Editoriali

Ora parli il campo

Sontuosa.

Quale miglior aggettivo per descrivere la campagna acquisti biancoscudata nell’estate 2021? Sean Sogliano non aveva un compito semplice, a margine del tragico (sportivamente parlando) finale di stagione scorsa. Far fronte a qualche fisiologico addio – per motivi di… età, più che per questioni prettamente tecniche – e consegnare al nuovo tecnico Pavanel una squadra se possibile ancor più forte di quella già di per se fortissima del campionato passato.

Ecco dunque Donnarumma tra i pali, il ritorno di Valentini, con Kirwan e Monaco a puntellare la retroguardia (complice la partenza di Kresic). E ancora, Settembrini e Busellato a rinforzare la mediana, con gli arrivi di Terrani e Ceravolo davanti, assieme a Chiricò. Ad aggiungersi, l’addio definitivo di Paponi, e quelli temporanei di Buglio, Moro e Baraye.

Alzi la mano chi ha ancora dei dubbi. Il direttore, con il placet di patron Oughurlian, ha condotto una serie di operazioni da capogiro per una squadra di Lega Pro. Una compagine che ora – senza alibi – ha tutto e forse di più per vincere questo campionato. Lottando, certo, perché ci sarà da soffrire contro avversarie altrettanto agguerrite. Con la consapevolezza di avere un organico forte, fortissimo, con potenzialmente due squadre di quasi pari livello, per sfondare.

A voler trovare il pelo nell’uovo, Pavanel avrà problemi di… abbondanza. Con la rosa completa a disposizione e nell’ottica del 4-3-fantasia a cui si ispira il tecnico veneziano, ci saranno esclusioni importanti a cadenza settimanale. Si pensi al parco attaccanti, che ora può contare sulle prime punte Ceravolo e Cissè (quest’ultimo in lenta fase di recupero, è vero), due attaccanti duttili quali Nicastro e Biasci, e ben quattro esterni offensivi del calibro di Chiricò, Jelenic, Bifulco e Terrani.

Capitolo centrocampo. Si invocava un vice-Ronaldo, un regista puro che potesse accettare di vivere nell’ombra del brasiliano. Si è puntato invece su Massimiliano Busellato – altro nome altisonante per la C – che regista vero non è. Pur avendo giocato da perno basso in più occasioni in carriera, l’ex Cittadella è un centrocampista vecchio stile, di quelli velenosi dalla corsa sfrenata e dal piede buono. Può essere adattato a regista, come può fare la mezz’ala. Sarà lui la freccia in più nell’arco di Pavanel, che con questo organico (azzardiamo noi) potrà permettersi anche di fare a meno di un playmaker di ruolo, spostando le proprie pedine sullo scacchiere.

I biancoscudati, infatti, potranno giocare con qualunque modulo. Il 4-3-3 già visto per oltre un anno e mezzo alle nostre latitudini, il 4-3-2-1, il 4-3-1-2 con un rifinitore alle spalle di due punte di movimento (Ceravolo-Biasci fanno paura solo a nominarli), o addirittura il 4-2-4, che Pavanel ha sperimentato in passato a Trieste. Anche la difesa a tre (con Pelagatti, Andelkovic e Gasbarro pronti a dire la loro) è un’ipotesi reale.

Cosa volere di più? Difficile dirlo. Ora parli il campo, dove c’è da correre, da lavorare di squadra, senza malumori o mugugni di sorta. Siamo certi che un’occasione importante in questa stagione ce l’avranno tutti. Forza ragazzi, riportateci dove meritiamo di stare!

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