LE PAGELLE BIANCOSCOPPIATE DI PADOVA – BERI 1-1

L’USCITA DALL’EUGANEO: anche stavolta, complice il risultato, la si affronta con le stesse motivazioni di un gatto quando va dal veterinario per la castrazione. Non bastavano una partita di merda, le perquisizioni corporali all’ingresso (ah, ma non è il Marassi?), il sole tropicale che ci ha lessato le ascelle e tolto due diottrie (deve aver rincoglionito pure il guardialinee sotto la est perché non ne ha presa una), ma, puntuale come il Festival di Sanremo, è arrivato anche l’intasamento Euganeo. Stavolta è stato battuto ogni record mondiale di permanenza, che ha fatto elevare al firmamento una serie di hit profane che in confronto Vaffanculo di Masini era un’ode all’amore. Poi, a creare casino al casino, come in una manovra d’attacco del Padova, ci si mettono pure i vigili, impassibili ad osservarti con sguardo inquisitorio, con il loro invito con la manina a proseguire avanti. E dove cazzo vuoi che vada? Torno in parcheggio a fare altra coda? Ma non preoccupatevi che in Comune continuano le riunioni tecnico-tattiche fra Gianni, Pinotto, il Genio della Lampada, Arsenio Lupin, la Fata Turchina e il Mago Otelma per trovare una soluzione, che pare più difficile che finire il cubo di Rubik con i piedi.
LA CURVA DELL’EUGANEO: i lavori procedono a ritmo così veloce che pare sia rimasta gente appositamente fuori ad ammirare il cantiere e la ruspa a 4 cingoli motrici in esposizione. Sono apparsi nell’ordine: nuova spianata sotto-curva (dove piazzeranno i nuovi tornelli a raggi X), nuovo stampo per colata di cemento retro-porta (forse per tumularci dentro Ghiglione), finestre a doppio vetro prese in sconto dalle televendite di Mastrota, verandone con vetro invisibile per far arieggiare i locali, muschiata verde pisello pronta per il presepe 2026-27, zaino dimenticato fra i gradoni con dentro pranzo al sacco e spostamento di bancali da ambo i lati modello tetris.
SAN SORRENTINO: medaglia d’oro olimpica nel salvataggio delle chiappe del Padova, con una parata che sa tanto da pannolone contenitivo, compie il solito miracolo quotidiano salvando nel finale il risultato con un riflesso da gatto strafatto di LSD.
LA DIFESA: medaglia d’oro nel combinare cagate nei minuti di recupero, se non fosse stato per quella castronata che ha lasciato solo Piscopo -libero di fumarsi anche un cannone prima di tirare-, svolgerebbe senza particolari patemi il proprio compito, anche perchè gli attaccanti Baresi hanno la stessa vitalità di Franco. “Se non fosse stato per quella castronata”, piccolo appunto… Sgarbi e Perrotta dirigono il traffico, il secondo particolarmente attivo parte ri-sfoderando l’armadio Ikea a 4 ante, Francesco sulla fascia intento a limonarsi il sole (perchè il sole bacia i Belli), su Barreca (che era partito con un missile tanto che eravamo pronti a sfornare una pagella da 110 elllode) sorvoliamoci sopra, con un cacciabombardiere.
I TEMPI DI GIOCO: se si potesse fare una nuova regola per fare durare i tempi di gioco solo 40 minuti, senza recupero…. se solo si potesse…. 🙄🙄
CENTROCAMPO: a metà medagliere, senza infamia e senza gloria, il centrocampo svolge il suo compitino (nonostante un Harder sempre più toster ed MVP di giornata), anche se ci si aspettava qualcosa in più, tipo bave alla bocca e una careficina. Nel secondo tempo, dopo essersi scolati della camomilla in spogliatoio con la Valeriana (che no xè la custode dell’Euganeo), batte il record mondiale di retropassaggi (che già gli apparteneva), come se il pallone fosse una bomba esplosiva di Willy il Coyote. Pietro e Capelli un po’ Fusi e confusi, col secondo, un po’ spaesato, che ha sparato un paio di palloni ai suoi amici immaginari di infanzia: passare a giocare dal Marassi a Padova è un shock psicologico che effettivamente non avevamo calcolato.
ATTACCO: Buonaiuto e DiMariano sembrano in sintonia, sarà per via dei tatuaggi in comune che occupano una superficie pari al Molise e danno in via a interessanti manovre offensive, peccato che per fare gol bisogna buttarla dentro. Bortolino un po’ in ombra -anche al sole- avrebbe la chance di concludere in rete l’azione del millennio, ma preferisce non regalare una gioia ai tifosi, che magari vedendone si illudono.
IL MISTER: Se a Genova lo spirito di San Valentino non ha fermato il suo incidere violento, figuriamoci oggi che era un semplice e malcapitato San Damiani. A restare in tema olimpico, Se gli avessero dato lo spazzettone del curling, avrebbe trovato il petrolio sotto la panchina. Però stavolta, concedetecelo, a finire dietro la lavagna ci mettiamo proprio lui, e non abbiamo paura, nonostante vi stiamo scrivendo da una località protetta. Si perché, al di là di schemi, occasioni e motivazioni, questa partita era assolutamente da vincere, col cuore e coi denti, non solo per guadagnare punti dalla zona bollente ma soprattutto per dare una carica di fiducia da 1000 volt e mettere un po’ di formiche rosse nelle mutande agli avversari.. e invece anche stavolta è mancato sempre quel qualcosa in più che ultimamente sembriamo aver perso.
Va bene che la classifica è stata mossa, che non le abbiamo prese, che le altre hanno quasi tutte perso ma, mentre c’è chi ogni tanto con le grandi riesce a fare qualche colpaccio, noi non riusciamo mai ad ammazzare una partita nemmeno contro le dirette concorrenti. Ora a Modena ci vuole la svolta, che non vuole dire un’inversione a U in autostrada, ma una prestazione di quelle con i CONTRO MARONI, perché sarebbe giusto che fosse lui quello che, dopo averci portato in B, ci porti anche a questa agoniata salvezza.
Che sarebbe stata dura lo sapevamo già, ma forse da lassù qualcuno ci ha preso per lontani parenti di Rambo in missione eroica (quella dei pompieri).
LA PRIMAVERA: se una rondine non fa primavera, oggi però ne sono arrivate almeno 2.000. Temperature da assedio a Sottomarina, gente in crisi psico-fisica incapace di affrontare il gap termico, tifosi che passavano dall’avere il passamontagna con sciarpa di lana al girare in canottiera con tanto di ascella fumante. Le meraviglie del microclima euganeo finalmente si palesano in tutto il loro splendore ❣️