Editoriali

Mercato chiuso: ora servono orgoglio e attributi!

La finestra di mercato è – finalmente – chiusa, a doppia mandata. Con essa spariscono anche la ridda di voci, panzane e presunte esclusive che accompagnano il decorso di ogni calciomercato che si rispetti.

È stato un mercato di rafforzamento, più che di riparazione, per il Padova diretto da Sean Sogliano. Un mercato strano, se vogliamo, perché paragonabile a quello di una squadra di Serie B di media graduatoria per la caratura dei nomi giunti all’ombra del Santo da club per lo più di categoria superiore. Rossettini, Biasci, Firenze, Chiricò, Cissé, Dini: sei nomi da far invidia a chiunque, per rinforzare una rosa già molto importante di suo. Il Padova si è persino preso il lusso di disfarsi di un Beretta mai utilizzato, di Buglio, Soleri, Valentini, Fazzi, e Jefferson, buona parte dei quali potenziali titolari in una qualunque altra compagine di Lega Pro.

Lo ammettiamo, ci è parso di rivivere un po’ i tempi del “Cavalier Confusione”, nelle ultime giornate di Gennaio. Vuoi per le porte girevoli in casa biancoscudata, vuoi per la serie di operazioni sontuose in entrata a fare da contraltare a un momento delicato per la squadra. Il Padova di oggi è una squadra che può giocare con qualsiasi modulo, ammesso e non concesso che sia nella tattica il punto debole di Ronaldo e compagni. La nostra è una squadra costruita per il 4-3-3, ma che può adattarsi al 4-2-3-1, al 4-3-1-2, addirittura alla difesa a tre con un più bilanciato 3-5-2. Il Padova è potenzialmente letale, allenato da un Mister che siamo convinti il suo lavoro l’abbia saputo fare e lo sappia ancora fare non bene, benissimo.

Di fronte a un gruppo così assortito in tutti i reparti, però, ci sono sempre interrogativi ingombranti. Quello della stabilità dello spogliatoio, prima di tutto, elemento che già in altre simili situazioni (ricordate il Padova di Dal Canto edizione 2011/12?) ha avuto notevole peso specifico nel bilancio di stagioni fallimentari. La formula è semplice: servono orgoglio, spirito di sacrificio, e… attributi. Oltre alla chiarezza di idee tattiche da parte del suo tecnico e, naturalmente, al supporto incondizionato dell’intera tifoseria. Nella buona e nella cattiva sorte.

Non ci sono scuse, a mercato chiuso e con il solo calcio giocato sul quale concentrarsi. Questi ragazzi dovranno dimostrare di essere calciatori di categoria superiore, e avranno 18 finali a disposizione per portare il Biancoscudo dove merita. A partire dalla sfida di Giovedì al Martelli di Mantova, una gara da affrontare da Padova, con il coltello tra i denti. Soprattutto, con la consapevolezza di avere un’occasione d’oro per diventare grandi, da qui al termine della stagione.

Cuore oltre l’ostacolo, allora, forsa tosi, demoghe dentro! ❤️⚪️🔴

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