Pastina ed entra in campo carico come un pitone della Birmania. Mena come uno sbattitore elettrico per la polenta (l’ho comprato: funziona ed è spettacolare!) e prova la rissa anche durante l&#8217;esultanza per il gol di Bortolo, tirando qualche cartone a caso anche ai compagni di squadra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(FAEDO): entra nella ripresa, non ha nomi strani da marcare che gli fanno esplodere il cervello e fa il suo con intelligenza e arroganza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">CAPELLI: si presenta con un nuovo se stesso in testa, più in stile militaretto e infatti le sue incursioni in terra nemica ad effetto fionda sono spesso minacciose, anche se il mirino sarebbe un po&#8217; da calibrare. Ha il merito di incitare con rabbia e cattiveria anche la tribuna est, risvegliando dal torpore un paio di occasionali che dopo 40&#8242; stavano ancora vagando fra i seggiolini alla ricerca del loro posto biglietto alla mano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">FAVALE: parte titolare a gran sorpresa &#8211; anche sua -. Con le sue cosciotte alla brasiliana spinge nella fascia con insistenza e rancore, ma è nel secondo tempo che avrebbe l&#8217;occasione super-super-super clamorosa per siglare di testa il gol del vantaggio: peccato non si aspettasse un cross così preciso da un tale Ghiglione (possiamo capirlo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">FUSI: era da un bel po&#8217; che non lo si vedeva così rabbioso: il suo sguardo taglia l&#8217;acciaio, tanto che Banzato un pensierino di usarlo in catena di montaggio a fine campionato ce lo sta facendo. Recupera più palloni lui di un Cocker spaniel inglese da riporto per la caccia alla volpe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">VARAS: la solita partita di sostanza e arroganza, più incisivo in difesa che in fase propositiva, ma l’affiatamento con Di Mariano è comunque apprezzabile. In occasione del gol di Bortolussi viene letteralmente sollevato da qualcuno della panchina che cerca di atterrarlo con una mossa da wrestling, o forse lo stava salvando dal soffocamento con la mossa di Heimlich.</p>



<p class="wp-block-paragraph">CRISETIG: alla faccia di chi lo voleva squalificato, dietro le sbarre e con la palla di piombo incatenata al piede, parte titolare dal primo minuto e in campo si muove con l&#8217;eleganza di Federer (quando lo svizzero gioca a calcio), distribuendo palloni millimetrici con la saggezza di un croupier al casinò di Montecarlo (con l&#8217;acqua Bertier nella borraccia). Talmente calmo e pacato che riesce ad affrontare anche il Pastina più rabbioso uscendone vivo (siamo in pochi, per favore, sta ‘tento).</p>



<p class="wp-block-paragraph">DI MARIANO: ci mette così tanta grinta a rabbia che sembra appartenere alla vecchia guardia (magari avercelo avuto anche prima!). A suo agio con Varas, con cui si scambia tatuaggi, trasferelli e qualche coltello a serramanico, sviene platealmente in più di un&#8217;occasione guadagnandosi falli a volontà e tempo prezioso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">BORTO-GOL-USSI: il nostro eroe.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t6c/1/16/2764.png" alt="&#x2764;"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Giusto oggi -cioè ieri-, un anno fa, ci regalava quel sussulto incredibile a Trieste, facendo esplodere il muro biancoscudato di gioia. Oggi la storia si ripete, stessi attori, ma stadio diverso.<br>Schierato titolare dal primo minuto per scelta tecnica (sennò andavamo a prenderci Breda a casa), prende una rata di botte che esce dal campo più nero delle braccia di Di Mariano. Al gol abbandona la sua flemma da bravo ragazzo casa&amp;chiesa e gli parte la brocca, cominciando a correre spaesato ovunque (non riconosceva più lo stadio) e finendo con uno spogliarello a luci rosse che esalta il suo reggiseno (porcellino!). Conferenza stampa di rara intelligenza, da libro cuore, decimo centro al primo anno di B e statua già pronta in Prato della Valle. Ma quanto è forte Bortolone nostro ?!? (Ok, la ruffianata è finita)</p>



<p class="wp-block-paragraph">(GHIGLIONE): lo svegliano dal sonnellino pomeridiano con una tromba da segnalazione nautica, entra con le palle girate e la partita svolta. Piazza perfino due cross col goniometro che fanno urlare al miracolo. Che sia ea volta bona?</p>



<p class="wp-block-paragraph">(CAPRARI): finalmente, cazzo. Propositivo e voglioso come non s’era mai visto prima, sente la primavera che avanza e si trasforma in un vero giocatore di calcio, o forse sarà stata l&#8217;allergia al polline.</p>



<p class="wp-block-paragraph">BREDA: si presenta con l&#8217;andatura da cero pasquale, tanto che deve essere accompagnato da un chierichetto verso la panchina. Parte pacato, il suo sguardo è quello preoccupato del cuoco addetto alle griglie alla sagra della costicina a Torreglia, ma verso metà primo tempo viene morso da un andreolettus latrodectus reclusus rimasto a nidificare in panchina: gli parte l&#8217;embolo e comincia ad agitarsi su e giù, tanto che l&#8217;arbitro è costretto ad estrarre il cartellino giallo, perché aveva lasciato bruciacchiare la polenta. In conferenza stampa voto 10 e lode per la risposta diplomatica sullo striscione su Andreoletti, ma rischia il ricovero a sirene spianate al Parco dei Tigli azzardando un “con questa curva l’Euganeo diventa tra gli stadi più belli d’Italia”. No ghemo schei par un altro allenatore, va pian anca ti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E INTANTO NE MANCANO SOLO 4. (P.s. Dovete smetterla di mettermi ansia per le pagelle)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.facebook.com/hashtag/tifopadova?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZaAOY74DhGqjrRA43VxZroOfbydSishjNevUSHoRXJyPap_te_YhsRJErOY3NcP8k5NkYuWipfHBN8qOfXRoB1JOhZP2LEpnCU5HF8fVXmgGifzYHniHX5Y4ixMKVAMq0JczN6lxJx1diyvS4B2fNUbC9j3OAobpYlrAsHnoOqbzuR3bCG294VTXoKxNt4X11U&amp;__tn__=*NK*F">#TifoPadova</a><a href="https://www.facebook.com/hashtag/biancoscoppiati?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZaAOY74DhGqjrRA43VxZroOfbydSishjNevUSHoRXJyPap_te_YhsRJErOY3NcP8k5NkYuWipfHBN8qOfXRoB1JOhZP2LEpnCU5HF8fVXmgGifzYHniHX5Y4ixMKVAMq0JczN6lxJx1diyvS4B2fNUbC9j3OAobpYlrAsHnoOqbzuR3bCG294VTXoKxNt4X11U&amp;__tn__=*NK*F">#Biancoscoppiati</a><a href="https://www.facebook.com/hashtag/seghexedabaearebaemo?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZaAOY74DhGqjrRA43VxZroOfbydSishjNevUSHoRXJyPap_te_YhsRJErOY3NcP8k5NkYuWipfHBN8qOfXRoB1JOhZP2LEpnCU5HF8fVXmgGifzYHniHX5Y4ixMKVAMq0JczN6lxJx1diyvS4B2fNUbC9j3OAobpYlrAsHnoOqbzuR3bCG294VTXoKxNt4X11U&amp;__tn__=*NK*F">#seghexedaBaeareBAEMO</a></p>
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		<title>LE PAGELLE BIANCOSCOPPIATE DI FROSINONE &#8211; PADOVA 2-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 08:31:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le pagelle biancoscoppiate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LE PAGELLE: a grande richiesta ritornano. E stavolta nessuna pietà.CINQUINA: E non sto parlando dell&#8217;effetto serra o dello&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">LE PAGELLE: a grande richiesta ritornano. E stavolta nessuna pietà.<br>CINQUINA: E non sto parlando dell&#8217;effetto serra o dello smog. Parlo della quinta sconfitta di fila, che lascia in bocca un retrogusto dal sapore idraulico liquido, non per il risultato in sé, ma per l&#8217;atteggiamento arrendevole visto in campo.<br>Doveva -si sperava- essere una Pasqua di resurrezione, invece è sembrato più che altro un Halloween fuori stagione, uno spin-off della Via Crucis, con un finale che sembra già segnato. Ma noi siamo fiduciosi sulla risoluzione: del conflitto sullo Stretto di Hormuz.<br>Ora, l&#8217;unico e solo imperativo è VINCERE, perché -se il Frosinone poteva rappresentare un ostacolo troppo difficile da superare-, ora arrivano le partite che contano, dove bisogna mettere da parte odi, rancori, faide interne, pianificazioni di omicidi e remare tutti dalla stessa parte. Perché, come ci credono i tifosi, è OBBLIGATORIO che ci creda anche chi scende in campo con il biancoscudo cucito nel petto.<br>LO STADIO STIRPE: è un vero e proprio gioiellino. Piccolino, coccoloso, a misura di tifoso, con dei cessi funzionanti e puliti, degli ingressi dove non ti vengono perquisite anche le mutande, e degli steward che ti augurano pure buona Pasqua. Il tutto costruito con tubi innocenti ben camuffati. Da sopra poi la vista è meravigliosa: monti da una parte che sembra di essere in Wyoming, il centro storico di Frosinone sul cucuzzolo del colle dall&#8217;altra e alte vette innevate che sembra l&#8217;Alaska. In campo sembra tutto così vicino che quasi quasi Mirabelli lo si poteva toccare.. ma mi fermo qua.<br>I TIFOSI BIANCOSCUDATI: stoici, eroici come sempre, che altro dire. Si sobbarcano un esodo pasquale che sembra un mix fra un film di Verdone e un viaggio della speranza nel triangolo delle Bermuda. Incitano a squadra dall&#8217;inizio alla fine e non smettono un secondo di cantare, nonostante verrebbe voglia di scendere in campo e prendere a pedate qualcuno dove non batte il sole. Avrebbero meritato sicuramente di più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sorrentino: orfano del suo bodyguard preferito Pippo Sgarbi, ha la sicurezza di una nonnina col portafoglio aperto in stazione a Milano. Comincia con dei guizzi felini che urlano alla guarigione, ma poi scivola in una buccia di banana in occasione del primo gol, regalandosi la copertina della rubrica della Gialappa&#8217;s.<br>Villa: se la legge di -Eddy- Murphy si potesse applicare anche ai giocatori de Padova, a quest&#8217;ora avremmo già conquistato la Polonia. Ci servirebbe il condono edilizio, ma nel senso di mandarlo come &#8220;muraro&#8221; in cantiere.<br>Perrotta: con il bicipite carico alla Over the top, gli viene la pressione a 3.000 nel vedere frusinati spuntare da tutti i buchi. È comunque l&#8217;unico che prova il tiro da fuori, bloccato con sicurezza dalla vecchia in tribuna in seconda fila.<br>Belli: cerca di costruire una diga sulle avanzate gialloblu, ma mica è un castoro. Alza bandiera bianca e rimane a piangere negli spogliatoi.<br>Faedo: scambia il nome stampato sulla maglia di Kvernadze per una formula chimica e cerca di tradurla per tuta la partita. Gli esplode il cervello, tanto che poi non ne imbrocca una.<br>Harder: recupera miracolosamente grazie ad un mix di Vix Vaporub, aloe e Svejarina (scaduta), ma non ha ancora i minuti nelle gambe, e forse neanche i piedi. Passaggi sbagliati, qualche contrastino, ma di ringhiere sulle caviglie avversarie nemmeno l&#8217;ombra.<br>(Crisetig): un po meglio. Da bravo geometra qualche passaggio elementare riesce a farlo, se non altro si ricorda che i suoi sono quelli con la maglia rossa.<br>Fusi: entra con l&#8217;entusiasmo di un bambino a cui hanno appena ciullato l&#8217;uovo di Pasqua degli Avengers. Ci mette carattere, ringhia addosso a qualche avversario ma gli manca quello smalto da gladiatore che lo ha sempre contraddistinto.<br>Ghiglione: vince la spietata estrazione fantozziana per scegliere la vittima sacrificale da cacciare in conferenza stampa (silenzio! Chi è che prega?), forse perchè per via della sua espressione anestetizzata, o forse perchè veramente non ci capisce un cazzo di &#8216;sta situazione. Nel frattempo continuano a listarlo, segno del senso di umorismo perverso della società. Vitalità e brio di LeonardomariaDelVecchio, quello imitato da Pantani. O forse è proprio Pantani che sta imitando Ghiglione.. boh.<br>Di Maggio: ricordiamoci che è il futuro della Nazionale quindi, probabilmente, non ci qualificheremo manco ai mondiali del 2030.<br>Capelli: è l&#8217;unico che corre sempre, quindi è giusto non farlo partire titolare, sia mai possa dare un po&#8217; di brio alla manovra. Poi mi ha salvato la vita da un frontale contro una bici, quindi non posso parlare male di lui perché è il mio eroe.<br>Di Mariano: prova la mezza rovesciata alla Carla Fracci, ma non viene preso manco per il provino ad Amici. Partita anonima, ed esce pure per infortunio.<br>Lasagna: l&#8217;impegno ce lo mette, ma davanti è più solo di un calzino spaiato nella lavatrice. Ha qualche guizzo, si mangia se stesso in un paio di occasioni, ma il fattore C che lo ha contraddistinto sembra averlo abbandonato.<br>Buoniaiuto: ha sempre segnato il Frosinone .. e quindi, giustamente, viene lasciato in panchina. Ma magari Breda non lo sapeva.&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/hashtag/laprossimavoltaditeglielo?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZbL7XHWUN-OR056uZP03yBY1dok5pNcEpzylO1c6hps50dBOyaNUuv-wA8FAR2508wOwHX5uwWqqy2vcGbbYQkh8rT1EZ3q06lbJ4lDL_Bc3hECUaUMJL6Z7MalSNTmwHB1IwybMnicQxQ60YQXRbgOI4DgCIs367sDtiWSkdQbfUtXmEWPbW3uwkocTQcFhqE&amp;__tn__=*NK*F">#laprossimavoltaditeglielo</a><br>Bortolussi: si scalda (con stile ed educazione) al 93&#8242;, per scelta tecnica. Forse volevano buttarlo dentro per i supplementari, con la speranza di arrivare ai rigori. Troppo forte però questa Frosinosnia.<br>Breda: scusatemi, ma non posso farcela.<br>Breda: dai, ci provo. Entra in campo guardandosi attorno con la confusione di un turista cinese a Roma e con la verve di Bortolomutti. Ben tirato, rosario al collo camuffato da cronometro, col vestito a festa riciclato del suo predecessore.. le braghe però gli tirano un po&#8217;. Doveva portare tranquillità e pare lo abbia fatto, tanto che qualcuno in campo pare entrare in papusse. Educato, massimo rispetto per le linee di limitazione dell&#8217;area tecnica, tanto che il quarto uomo può comodamente evitare il consueto placcaggio a uomo e farsi i cazzi suoi. Un breve sussulto verso il settantesimo lo spinge a tentare una corsa lungo la faccia che gli causa un mezzo embolo, ma ci fa comunque capire che è vivo. Conferenza stampa più criptica di un gioco a quiz di Jerry Scotti. È come il bambino del Sesto Senso, vede cose che noi umani non vediamo, tipo l&#8217;atteggiamento giusto con cui la squadra è scesa in campo.<br>Matteo: ce lo immaginiamo in pausa, a casa, che si guarda la partita seduto sul divano, almeno per i primi 3 minuti.. poi: scatti d&#8217;ira, cane che scappa dalla finestra, cuscini che volano, vetri della credenza in frantumi, vicinato in allerta.<br>Eppure il problema era lui. Che, da esordiente totale in serie B, ha &#8220;voluto fortemente giocatori&#8221; dai dubbi ruoli, in un mercato nel quale un Diesse esperto non ha potuto imporre le proprie scelte per risolvere problemi evidenti anche gli occhi dei più accecati. Caro Matteo, che ci manchi tanto -e non solo per le pagelle- è già stato detto?<br>Molteni: ci manchi pure tu e le tue espulsioni che sapevano tanto di fuga per la libertà.<br>Fine</p>
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		<title>LE PAGELLE BIANCOSCOPPIATE DI AVELLINO &#8211; PADOVA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 17:23:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le pagelle biancoscoppiate]]></category>
		<category><![CDATA[Avellino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LE PAGELLE: per evitare di commentare l&#8217;uscita dal parcheggio dell&#8217;Euganeo, ci eravamo presi una pausa-pagelle infrasettimanale, confidando di&#8230;</p>
<p>The post <a href="https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/le-pagelle-biancoscoppiate/le-ppagelle-biancoscoppiate-di-avellino-padova/">LE PAGELLE BIANCOSCOPPIATE DI AVELLINO &#8211; PADOVA</a> appeared first on <a href="https://www.tifopadova.it">Tifo Padova</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">LE PAGELLE: per evitare di commentare l&#8217;uscita dal parcheggio dell&#8217;Euganeo, ci eravamo presi una pausa-pagelle infrasettimanale, confidando di arrivare a quelle di sabato carichi come molle. Oggi invece siamo quasi a rischio codice penale, ma cercheremo comunque di riassumervi in poche parole -e tante bestemmie, con una birra in una mano e il rosario nell&#8217;altra- quel che è successo in terra irpina (in manco se sfoghemo).<br>I 156 PADOVANI AD AVELLINO: non si può non aprire con loro, eroici come pochi, coraggiosi, eccezionali, si sobbarcano un viaggio della speranza che poi si trasforma in un viaggio horror, e non perché la benzina è arrivata a 2 euro. Loro però non demordono, si sentono anche in tv nella bolgia del Partenio e li incitano fino alla fine, riservando qualche applauso anche nel finale, forse perché speravano di aver fra le mani la faccia di Silva.<br>SORRENTINO: ci fa un po&#8217; di tenerezza, perché per essere forte è fortissimo, e ne prende tante perché l&#8217;Avellino tira più di un pippomane alle feste milanesi. Ha i riflessi di un puma amazzonico, la presa sicura di Bud Spencer, ma a volte deve alzare anche lui bandiera bianca, soprattutto se davanti si trova un certo Russo che gli tira una martellata sul muso a 200 all&#8217;ora. Riuscire comunque a giocare in squadra con Silva senza mettergli i guantoni addosso lo candidano di diritto al premio nobel per la Pace.<br>SGARBI: dopo l&#8217;accoppiata con Pastina da fratelli Sgarbagher, dopo neanche 20&#8242; deve uscire dal palco, sfaldando già la coppia e annullando i prossimi concerti. Per favore, fatelo guarire con un po&#8217; di acqua santa.<br>VILLA-PASTINA: sembra il nome di una casa per ritiri spirituali nei Colli Euganei e, in effetti, un po&#8217; di meditazione non farebbe male. Il loro dovere di spazzolatori magggici lo fanno con puntualità ma la precisione è una cosa che appartiene ad un altro vocabolario, e forse ad altre paia di scarpe.<br>BELLI: per 90 minuti regge, anche se un po&#8217; in riserva alla terza partita settimanale, soprattutto quando dalle sue parti entra Russo che gli fa vedere sorci e tatuaggi ovunque. Nel recupero va in fusione come il rettore di Chernobyl e succede il patatrac anche se qualcuno una mano avrebbe potuto anche dargliela, e non stiamo parlando del Padre Eterno.<br>FAEDO: salva con un tackle kamikaze su Patierno un&#8217;occasione colossale campana, poi fatica tantissimo anche lui, sia a fare incursioni che a provare a tirare tanto che a fine primo tempo rimane chiuso in ostaggio negli spogliatoi. Chissà se qualcuno è andato a liberarlo.<br>CAPELLI: (non quelli di Ballardini) irriconoscibile rispetto alle partite precedenti, provano a cambiarlo in così tante posizioni che a lui il kamasutra gli fa un baffo. Finisce che non ci capirà più un cazzo manco lui, infatti spara un cross parabolico nella stratosfera che prenderà anche TeleCapodistria con i filmini sozzi dopo le 11 di sera.<br>FUSI: si impaltana come Indiana Jones sulla spiaggia sintetica del Partenio (a proposito: ma che ci avevano buttato per terra??). In più, ha qualche problema di calibrazione dei piedi che gli causa più di qualche passaggio al vento. E&#8217; comunque sempre uno degli ultimi a mollare.<br>CRISETIG: entra in campo con la verve e l&#8217;eleganza di Kevin Kostner per ballare coi lupi ma finisce che i lupi se lo magnano dopo pochi passaggi. Un altro giocatore rispetto a quello visto a Modena.<br>DI MARIANO: vince a mani basse la sfida di tatuaggi con i campani, se non altro i suoi sembrano meno tamarri, ed è tutto dire. Sembra essere l&#8217;unico in giornata in grado di inventarsi qualcosa e lo fa nel secondo tempo quando scanocchia una bomba in direzione incrocio che per punizione divina si infrange sulla traversa, segno che magari PROVANDO ANCHE QUALCHE TIRO DA FUORI MAGARI PRIMA O POI VA DENTRO MA POSSIAMO FARE QUALCHE TIRO DI PIÙ IN PORTA ANCHE DA FUORI PER FAVORE?!?.<br>LASAGNA: si presenta in campo che sembra già cotto e scotto. Prova qualche reazione in avanti ma è più solo di Sal Da Vinci in concerto a Bressanone e i suoi scatti vengono prontamente stanati dai marcantoni avellinesi. Avrebbe però ben due palle clamorose per cacciarla dentro, ma manca di lucidità-precisione-cattiveria-rabbia-velocità-unpòdiculo. Urge urgente ricarica di ragù.<br>BUONAIUTO: la sua partenza dall&#8217;inizio non produce gli stessi effetti modenesi, anzi. Lontano da Lasagna, altrettanti da Di Mariano, si perde fra i tatuaggi, forse confuso da tutte quelle scritte e sembra non riuscire a colmare la frattura chilometrica fra il centrocampo e l&#8217;attacco. Averlo tenuto in campo però non sarebbe stata una brutta idea, giusto perché era l&#8217;unico di pericoloso che avevamo.<br>SILVA: ha un po&#8217; l&#8217;effetto della videocassetta di The Ring. Commentare la sua partita senza usare asterischi e parole censurate è un&#8217;impresa davvero titanica. Come diceva la poesia? Silva, ri-membri ancora quel tempo della tua vita mortale quando dribbiling e passaggi corretti splendea e negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, e tu lieta e pensierosa il limitare della fascia destra salivi?<br>Gli viene data la millerrima possibilità di dimostrare le sue doti tecnico/tattiche di cui tutti parlano e di cui nessuno ha mai visto la benché minima ombra (se non quella di vino) e lui che fa? Tira fuori dal cilindro una prestazione irritante come l&#8217;ananas con la pizza, come il sale nel caffè, come la benzina a 2 euro al litro, e potrei andare avanti all&#8217;infinito come la Zia di Sensualità a Corte. Passaggi elementari sbagliati, palle buttate fuori in rimessa senza pressing, finte a caso, giocatori lasciati andare verso l&#8217;area di rigore senza manco tentare un disturbo (che ne so, poteva ruttare per distrare Russo!). Si è parlato tanto di mentalità, di voglia di lottare su ogni pallone.. ma ci pare che, viste anche le performance precedenti, il tempo per lui sia un po&#8217; scaduto. A meno che il vigile Urbano Cairo ci abbia promesso un abbonamento gratis a Tuttosport in cambio di farlo giocare.<br>GIUNTI-VARAS: entrano ma non brillano.<br>DI MAGGIO: manca ancora do mesi. C&#8217;è più confusione nella sua prestazione che nella strada di Chiesanuova col cantiere del tram. E quel retropassaggio a 200 all&#8217;ora a Sorrentino…<br>BIASCI: ah, sempre un grande. Col Biancoscudo dà sempre il massimo, come se dovesse giocare una finale playoff, come ad Alessandria. Encomiabile la sua grinta. Grazie!</p>



<p class="wp-block-paragraph">BALLARDINI: occhiale scuro contraffato rifilatogli alla stazione per tutta la partita, tutone ignorante smanicato, si presenta in sala stampa col berretto da scassinatore giamaicano, anche se oggi di rubato non ha proprio nulla. Partita meritatamente portata a casa con giocatori che, entrati dalla panchina, hanno risolto la partita e ci hanno creduto fino alla fine. Sto giro, il premio conferenza stampa, dobbiamo darlo proprio a lui.<br>IL MISTER: sto giro altro che in punizione dietro la lavagna.. lo avremmo rinchiuso volentieri in magazzino, senza cena (anche se forse lui si nutre solo di rabbia). Quelli della Tv gli tolgono l&#8217;audio, gli evitano primi piani per non leggere il labiale e per tenerlo buono gli piazzano pure il quarto uomo a marcatura stretta che pare sia tornato a casa in preda a paranoie religiose. Cerca di fare una formazione buttando in campo quelli che stanno ancora in piedi, ma al di là della fisicità (già dai primi minuti ci parevano un po&#8217; tutti cotti) c&#8217;è mancato proprio qualcosa a livello mentale, cosa che troppo spesso è mancata negli scontri diretti, e non riusciamo proprio a capire perchè. Sarà perché è timido, ma dovrebbe provarci e osare di più, dopotutto quando lo ha fatto a Modena il rimorchio è riuscito alla grande.<br>Ora, la parola d&#8217;ordine è evitare catastrofismi, perchè il campionato è ancora lungo, ma è anche vero che i campionati di solito si decidono a marzo e a marzo abbiamo una via crucis che si chiama Catanzaro-Venezia-Palermo-Frosinone ed è necessario -ora come non mai- stare vicino alla squadra e far sentire la nostra presenza (soprattutto a Silva, aggiungerei). Quindi, dati alla mano, se con le dirette concorrenti il trend è quello di provocare disturbi al basso ventre che manco il Gaviscon funziona, c&#8217;è la speranza che qualcosa si riesca a portare a casa dagli scontri con le corazzate più quotate, anche se in questo momento sembriamo più la Poteomkin.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Piccola postilla: giusto per curiosità, abbiamo dato un occhio ai nostri risultati precedenti e abbiamo notato che ben 14 gol su 36 (quasi la metà), sono stati presi negli ultimi minuti di gioco (dal 40&#8242; in poi del primo tempo e dall&#8217;87&#8217; in poi), lasciando per strada più o meno una svalangata punti. Quindi le cose sono 2: o facciamo una regola nuova che le partite le facciamo durare 40&#8242; per tempo senza recupero, oppure la tiriamo avanti finchè non segnamo di nuovo anche noi, tipo come il Vicenza l&#8217;anno scorso a Trento.</p>



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		<title>LE PAGELLE BIANCOSCOPPIATE DI PADOVA &#8211; BERI 1-1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 12:57:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le pagelle biancoscoppiate]]></category>
		<category><![CDATA[Bari]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Di mariano]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;USCITA DALL&#8217;EUGANEO: anche stavolta, complice il risultato, la si affronta con le stesse motivazioni di un gatto quando&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;USCITA DALL&#8217;EUGANEO: anche stavolta, complice il risultato, la si affronta con le stesse motivazioni di un gatto quando va dal veterinario per la castrazione. Non bastavano una partita di merda, le perquisizioni corporali all&#8217;ingresso (ah, ma non è il Marassi?), il sole tropicale che ci ha lessato le ascelle e tolto due diottrie (deve aver rincoglionito pure il guardialinee sotto la est perché non ne ha presa una), ma, puntuale come il Festival di Sanremo, è arrivato anche l&#8217;intasamento Euganeo. Stavolta è stato battuto ogni record mondiale di permanenza, che ha fatto elevare al firmamento una serie di hit profane che in confronto Vaffanculo di Masini era un&#8217;ode all&#8217;amore. Poi, a creare casino al casino, come in una manovra d&#8217;attacco del Padova, ci si mettono pure i vigili, impassibili ad osservarti con sguardo inquisitorio, con il loro invito con la manina a proseguire avanti. E dove cazzo vuoi che vada? Torno in parcheggio a fare altra coda? Ma non preoccupatevi che in Comune continuano le riunioni tecnico-tattiche fra Gianni, Pinotto, il Genio della Lampada, Arsenio Lupin, la Fata Turchina e il Mago Otelma per trovare una soluzione, che pare più difficile che finire il cubo di Rubik con i piedi.<br>LA CURVA DELL&#8217;EUGANEO: i lavori procedono a ritmo così veloce che pare sia rimasta gente appositamente fuori ad ammirare il cantiere e la ruspa a 4 cingoli motrici in esposizione. Sono apparsi nell&#8217;ordine: nuova spianata sotto-curva (dove piazzeranno i nuovi tornelli a raggi X), nuovo stampo per colata di cemento retro-porta (forse per tumularci dentro Ghiglione), finestre a doppio vetro prese in sconto dalle televendite di Mastrota, verandone con vetro invisibile per far arieggiare i locali, muschiata verde pisello pronta per il presepe 2026-27, zaino dimenticato fra i gradoni con dentro pranzo al sacco e spostamento di bancali da ambo i lati modello tetris.<br>SAN SORRENTINO: medaglia d&#8217;oro olimpica nel salvataggio delle chiappe del Padova, con una parata che sa tanto da pannolone contenitivo, compie il solito miracolo quotidiano salvando nel finale il risultato con un riflesso da gatto strafatto di LSD.<br>LA DIFESA: medaglia d&#8217;oro nel combinare cagate nei minuti di recupero, se non fosse stato per quella castronata che ha lasciato solo Piscopo -libero di fumarsi anche un cannone prima di tirare-, svolgerebbe senza particolari patemi il proprio compito, anche perchè gli attaccanti Baresi hanno la stessa vitalità di Franco. &#8220;Se non fosse stato per quella castronata&#8221;, piccolo appunto… Sgarbi e Perrotta dirigono il traffico, il secondo particolarmente attivo parte ri-sfoderando l&#8217;armadio Ikea a 4 ante, Francesco sulla fascia intento a limonarsi il sole (perchè il sole bacia i Belli), su Barreca (che era partito con un missile tanto che eravamo pronti a sfornare una pagella da 110 elllode) sorvoliamoci sopra, con un cacciabombardiere.<br>I TEMPI DI GIOCO: se si potesse fare una nuova regola per fare durare i tempi di gioco solo 40 minuti, senza recupero…. se solo si potesse…. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f644.png" alt="🙄" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f644.png" alt="🙄" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br>CENTROCAMPO: a metà medagliere, senza infamia e senza gloria, il centrocampo svolge il suo compitino (nonostante un Harder sempre più toster ed MVP di giornata), anche se ci si aspettava qualcosa in più, tipo bave alla bocca e una careficina. Nel secondo tempo, dopo essersi scolati della camomilla in spogliatoio con la Valeriana (che no xè la custode dell&#8217;Euganeo), batte il record mondiale di retropassaggi (che già gli apparteneva), come se il pallone fosse una bomba esplosiva di Willy il Coyote. Pietro e Capelli un po&#8217; Fusi e confusi, col secondo, un po&#8217; spaesato, che ha sparato un paio di palloni ai suoi amici immaginari di infanzia: passare a giocare dal Marassi a Padova è un shock psicologico che effettivamente non avevamo calcolato.<br>ATTACCO: Buonaiuto e DiMariano sembrano in sintonia, sarà per via dei tatuaggi in comune che occupano una superficie pari al Molise e danno in via a interessanti manovre offensive, peccato che per fare gol bisogna buttarla dentro. Bortolino un po&#8217; in ombra -anche al sole- avrebbe la chance di concludere in rete l&#8217;azione del millennio, ma preferisce non regalare una gioia ai tifosi, che magari vedendone si illudono.<br>IL MISTER: Se a Genova lo spirito di San Valentino non ha fermato il suo incidere violento, figuriamoci oggi che era un semplice e malcapitato San Damiani. A restare in tema olimpico, Se gli avessero dato lo spazzettone del curling, avrebbe trovato il petrolio sotto la panchina. Però stavolta, concedetecelo, a finire dietro la lavagna ci mettiamo proprio lui, e non abbiamo paura, nonostante vi stiamo scrivendo da una località protetta. Si perché, al di là di schemi, occasioni e motivazioni, questa partita era assolutamente da vincere, col cuore e coi denti, non solo per guadagnare punti dalla zona bollente ma soprattutto per dare una carica di fiducia da 1000 volt e mettere un po&#8217; di formiche rosse nelle mutande agli avversari.. e invece anche stavolta è mancato sempre quel qualcosa in più che ultimamente sembriamo aver perso.<br>Va bene che la classifica è stata mossa, che non le abbiamo prese, che le altre hanno quasi tutte perso ma, mentre c&#8217;è chi ogni tanto con le grandi riesce a fare qualche colpaccio, noi non riusciamo mai ad ammazzare una partita nemmeno contro le dirette concorrenti. Ora a Modena ci vuole la svolta, che non vuole dire un&#8217;inversione a U in autostrada, ma una prestazione di quelle con i CONTRO MARONI, perché sarebbe giusto che fosse lui quello che, dopo averci portato in B, ci porti anche a questa agoniata salvezza.<br>Che sarebbe stata dura lo sapevamo già, ma forse da lassù qualcuno ci ha preso per lontani parenti di Rambo in missione eroica (quella dei pompieri).<br>LA PRIMAVERA: se una rondine non fa primavera, oggi però ne sono arrivate almeno 2.000. Temperature da assedio a Sottomarina, gente in crisi psico-fisica incapace di affrontare il gap termico, tifosi che passavano dall&#8217;avere il passamontagna con sciarpa di lana al girare in canottiera con tanto di ascella fumante. Le meraviglie del microclima euganeo finalmente si palesano in tutto il loro splendore <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2763.png" alt="❣" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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		<title>LE PAGELLE BIANCOSCOPPIATE DI SAMP &#8211; PADOVA 1-0</title>
		<link>https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/le-pagelle-biancoscoppiate/le-pagelle-biancoscoppiate-di-samp-padova-1-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 09:55:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le pagelle biancoscoppiate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LA CUCINA LIGURE: dato che della partita c&#8217;è ben poco di pubblicabile (che non siano epiteti di andreolettiana&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">LA CUCINA LIGURE: dato che della partita c&#8217;è ben poco di pubblicabile (che non siano epiteti di andreolettiana creazione), ci lanciamo nella cucina ligure che ci ha rallegrato il colesterolo e i trigliceridi come una giocata di Silva sulla fascia. Mentre la focaccia, provata nella varie versioni (voto 9), ci ha lasciato un unto in faccia che spalmato fa anche da crema contro le rughe (vince quella al pesto, che sembra di farsi i fanghi Guamm), il fritto (con la panissa), cucinato con l&#8217;olio motore da imbarcazione, croccante e gustoso, ci ha deliziato lasciandoci una sete che ci saremmo bevuti anche le vasche dell&#8217;acquario (a proposito, i delfini ci hanno fatto un po pena). Il tutto alternato qua e là da qualche dolcetto, perché è giusto testare tutta la cucina locale.<br>Ps. Tutto ciò è stato ampiamente smaltito perché Genova è stata costruita tipo bosco verticale, tutta il salita. Scale e salite ovunque, un po&#8217; come il nostro campionato. Torno a casa con due chiappe di marmo alla Panzaggiato. Due/tre scale mobili ogni tanto pare brutto?&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t9f/1/16/1f61b.png" alt="&#x1f61b;"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">LO STADIO FERRARIS: costruito nel pieno centro di Genova, fra palazzi tipo casermoni, con un parcheggio grande come quello dell&#8217;Eurospin (ah, ma non è l&#8217;Appiani!?!), avrà pure i suoi anni, ma è bello che è una meraviglia. Ci si arriva in pullman, in motorino o a piedi e i tifosi si ritrovano nei millemila baretti che circondano lo stadio. Da fuori sembra un po&#8217; Valeria Marini, decadente e tacconata, ma è talmente tecnologico che per entrare manco mi hanno controllato il documento e la borsa. Si vede bene sia nel primo anello (dove si è praticamente a bordocampo), sia nel secondo, e pure nel terzo (che è un po una piccionaia che se &#8220;scapussi&#8221; (con l&#8217;olio della focaccia) finisci giù in panchina assieme a Pastina con un salto da medaglia olimpica.<br>SORRENTINO: is the new Mazzoni. Sul rigore di Brunori Sas smadonna come Benigni e Troisi in &#8220;non ci resta che piangere&#8221;. (questa pagella arriva da Marco da Londra)<br>LA DIFESA: Villa (che aveva fatto benino contro la Juvestabbbia) incappa in una giornata non storta, di più, e ne combina di tutti i colori (bianco ross e blu, appunto), con interventi poco intelligenti e una foga da liceale in gita d&#8217;istruzione (anzi, distruzione); gli altri, più o meno, arginano le avanzate blucerchiate anche se con un po&#8217; di patemi. Merita la citazione il nostro buon Barreca che, dopo un&#8217;ottima partenza, rischia pure il gol di pennellata su calcio di punizione, robe che, per esultare, dalla piccionaia al campo ci finivano lo stesso anche senza olio.&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/hashtag/lappuntamentocolgol%C3%A8solorimandatonoicicrediamo?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZaPkhWj6WTH08c6aEWh32qQgl3kyAoiuYeVfhoiWdg7w9G2wAyEMmuY7XcmKbPYTjTNj8az6gzTm5_AYYSb9Tb-ik5cf1rk6VdLX46tIqtZ3qomdH_9ReIJ041lHSaolPEtNaN8CLDUzIpkGBQ1p9pXEF3Zd2vsGmqlg2w-k4gRLzC6AG5ulmcY1bIXD1uXd0s&amp;__tn__=*NK*F">#lappuntamentocolgolèsolorimandatonoicicrediamo</a><br>Ma&#8230; ma.. ma. La notiziona del giorno, quella che ti fa sussultare dopo il pisolino post abbuffata e ti catapulta in una dimensione parallela, è nientepopodimeno che l&#8217;esordio di Pastina, che dunque esiste. Figura mitologica dalle sembianze umane, lo si era visto apparire un paio di volte in estate, quando ancora il sole batteva, per poi dileguarsi nel nulla come Babbo Natale. E invece ieri, non solo fa l&#8217;esordio, non solo supera indenne le parolacce che gli arrivano dalla panchina, ma non sbaglia un colpo. Azzanna gli avversari, difende coi denti, detta regole in difesa e ammazza due blucerchiati in un colpo solo nella stessa azione. Ah, oggi compie pure gli anni, chissà se si porta agli allenamenti e soffia la candelina su se stesso.<br>CENTROCAMPO: Harder la fa da padrona, cattivo come un ermellino in gabbia, recupera un sacco di palloni e corre come il vento. Varas si dà alla cucina ligure e mette in campo il PESTO, ma non incide come al solito. Di Maggio prende lo stesso scalino di Villa (e Seghetti) e sembra capirci poco. Di Mariano e Silva rimangono ancora due meteore sotto esame della NASA.<br>ATTACCO: a Bortolussi tolgono il suo orsetto del cuore Lasagna (rientrato ai box per problemi al drs) ed è più solo e spaesato di Castaway, si perde nei vicoli di Genova ed è ancora là che cerca come uscirne. Si vede finalmente (almeno nel tabellino) in campo Caprari, che così può insultarsi con Sgarbi.<br>IL MISTER: a Genova vuol fare bella figura e si vede, se non fosse per le parolacce col labiale che appaiono sul 670 pollici appeso alle colonne del Ferraris, leggibili in mondovisione. Si agita più di un budino quando lo si toglie dallo stampino e corre avanti e indietro come un tergicristallo (farà più strada di Di Mariano).<br>LO STAFF IN PANCHINA: stoici nel rimanere impassibili ad ogni sfuriata del mister (o forse erano manichini?), si prendono non tante parole, Molteni (ma a quanto ci riferiscono qualcuno non ce la fa più e finge un&#8217;espulsione per uscire dal campo).<br>I TIFOSI: grande lezione di tifo da entrambe le parti. Portare 1.200 tifosi (e convincere le morose il giorno di San Valentino!) a Genova non è poca roba. I padovani, belli e compatti, non smettono un secondo di incitare i biancoscudati e sebbene il Ferraris sia una bolgia, si sentono che è un piacere. Dall&#8217;altra parte.. va bene, ci siamo strofinati gli occhi col Vetriol, una curva così è davvero tanta roba e ci piace sottolineare la sportività con i loro complimenti sui social per il nostro tifo (vabbè dopo che 3 punti glieli abbiamo regalati potevano anche regalarci un po&#8217; di focaccia!). Bellissima la coreografia da San Valentino che ha sciolto i cuori di tutti.. con i soldi spesi chissà noi quanti difensori -sani- avremmo potuto comprare ..&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/hashtag/ghepensapastina?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZaPkhWj6WTH08c6aEWh32qQgl3kyAoiuYeVfhoiWdg7w9G2wAyEMmuY7XcmKbPYTjTNj8az6gzTm5_AYYSb9Tb-ik5cf1rk6VdLX46tIqtZ3qomdH_9ReIJ041lHSaolPEtNaN8CLDUzIpkGBQ1p9pXEF3Zd2vsGmqlg2w-k4gRLzC6AG5ulmcY1bIXD1uXd0s&amp;__tn__=*NK*F">#ghepensaPastina</a></p>
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		<title>LE PAGELLE BIANCOSCOPPIATE DI PADOVA &#8211; CARRARESE 1-0</title>
		<link>https://www.tifopadova.it/cuore-scudato/le-pagelle-biancoscoppiate/le-pagelle-bincoscoppiate-di-padova-cararese-1-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 16:05:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le pagelle biancoscoppiate]]></category>
		<category><![CDATA[CARRARESE]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LA PERLA FILOSOFICA DAL PARCHEGGIO EUGANEO: “savìo cossa che ve digo? Eo go duro come el marmo” .&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">LA PERLA FILOSOFICA DAL PARCHEGGIO EUGANEO: “savìo cossa che ve digo? Eo go duro come el marmo” . Game, set, and match (e Musetti, carrarese doc, muto.).</p>



<p class="wp-block-paragraph">SORRENTINO: dopo un primo tempo passato a fischiettare allegramente, nel secondo tempo gli si incrociano gli occhi a furia di vedere incursioni avversarie, ma come al solito, quando ha l’occasione, esce meglio delle squadre di Conte in Europa (e anche in Italia).</p>



<p class="wp-block-paragraph">VILLA: costruito in cemento armato. Non un sogno, ma una solida realtà. Ci è piaciuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">PERROTTA: con qualche passaggio da infarto ci fa schizzare la tachicardia a livelli da ricovero, ma fa comunque buona guardia, terminando la partita con la fedina penale intatta. Rischia la vita cercando di fermare il Mister durante la rissa a fine partita, segno che il Perrotta paura non ne ha.</p>



<p class="wp-block-paragraph">BELLI: senza Capelli disputa comunque una partita positiva, e non per l&#8217;ufficio doping. Batte il record mondiale di spazzate da incallito giocatore di curling.</p>



<p class="wp-block-paragraph">BARRECA: finalmente entra in campo con la motosega fra i piedi e la grinta nelle vene. Fa buona guardia in difesa, allontanando le incursioni nemiche con rilanci nella stratosfera. A fine partita esulta come un bambino al lunapark, forse perché sa che finalmente gli arriverà una pagella decente. <img decoding="async" height="16" width="16" alt="&#x1f603;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t51/1/16/1f603.png"></p>



<p class="wp-block-paragraph">HARDER: si è conquistato il posto fisso, roba che qua in Italia, per un giovane, è rara come i capelli di Vin Diesel. Bravo a recuperare un sacco di palloni come un’aspirapolvere, peccato che la sua precisione nel mirare l’unico difensore che lo separa dalla porta è da cecchino di biathlon moderno. Ma a noi piace soffrire…</p>



<p class="wp-block-paragraph">FUSI: ci piacerebbe vederlo giocare ad hockey sul ghiaccio, e là chissà quanta gente manderebbe al reparto ortopedia. Noi però ce lo teniamo là stretto in mezzo al campo di calcio, perché una grinta e un cuore così valgono tutti gli sport olimpici messi assieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">VARAS: ritrova di fianco il suo compagno di risse Fusi e gioca con la mannaia in mano. Nel secondo tempo si sacrifica per difendere il fortino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">SEGHETTI: nel primo tempo con il suo compagno di reparto Lasagna corre dappertutto facendo venire il sangue agli occhi ai carraresi, che cercano di inseguirlo anche negli spogliatoi. Devono averlo poi raggiunto, perché da lì non ne esce più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">DI MARIANO: un po’ spaesato alla prima da titolare all’Euganeo, passa un tempo guardandosi in giro e chiedendosi come mai uno scatafalco del genere possa essere considerato uno stadio di calcio. <a href="https://www.facebook.com/hashtag/ticiabituerai?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZby8CLLRRyauiNfPxQIh4ag4UQIAz27SS3dRNndGnqm8nS0YT9EU3FSpyW9ndotn4hmakuaa0z5sjFjhlzbq2aXpheR6r_WF0ma6PamlEKFp00oR9Un8Byjvm4EmprulJ_Zv17ZDXRAVzfCFMPpXm0-9ib4m8e7VK7T93sHxLWhr-QQsJO_nq3wL9EZ28hukX4&amp;__tn__=*NK-R">#ticiabituerai</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">LASAGNA: KEVIIIIIINNNNN!! (cit.)</p>



<p class="wp-block-paragraph">La lasagna è un tipico piatto italiano costituito da strati di pasta che corre un sacco, alternati a condimenti come ragù, imbucate, falli subiti, besciamella, scatti in avanti e formaggio, cotti al forno. Originario dell&#8217;epoca greco-romana, il termine deriva dal latino lasănum (recipiente, da 3 punti). Esistono molte varianti regionali, ad esempio quella carrarese che, data la pesantezza e la consistenza, rimane facilmente sullo stomaco agli avversari, soprattutto se consumata la sera. Partita semplicemente immensa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">BORTOLUSSI: entra e fa capire subito l’importanza di essere se stesso: recupera palla, la tiene, alza la squadra, prende la solita quintalata di botte e aiuta anche lui in difesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">DIMAGGIO: entra a sacrificarsi con cilicio e rosario a dar man forte a centrocampo. Anche stavolta per poco non ci scappa il gol, ma come per Harder, a noi piace soffrire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">SGARBI: nel finale chiude la saracinesca della difesa con il Millechiodi e si diverte ad insultare un po’ di avversari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">FAEDO: scusi, chi ha fatto palo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">GIUNTI: all’esordio in quello che sarà la sua futura casa (e già qua a vedere l’Euganeo gli scendono le lacrime), gioca un’ottima partita facendo capire che, nonostante la giovane età, la rogna rissosa ce l’ha già nel Dna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">IL MISTER: parte in quarta già dagli spogliatoi mandando al creatore chiunque gli si pari davanti (porta chiusa compresa) e lancia acuti tipo la Pausini con l’inno di Mameli. Dopo un ottimo primo tempo, nel quale mette in campo una formazione a trazione anteriore, nella ripresa vede il pubblico troppo tranquillo e rilassato e decide così di far salire ansia, tachicardia, apnee notturne e palpitazioni, cambiando modulo e chiudendo col catenaccio e le tenaglie la difesa, senza pensare che, se va avanti così, noi mica ce la facciamo fino a fine campionato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A fine partita, non contento, se la prende dando il via ad una rissa da farwest con var, arbitro, fotografo, steward della est e team managar carrarese (che sta ancora piangendo in mezzo al campo). Viene placcato a fatica prima da Lasagna, che con dolci carezze cerca di allontanarlo, e poi da Perrotta, che lo alza da terra come un soprammobile e lo caccia via. Solo Sorrentino però, con l’aiuto dei suoi guantoni magggici profumati, riuscirà a calmarlo (forse perché sviene). Con lui si agiterebbe pure la camomilla alla melatonina Sogni d’oro, ma a noi ci piace folkloristico così.</p>



<p class="wp-block-paragraph">IL TEAM MANAGER CARRARESE: sprezzante del pericolo, per far vedere che lui “cel’ha di marmo”, ha la bellissima idea di mettersi contro il Mister a fine partita, face to face, cheek-to-cheek, non sapendo di andare in contro alla morte. Viene trasformato in sale con uno sguardo e una serie di epiteti in rima baciata bergamasca che avrebbe fatto impallidire qualsiasi muratore. Coraggio da vendere, magari fa plusvalenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">LA SALA STAMPA: ormai è diventata un muro del pianto, uno sfogatoio tipo Grande Fratello. Stavolta, a rivendicare rigori, furti con scasso, estorsioni, rapimenti e partite dominate è il turno del vice allenatore Padovano, che gli si addicerebbe di più il cognome Vicentino. La lotta per il premio finale si fa sempre più agguerrita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I PANNOLONI: chiedo per un amico: ce li passa la mutua? Sono detraibili come spese mediche? Perché se va avanti così ora di fine campionato ci tocca comprarli in stock, ma per la salvezza siamo disposti a diventare anche incontinenti</p>
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		<title>LE PAGELLE BIANCOSCOPPIATE DI PADOVA &#8211; VIRTUS ENTELLA 2-1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 14:58:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le pagelle biancoscoppiate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>FORTIN: Dicesi &#8220;AGUASSO&#8221;: brina, guazza, rugiada che nelle serate autunnali fa capolino, nelle ore notturne, bagnando e rendendo&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">FORTIN: Dicesi &#8220;AGUASSO&#8221;: brina, guazza, rugiada che nelle serate autunnali fa capolino, nelle ore notturne, bagnando e rendendo scivolose erba, piante, scarpe, savatte, mudande&#8230; E anca i guanti de Fortin. Vedi sul goal.<br>Vabbè, càpita, fortunatamente tira fuori un phon (prestatogli da Capelli ovviamente) e, asciugatosi per bene, torna il nostro Toni Suga-man preferito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">DIFESA: un Faedo ispirato, anzi aspirato, come il motore che spinge le sue lunghe leve: instancabili sgroppate e rincorse all’avversario di turno. A pensarci bene ci ricorda più un Ciao truccato&#8230; Ghe manca soeo do impenade!&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/tdd/1/16/1f6f5.png" alt="&#x1f6f5;"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sgarbi amministra con calma (a volte forse troppa) ma ha il grande merito di farsi placcare in area urlando &#8220;ero svincolato, ho avuto un sacco di infortuni, sono fragile, ahiaaaa&#8221; facendo intenerire il VAR. Decisivo, un po’ come Perrotta che ci mette sempre lo zampino, lo zampone e il cotechino quando serve.</p>



<p class="wp-block-paragraph">CENTROCAMPO: La sensazione è che il centrocampo, nel centro del campo, fatichi a centrocampizzare. Fusi regala generosità e corsa ma spara la sua cartuccia addosso al palo ricordando il miglior Kreek, soprattutto per le bestemmie in olandese. Crisetig ha il contagiri difettoso e va un po’ a rilento,<br>Varas gioca in un ruolo un po’ oscuro, tanto che anche lui nel primo tempo non riesce a capire da che parte andare, puntando spesso il McDonald di Corso Australia. Il mago Silva entra di fisico e regala solidità nei minuti finali, tentando di far sparire il pallone. Capelli (&#8220;Caveji marca el peà!&#8221; perla captata in tribuna) punge ma forse troppo leggerino, anche di convinzione&#8230; Dai che non ti spettini&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t6c/1/16/1f4aa.png" alt="&#x1f4aa;"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Barreca alterna momenti di spolvero, con tanto di sinistro messo in morsa e finalmente con il contagiri a momenti di oscurità e introspezione, con espressioni facciali che sembrano tradire il più classico &#8220;dove casso so finío a xugare&#8221;&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t53/1/16/1f605.png" alt="&#x1f605;"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">HARDER: lo chiamano principe: non per gli occhi azzurri, non per la chioma fluente bensì per il poster di Giannini della Roma che aveva in camera da bambino. Entra sfoderando il nuovo balsamo e, per celebrare l&#8217;arrivo dell&#8217;autunno, spara un&#8217;allegra castagna toma toma cacchia cacchia facendoci godere come ricci (non quelli delle castagne).<br>Qualità, gamba, signorilità: noi lo avevamo già capito quando ha firmato il contratto con piuma d&#8217;oca e calamaio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">ATTACCO: Beh, per Bortolussi abbiamo finito gli aggettivi. È quasi commovente quando prova a immolarsi al 111’ tipo quelli che vanno contromano in parcheggio a fine partita. La nostra Lasagna, invece, è ancora in forno. È una questione di cottura, prima o poi capiremo come portarlo a puntino rendendo “gustose” le prossime partite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">LA SQUADRA: tradisce evidenti (Paolo) Limiti, soprattutto fisici e mentali. Ma se ai primi poco puoi fare (non vorremmo sbagliare ma le diete ad anabolizzanti e proteine dovrebbero essere ancora vietate da regolamento), sono i secondi i più pericolosi, che del resto hanno bloccato la squadra, almeno fino al pareggio. Su questo possiamo e dobbiamo lavorare, con fiducia e ottimismo, perché la palla è rotonda e, soprattutto, ricordiamoci che perfino Roger Rabbit è riuscito a trombarsi Jessica Rabbit.</p>



<p class="wp-block-paragraph">MISTER ANDREOLETTI: Nel giorno di San Matteo sfodera una nuova mise che, ai più, ricorda clamorosamente un pigiama: tanto sapeva che con l&#8217;Entella si potevano dormire sonni tranquilli&#8230; Seeee pare vera!!!<br>Ha il merito, soprattutto a fine primo tempo, di trasmettere calma e lucidità ad una squadra in evidente difficoltà di idee, camuffata però in campo dalla solita, esplosiva, rabbia schiumosa e omicida placata dal taser del suo vice. Due chicche: a fine partita, sotto la Fattori, da solo, ad applaudire i tifosi e quelle parole &#8220;senza questo pubblico non avremmo vinto&#8221;. Piacione, accattivante e seduttivo come i migliori democristiani: non sei Caneo ma ormai lo stai per superare&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t75/1/16/1f618.png" alt="&#x1f618;"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">IL VAR: eravamo quattro amici al Var che, tra una birra e l&#8217;altra, si davano parecchio da fare, sempre più affezionati al Padova. La distanza sul fuorigioco di Perrotta non bastava (&#8220;delle dimensioni tipo Rocco Siffredi&#8221; cit. Elio e le storie tese), ecco spiegato il ritardo nella decisione di annullare il gol a Bortolussi. Poi il rigore per il placcaggio stile rugby su Sgarbi. Certi sgarbi in area, in effetti, meglio evitarli, ma se non li segnali diventano sgorbi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">IL GUARDALINEE: si vedeva già dall&#8217;inizio che l&#8217;incedere non era dei migliori: corsa bloccata, paura di allungare la gamba, timore di osare, qualità annegata nella fragilità, e taac&#8230; Eccoti l&#8217;infortunio muscolare. Poi abbiamo scoperto che era Baselli.&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/hashtag/cheavacca?__tn__=*NK*F">#Cheavacca</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">IL CONTROSOFFITO CROLLATO NEL BAGNO DELLE DONNE: gettatosi a terra invocando il Var per ottenere un rigore, gli ricordano però di essere un cesso di uno stadio cesso, e siccome per fortuna nessuno si è fatto male, comunque vada sarà su un cesso (recitava così?&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t4f/1/16/1f601.png" alt="&#x1f601;"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">)</p>



<p class="wp-block-paragraph">IL TIFO: carico, energico, ritmato, con tanta energia positiva, cori già mezz&#8217;ora prima dell&#8217;inizio, tribuna spesso a traino e cassa di espansione ai cori, incitamento continuo, anche e specie nei momenti più duri, zero contestazioni e invettive se non ad avversari, arbitro, Var&#8230; E veneziani.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t75/1/16/1f618.png" alt="&#x1f618;"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questi ragazzi, questo mister meritano aiuto, spinta, pacche sulle spalle e tanta fiducia, nonostante tutto!<br>AVANTI MAGICO BIANCOSCUDO&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t8d/1/16/26aa.png" alt="&#x26aa;"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t6e/1/16/1f534.png" alt="&#x1f534;"/></figure>
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