LE PAGELLE BIANCOSCOPPIATE DI AVELLINO – PADOVA

LE PAGELLE: per evitare di commentare l’uscita dal parcheggio dell’Euganeo, ci eravamo presi una pausa-pagelle infrasettimanale, confidando di arrivare a quelle di sabato carichi come molle. Oggi invece siamo quasi a rischio codice penale, ma cercheremo comunque di riassumervi in poche parole -e tante bestemmie, con una birra in una mano e il rosario nell’altra- quel che è successo in terra irpina (in manco se sfoghemo).
I 156 PADOVANI AD AVELLINO: non si può non aprire con loro, eroici come pochi, coraggiosi, eccezionali, si sobbarcano un viaggio della speranza che poi si trasforma in un viaggio horror, e non perché la benzina è arrivata a 2 euro. Loro però non demordono, si sentono anche in tv nella bolgia del Partenio e li incitano fino alla fine, riservando qualche applauso anche nel finale, forse perché speravano di aver fra le mani la faccia di Silva.
SORRENTINO: ci fa un po’ di tenerezza, perché per essere forte è fortissimo, e ne prende tante perché l’Avellino tira più di un pippomane alle feste milanesi. Ha i riflessi di un puma amazzonico, la presa sicura di Bud Spencer, ma a volte deve alzare anche lui bandiera bianca, soprattutto se davanti si trova un certo Russo che gli tira una martellata sul muso a 200 all’ora. Riuscire comunque a giocare in squadra con Silva senza mettergli i guantoni addosso lo candidano di diritto al premio nobel per la Pace.
SGARBI: dopo l’accoppiata con Pastina da fratelli Sgarbagher, dopo neanche 20′ deve uscire dal palco, sfaldando già la coppia e annullando i prossimi concerti. Per favore, fatelo guarire con un po’ di acqua santa.
VILLA-PASTINA: sembra il nome di una casa per ritiri spirituali nei Colli Euganei e, in effetti, un po’ di meditazione non farebbe male. Il loro dovere di spazzolatori magggici lo fanno con puntualità ma la precisione è una cosa che appartiene ad un altro vocabolario, e forse ad altre paia di scarpe.
BELLI: per 90 minuti regge, anche se un po’ in riserva alla terza partita settimanale, soprattutto quando dalle sue parti entra Russo che gli fa vedere sorci e tatuaggi ovunque. Nel recupero va in fusione come il rettore di Chernobyl e succede il patatrac anche se qualcuno una mano avrebbe potuto anche dargliela, e non stiamo parlando del Padre Eterno.
FAEDO: salva con un tackle kamikaze su Patierno un’occasione colossale campana, poi fatica tantissimo anche lui, sia a fare incursioni che a provare a tirare tanto che a fine primo tempo rimane chiuso in ostaggio negli spogliatoi. Chissà se qualcuno è andato a liberarlo.
CAPELLI: (non quelli di Ballardini) irriconoscibile rispetto alle partite precedenti, provano a cambiarlo in così tante posizioni che a lui il kamasutra gli fa un baffo. Finisce che non ci capirà più un cazzo manco lui, infatti spara un cross parabolico nella stratosfera che prenderà anche TeleCapodistria con i filmini sozzi dopo le 11 di sera.
FUSI: si impaltana come Indiana Jones sulla spiaggia sintetica del Partenio (a proposito: ma che ci avevano buttato per terra??). In più, ha qualche problema di calibrazione dei piedi che gli causa più di qualche passaggio al vento. E’ comunque sempre uno degli ultimi a mollare.
CRISETIG: entra in campo con la verve e l’eleganza di Kevin Kostner per ballare coi lupi ma finisce che i lupi se lo magnano dopo pochi passaggi. Un altro giocatore rispetto a quello visto a Modena.
DI MARIANO: vince a mani basse la sfida di tatuaggi con i campani, se non altro i suoi sembrano meno tamarri, ed è tutto dire. Sembra essere l’unico in giornata in grado di inventarsi qualcosa e lo fa nel secondo tempo quando scanocchia una bomba in direzione incrocio che per punizione divina si infrange sulla traversa, segno che magari PROVANDO ANCHE QUALCHE TIRO DA FUORI MAGARI PRIMA O POI VA DENTRO MA POSSIAMO FARE QUALCHE TIRO DI PIÙ IN PORTA ANCHE DA FUORI PER FAVORE?!?.
LASAGNA: si presenta in campo che sembra già cotto e scotto. Prova qualche reazione in avanti ma è più solo di Sal Da Vinci in concerto a Bressanone e i suoi scatti vengono prontamente stanati dai marcantoni avellinesi. Avrebbe però ben due palle clamorose per cacciarla dentro, ma manca di lucidità-precisione-cattiveria-rabbia-velocità-unpòdiculo. Urge urgente ricarica di ragù.
BUONAIUTO: la sua partenza dall’inizio non produce gli stessi effetti modenesi, anzi. Lontano da Lasagna, altrettanti da Di Mariano, si perde fra i tatuaggi, forse confuso da tutte quelle scritte e sembra non riuscire a colmare la frattura chilometrica fra il centrocampo e l’attacco. Averlo tenuto in campo però non sarebbe stata una brutta idea, giusto perché era l’unico di pericoloso che avevamo.
SILVA: ha un po’ l’effetto della videocassetta di The Ring. Commentare la sua partita senza usare asterischi e parole censurate è un’impresa davvero titanica. Come diceva la poesia? Silva, ri-membri ancora quel tempo della tua vita mortale quando dribbiling e passaggi corretti splendea e negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, e tu lieta e pensierosa il limitare della fascia destra salivi?
Gli viene data la millerrima possibilità di dimostrare le sue doti tecnico/tattiche di cui tutti parlano e di cui nessuno ha mai visto la benché minima ombra (se non quella di vino) e lui che fa? Tira fuori dal cilindro una prestazione irritante come l’ananas con la pizza, come il sale nel caffè, come la benzina a 2 euro al litro, e potrei andare avanti all’infinito come la Zia di Sensualità a Corte. Passaggi elementari sbagliati, palle buttate fuori in rimessa senza pressing, finte a caso, giocatori lasciati andare verso l’area di rigore senza manco tentare un disturbo (che ne so, poteva ruttare per distrare Russo!). Si è parlato tanto di mentalità, di voglia di lottare su ogni pallone.. ma ci pare che, viste anche le performance precedenti, il tempo per lui sia un po’ scaduto. A meno che il vigile Urbano Cairo ci abbia promesso un abbonamento gratis a Tuttosport in cambio di farlo giocare.
GIUNTI-VARAS: entrano ma non brillano.
DI MAGGIO: manca ancora do mesi. C’è più confusione nella sua prestazione che nella strada di Chiesanuova col cantiere del tram. E quel retropassaggio a 200 all’ora a Sorrentino…
BIASCI: ah, sempre un grande. Col Biancoscudo dà sempre il massimo, come se dovesse giocare una finale playoff, come ad Alessandria. Encomiabile la sua grinta. Grazie!

BALLARDINI: occhiale scuro contraffato rifilatogli alla stazione per tutta la partita, tutone ignorante smanicato, si presenta in sala stampa col berretto da scassinatore giamaicano, anche se oggi di rubato non ha proprio nulla. Partita meritatamente portata a casa con giocatori che, entrati dalla panchina, hanno risolto la partita e ci hanno creduto fino alla fine. Sto giro, il premio conferenza stampa, dobbiamo darlo proprio a lui.
IL MISTER: sto giro altro che in punizione dietro la lavagna.. lo avremmo rinchiuso volentieri in magazzino, senza cena (anche se forse lui si nutre solo di rabbia). Quelli della Tv gli tolgono l’audio, gli evitano primi piani per non leggere il labiale e per tenerlo buono gli piazzano pure il quarto uomo a marcatura stretta che pare sia tornato a casa in preda a paranoie religiose. Cerca di fare una formazione buttando in campo quelli che stanno ancora in piedi, ma al di là della fisicità (già dai primi minuti ci parevano un po’ tutti cotti) c’è mancato proprio qualcosa a livello mentale, cosa che troppo spesso è mancata negli scontri diretti, e non riusciamo proprio a capire perchè. Sarà perché è timido, ma dovrebbe provarci e osare di più, dopotutto quando lo ha fatto a Modena il rimorchio è riuscito alla grande.
Ora, la parola d’ordine è evitare catastrofismi, perchè il campionato è ancora lungo, ma è anche vero che i campionati di solito si decidono a marzo e a marzo abbiamo una via crucis che si chiama Catanzaro-Venezia-Palermo-Frosinone ed è necessario -ora come non mai- stare vicino alla squadra e far sentire la nostra presenza (soprattutto a Silva, aggiungerei). Quindi, dati alla mano, se con le dirette concorrenti il trend è quello di provocare disturbi al basso ventre che manco il Gaviscon funziona, c’è la speranza che qualcosa si riesca a portare a casa dagli scontri con le corazzate più quotate, anche se in questo momento sembriamo più la Poteomkin.

Piccola postilla: giusto per curiosità, abbiamo dato un occhio ai nostri risultati precedenti e abbiamo notato che ben 14 gol su 36 (quasi la metà), sono stati presi negli ultimi minuti di gioco (dal 40′ in poi del primo tempo e dall’87’ in poi), lasciando per strada più o meno una svalangata punti. Quindi le cose sono 2: o facciamo una regola nuova che le partite le facciamo durare 40′ per tempo senza recupero, oppure la tiriamo avanti finchè non segnamo di nuovo anche noi, tipo come il Vicenza l’anno scorso a Trento.