Editoriali

Forsa tosi, demoghe dentro

Ph: Agenzia Grafica Piran, Calcio Padova

Siamo ai nastri di partenza. Finalmente.

A poco più di due mesi dalla serata – colma di zanzare, umidità e rimpianti – di Alessandria, il Padova è di nuovo al “via”, schierato dal suo condottiero Andrea Mandorlini per una stagione da protagonista.

In tempi quasi surreali, tra gare recuperate in fretta e furia in piena estate, stadi chiusi e regole sempre in divenire per contrastare questo scomodo e subdolo virus, il DS Sogliano ha lavorato in silenzio, con dedizione ed attenzione ai dettagli.

Poco attento, per fortuna, alle sconclusionate voci da bar dello sport che l’hanno fatta da padrone a più riprese sui social (“Servirebbe un attaccante da 20 gol. Anzi no, 25. E poi un centrocampista, e un altro difensore. Anzi due, o tre, perchè no?”), Sogliano, ha invece badato al sodo. Concentrandosi su una lista di nomi che pian piano hanno plasmato una rosa dalla spina dorsale importante. Ecco allora (partendo dalla linea di porta) i vari Vannucchi, Valentini, Gasbarro, Della Latta, Saber, Jefferson, Jelenic, Paponi. E ancora, le conferme di Kresic e “ghiaccio bollente” Hallfredsson, il colpo in prospettiva Franchini, le trattative per un altro esterno offensivo di peso. Mica bruscolini, per un’iniezione di fiducia tanto necessaria quanto dovuta alla tifoseria dopo un’annata balorda.

Lo diciamo sottovoce, un po’ per dovuta scaramanzia, un po’ perchè la stagione si preannuncia all’ultimo sangue vista la forte e agguerrita concorrenza (Triestina, Perugia, Sambenedettese e le solite imprevedibili outsider siedono al nostro tavolo). Questo Padova, però, sembra prendere forma come una delle compagini che davvero potrà dire la sua per la vittoria finale. Per la presenza di una società ben strutturata, per la direzione sportiva “poche parole e spazio ai fatti” e per la guida tecnica che rappresenta un lusso assoluto per la categoria.

Padova non merita di rimanere in Serie C, e – seppur in tempi difficili e con un ritorno allo stadio avvolto da una nube di mistero, per ora – tutto quello che un tifoso può fare è mordersi la lingua di fronte al primo passaggio sbagliato, sostenere e stringersi attorno a questa squadra seppur da… remoto.

Si ricomincia, chiariti i dubbi su possibili scioperi di categorie sindacali e quant’altro. All’Euganeo, con cancelli ancora sigillati, arriva l’Imolese. Non lo nascondiamo, un pizzico di emozione per il “debutto”, c’è e ci sarà sempre.

Allora, forsa, tosi, demoghe dentro!

Ph: Agenzia Grafica Piran, Calcio Padova

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