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	<title>La Città Archives - Tifo Padova</title>
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	<description>Il sito dei tifosi biancoscudati, per i tifosi biancoscudati.</description>
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	<title>La Città Archives - Tifo Padova</title>
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		<title>Il Pioniere, il &#8220;nonno&#8221; del Calcio Padova: Tullio Angeli!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2024 12:32:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Padovani Illustri]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Treves de&#039; Bonfili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parlando di nascita del Calcio Padova il pensiero non può che andare al 29 gennaio 1910 e accostarsi&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Parlando di nascita del Calcio Padova il pensiero non può che andare al <strong>29 gennaio 1910</strong> e accostarsi al nome del barone <strong>Giorgio Treves de&#8217; Bonfili</strong> ma, se quest&#8217;ultimo può definirsi, del sodalizio biancoscudato, il &#8220;papà&#8221;, merita un&#8217;adeguata segnalazione anche il &#8220;nonno&#8221;: il padovano <strong>Tullio Angeli</strong>, che propagandò per primo il gioco del calcio a Padova nel 1899. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Studente in Svizzera, Angeli si era iscritto come socio di una società calcistica di San Gallo e quando tornò a casa portò con sé tutto l&#8217;occorrente per giocare al calcio. La prima notizia di una partita ufficiale alla presenza di spettatori appositamente invitati é del giornale &#8220;La Stampa Sportiva&#8221; di Torino che il 27 marzo 1904, con poche righe, comunica che: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<cite><em>«Fra i due team del club di Scherma e Ginnastica di Padova si é disputata la prima gara di football in Campo dei Militari. Un pubblico elegantissimo di signore assisteva alla gara e si appassionò vivamente alla lotta. Fungeva da referee il cav. Cesarano, giudici il conte Edoardo Corinaldi e il sig. Farini.<br>Dopo due riprese la vittoria rimase al partito rosso con tre goals contro due.»</em></cite></blockquote>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">(testi estratti da &#8216;Come Eravamo&#8217; volume di approfondimento storico pubblicato presumibilmente a inizio anni &#8217;60 e dedicato alla storia della città di Padova dall&#8217;Unità d&#8217;Italia in poi)</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="849" height="1024" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2024/01/da2fc95a-eedb-4fac-9434-103aebd341b5-849x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5670" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2024/01/da2fc95a-eedb-4fac-9434-103aebd341b5-849x1024.jpg 849w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2024/01/da2fc95a-eedb-4fac-9434-103aebd341b5-249x300.jpg 249w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2024/01/da2fc95a-eedb-4fac-9434-103aebd341b5-768x927.jpg 768w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2024/01/da2fc95a-eedb-4fac-9434-103aebd341b5.jpg 1137w" sizes="(max-width: 849px) 100vw, 849px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tullio Angeli</figcaption></figure>
</div>


<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Da Wikipedia:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Il Club Ginnastica e Scherma Cesarano Padova era una società di ginnastica e scherma italiana, con sede a Padova. Negli inizi del 1900 ebbe una sezione calcistica che prese parte al Campionato Veneto e all&#8217;Expo del 1906. È di fatto considerata la prima realtà calcistica della città di Padova.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La sezione calcio venne costituita con molta probabilità nel 1902 da un gruppo di pionieri guidati da Tullio Angeli. La prima partita, di questa compagine, sarebbe datata 1902, contro una non meglio precisata squadra vicentina (secondo alcune fonti il neonato Vicenza). Nel 1905 e nel 1906 prese parte al Campionato Veneto contro il Vicenza, perdendo la manifestazione in entrambe le occasioni.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Solamente nel giugno del 1906 però, prese parte, con il nome Club Ginnastica e Scherma Cesarano Padova, ad un match contro il Milan durante l&#8217;Expo del 1906. Tra i giocatori che militarono in questa società, c&#8217;erano Giustiniano Bellavitis, Giorgio Treves de&#8217; Bonfili e altri giocatori che nel 1910 fonderano il Padova.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Dopo aver preso parte al Campionato Veneto del 1907, 1908 e 1909, l&#8217;attività del gruppo si allentò, facendo largo, nel gennaio del 1910 alla fondazione del Padova.</em></p>
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		<title>Ciao Paolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2022 21:29:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Padovani Illustri]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Donà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Allora, cominciamo con il tabellino. Facchin, cinque, punto e virgola. Carbone, sei, virgola. Cotroneo, eh beh qui bisogna&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Allora, cominciamo con il tabellino. Facchin, cinque, punto e virgola. Carbone, sei, virgola. Cotroneo, eh beh qui bisogna dare cinque, perchè un difensore centrale che si fa infilare così io non lo so&#8230;&#8221;</em>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Domenica di inizio settembre, autostrada A4, di ritorno da una sciagurata trasferta a Novara di inizio campionato. Sulla berlina che corre a velocità moderata, al mio fianco Antonio Ammazzagatti – voce del Padova alla radio. Alla guida, <strong>Paolo Donà</strong>. Andatura tranquilla la sua, voce mai inclinata alla minima emozione. E battuta sempre pronta, in un mare di cultura da perdercisi dentro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ebbi la fortuna di conoscerlo all&#8217;alba degli anni &#8217;10 di questo millennio. Una fortuna incredibile, aggiungo, perchè Paolo Donà è stato, e sarà per sempre, &#8220;il&#8221; giornalista che del nostro club ha raccontato storie e vicissitudini. Con acume calcistico dal valore inestimabile, la pignoleria di chi non ha il timore di porre domande talvolta scomode ma mai maliziose, la malcelata passione per una città che gli diede i natali, per la sua cultura, per il club calcistico da sempre amato in maniera viscerale. Mica facile dover essere arbitri dei lunedì sui giornali e fare il tifo per un club in particolare. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho in mente una serie di ricordi sparsi, di Paolo e del tesoro che – in maniera del tutto involontaria – ha lasciato anche sulla mia via. Racconti e aneddoti, più di qualunque altra cosa. Andando in ordine sparso, una telefonata di un socio di minoranza del club di Viale Rocco, da ridere di gusto. <em>&#8220;Pensa, mi squilla il telefono a tarda sera, rispondo e mi sento dare dell&#8217;ebete, ma non una, almeno dieci volte. Nemmeno il tempo di articolare una risposta, e mi arriva un&#8217;invito per una serata tra amici e amiche. Beh, pensavo avessero sbagliato numero, cosa ne so io, salvo poi ricordarmi di aver scritto un paio di cose evidentemente ingombranti a proposito della stanza dei bottoni biancoscudati&#8230;&#8221;.</em> Poi i nomi di presidenti, allenatori, calciatori passati per la città del Santo e in qualche maniera protagonisti di siparietti e scene da strappare sempre il sorriso. Come l&#8217;arrivo della squadra a Birmingham per una partita dell&#8217;Anglo-Italiano nel 1993, contro il West Brom. Capo-delegazione il Presidente Puggina, a fare gli onori di casa improvvisandosi conoscitore della lingua inglese tra strafalcioni e sguardi divertiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, le pagine più belle, quelle di un libro scritto con gli amici Massimo Candotti e Carlo Della Mea. E con il contributo – pieno di passione e voglia di raccontare il Padova che fu – di un manipolo di tifosi giornalisti che (compreso il sottoscritto) crearono <strong>&#8216;Biancoscudo &#8211; Cent&#8217;anni di Calcio Padova&#8217;</strong>. Quante serate, quanti ricordi, e quante risate. Soprattutto sulle differenze tra <em>entrecôte</em> ed <em>entre&#8230;neuse</em>, quando gli toccò – a malincuore – dipingere il ritratto di Cesarino Viganò. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricordava spesso come il Calcio Padova fosse una squadra mai banale. Una di quelle che ti fanno perdere i sentimenti, e mettono a dura prova coronarie e quant&#8217;altro. Lo faceva, credo, per consolare il proprio orgoglio biancoscudato spesso vituperato da personaggi da racconti tra il comico e l&#8217;horror. E per consolare chi, come me, ancora non capiva che alla fine della giornata calcistica, con niente tra le mani o qualche punticino, la ruota ricomincia a girare comunque. E c&#8217;è già un nuovo pezzo da preparare, una nuova intervista con domande pungenti da mettere a punto, una nuova missione per raccontare le gesta del club tra le pagine del suo quotidiano più antico. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei giorni degli opinionisti improvvisati, nell&#8217;era del <em>clickbait</em>, la perdita di Paolo Donà è la perdita di un&#8217;altra figura irripetibile. Quella di uomo integerrimo, appassionato della vita e delle sue bellezze, e di un narratore dallo stile unico, che ha a lungo retto – con altri maestri, sia chiaro – il timone della nave del giornalismo padovano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eccoci di nuovo a bordo di quella berlina in prima corsia lungo la A4, allora. Tabellino e pagelle dettate in tempo reale, e un ultimo pensiero a voce alta: <em>&#8220;Si sta proprio da cento questa sera, trovatemi voi un altro giornalista che può tornare in redazione e trovare i pezzi già pronti direttamente nella casella mail!&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ciao Paolo, sono onorato di averti conosciuto. E Forza Padova, come amavi ripetere.</strong></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="960" height="643" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/08/image.png" alt="" class="wp-image-5114" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/08/image.png 960w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/08/image-300x201.png 300w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/08/image-768x514.png 768w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2022/08/image-150x100.png 150w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>
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		<title>Giorgio Treves de&#8217; Bonfili, il &#8220;papà&#8221; del Calcio Padova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 10:58:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Padovani Illustri]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Treves de&#039; Bonfili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ph: Archivio personale di Alessandro Lancellotti 19 Marzo, festa del papà. E del padre del Calcio Padova 1910,&#8230;</p>
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<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading"><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">Ph: Archivio personale di Alessandro Lancellotti</span></h5>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">19 Marzo, festa del papà. E del padre del Calcio Padova 1910, si ricorda nessuno?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel voler festeggiare tutti i papà biancoscudati – di ieri, oggi, e domani – ritorniamo alle nostre radici più profonde. E ricordiamo uno dei padri del Calcio Padova 1910. Giorgio Treves de&#8217; Bonfili è stato l&#8217;uomo che ha dato vita alla nostra passione, al nostro orgoglio, al vanto di essere biancoscudati. Nella vittoria, così come nella sconfitta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato a Padova nel 1884, fu un pioniere dello sport patavino, dapprima nella società di scherma e ginnastica Cesarano Padova, al fianco del primo fondatore del circolo, Federico Cesarano. Giocò a pallone principalmente come centrocampista, ma con qualche apparizione addiritura tra i pali della porta. Della squadra di cui fece parte fu anche Capitano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 29 Gennaio 1910 iniziò la storia del nostro club, fondato da Treves de&#8217; Bonfili con un manipolo di altri appassionati. Del Calcio Padova sarà ancora calciatore, oltre che Presidente, fino all&#8217;abbandono del campo per diventare Tenente del Genio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Buona festa del papà allora, a Giorgio Treves de&#8217; Bonfili e a ogni generazione a lui successiva. Nel segno dei nostri colori, del biancoscudo, e di quella tradizione tramandata di padre in figlio. Dal 1910, per sempre. </p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Note storiche a cura di <strong>Alessandro Lancellotti</strong>, giornalista e storico del calcio Veneto; le foto fanno parte del suo archivio personale</em>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;inimitabile Spazzola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2021 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Padovani Illustri]]></category>
		<category><![CDATA[amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Gastone Zanon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gastone Zanon, vecchia bandiera del calcio biancoscudato, raccontato dalla penna di Claudio Malagoli, per la rivista &#8220;Il Padova&#8221;&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">Gastone Zanon, vecchia bandiera del calcio biancoscudato, raccontato dalla penna di Claudio Malagoli, per la rivista &#8220;Il Padova&#8221; del Marzo 1991. Un profilo denso di ricordi, e le emozioni di una vita in biancoscudato per l&#8217;indimenticato <em>panzer</em> di Rocco, mancato nel Luglio 2016.</h5>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Gastone Zanon è stato una delle bandiere del Padova. Con la maglia biancoscudata ha disputato ben 119 partite in Serie B e 144 in Serei A lasciando indubbiamente il suo segno non solo nella storia della società patavina ma anche&#8230; nelle caviglia di numerosi attaccanti avversari. Ma Zanon, meglio conosciuto come &#8220;Spazzola&#8221; (per qualcuno è il suo reale cognome&#8230;), si sta distinguendo ancora oggi che ha smesso i panni del calciatore ed anche del dirigente. Quando è chiamato ad incontri, riunioni, cene, conviviali dove si parla di calcio, ufficialmente oppure no, rifugge dai luoghi comuni e si addentra in discorsi divertenti e pepati, con battute e frecciatine di sua esclusività. Vivace anche nel lavoro (settore edilizia) Zanon non è cambiato con il passare degli anni, da quando cioè indossava la maglia biancoscudata. La verve è la stessa. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il padova è stato per me come una famiglia. Con la società biancoscudata ho vissuto due momenti d&#8217;oro. Tutti sono portati a ricordare gli anni magnifici dei trionfi di Rocco ma nella mia memoria ho ben stampato anche il campionato 1948/49 quando il Padova, che era allenato da Serantoni, ha conquistato la promozione in Serie A.</p>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Spazzola-Zanon-714x1024.png" alt="" class="wp-image-4767" width="245" height="351" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Spazzola-Zanon-714x1024.png 714w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Spazzola-Zanon-209x300.png 209w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Spazzola-Zanon-768x1101.png 768w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Spazzola-Zanon-1071x1536.png 1071w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Spazzola-Zanon-1140x1635.png 1140w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/Spazzola-Zanon.png 1186w" sizes="(max-width: 245px) 100vw, 245px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">La partita che ricordo più volentieri risale al Febbraio del 1949 quando pareggiammo in casa per 4-4 con il Grande Torino che poi vinse nettamente il campionato. Pur avendo uno spirito goliardico, affrontammo quell&#8217;incontro con grande cuore e il pareggio fu un risultato davvero sorprendente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono attaccatissimo ai colori del Padova perchè all&#8217;interno dell&#8217;ambiente biancoscudato ho vissuto per ben 19 anni facendo tutta la trafila dai ragazzi alla prima squadra. Il calcio è sempre stato per me sinonimo di passione e divertimento ma non pensavo certo di poter arrivare a certi livelli. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Con Rocco in panchina adottammo il famoso &#8220;catenaccio&#8221;, con marcature a uomo ed il libero dietro ai difensori. Rocco aveva già adottato questo sistema ai tempi della Triestina ed anche Tansini, che allenava la squadra dei ragazzi del Padova, ci faceva giocare pressapoco allo stesso modo. La nostra arma vincente fu l&#8217;entusiasmo. Anno dopo anno la squadra venne ritoccata con l&#8217;innesto di alcune importanti pedine. Quando lo scacchiere fu completato arrivò il terzo posto nel campionato di Serie A alle spalle di Juventus e Fiorentina. Tra noi giocatori ricordo che c&#8217;era grande amicizia ed attaccamento alla maglia, alla società e alla città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parlando di allenatori mi devo soffermare su Serantoni e Rocco. Il primo era più rigido, se qualche giocatore non gli andava a genio lo metteva da parte; Rocco aveva invece una mentalità più paterna, era meno intransigente, se aveva dei dissapori con qualche giocatore cercava poi di aggiustare le cose con la mediazione di Piacentini o di qualche altro personaggio di sua fiducia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma nei miei ricordi merita un posto importante anche Tansini che è stato quello che mi ha fatto crescere non solo come giocatore ma soprattutto come uomo perchè ci teneva moltissimo all&#8217;educazione fuori dal campo. Quando si andava a giocare in trasferta pretendeva che tutti i componenti della squadra vestissero allo stesso modo, stava attento a come mangiavamo, a come parlavamo, ci teneva che avessimo sempre i capelli corti. Ed infatti fu proprio lui a darmi il soprannome di &#8220;spazzola&#8221;. A quei tempi tenevo sempre i capelli corti ma quando mi presentai a un provino me li tagliai ancora di più. E Tansini mi affibbiò il soprannome di &#8220;spazzola&#8221;. Qualcuno successivamente lo ha attribuito al fatto che quando entravo sull&#8217;avversario cercavo sempre di spazzare via il pallone, senza troppa preoccupazione delle caviglie degli avversari. Ho avuto un rapporto stupendo con il pubblico e con tutta la città e lo dimostra il fatto che ancora oggi quando vado allo stadio la gente mi saluta con affetto. Tra i tifosi avevo la fama di &#8220;picchiatore&#8221; perchè entravo sempre deciso sull&#8217;avversario. Non rientrava nel mio spirito tirarmi indietro altrimenti avrei fatto meglio ad andare a fare il ballerino al teatro Verdi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come dirigente entrai nel Padova nel momento in cui Boldrin si fece da parte ed arrivò Farina. Feci parte di un comitato di gestione insieme a Scagnellato e Liccardo, ma ben presto mi resi conto che non c&#8217;erano gli estremi per ridare entusiasmo all&#8217;ambiente biancoscudato. Ricordo ancora una riunione che tenemmo a casa mia e a cui partecipò anche Farina: in quei momenti capii che a Farina stavano a cuore solo i suoi interessi e non certo quelli del Padova. Tornai un po&#8217; nel giro ai tempi di Tonino Pilotto. Prima ancora che un presidente, Pilotto era soprattutto un tifoso. Ero già uscito di scena prima del &#8220;fattaccio&#8221; di Taranto, ma ciò non toglie che Pilotto abbia fatto qualcosa di importante per il Padova riuscendo a creare un clima di entusiasmo attorno alla squadra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Puggina è un personaggio che ha una grande buona volontà e che ha contribuito in maniera importante a rilanciare le quotazioni e l&#8217;immagine del Padova. Mi auguro che riesca a trovare al più presto le persone giuste e mi riferisco a general manager, allenatori e giocatori per fare il definitivo salto di qualità com&#8217;è successo ad esempio a Parma con l&#8217;avvento di Nevio Scala. Colautti, comunque, sta facendo un buon lavoro e la squadra attua un tipo di gioco divertente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Tratto da &#8220;Il Padova&#8221;, anno 2, numero 3 &#8211; Marzo 1991</em><br>di Claudio Malagoli</strong></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-default"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="748" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/zanon-sport-illustrato-1024x748.png" alt="" class="wp-image-4766" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/zanon-sport-illustrato-1024x748.png 1024w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/zanon-sport-illustrato-300x219.png 300w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/zanon-sport-illustrato-768x561.png 768w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/zanon-sport-illustrato-1140x833.png 1140w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2021/01/zanon-sport-illustrato.png 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Sant&#8217;Antonio (Biografia&#8230; Biancoscoppiata)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2020 16:41:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Padovani Illustri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 13 giugno a Padova è festa grande: è il giorno di Sant&#8217;Antonio. Sant&#8217;Antonio era un portoghese: sì,&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il 13 giugno a Padova è festa grande: è il giorno di Sant&#8217;Antonio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sant&#8217;Antonio era un portoghese: sì, proprio come quelli dell&#8217;Appiani che guardavano la partita dalle case intorno o dalla collinetta! Proprio questa sua abitudine a non pagare nei locali lo portò a essere cacciato dal suo paese, finendo a Padova. Era un frate dotato di un&#8217;arte oratoria fuori dal comune tanto che le sue abilità commerciali contribuirono a far vendere la rivista &#8220;il Messaggero&nbsp;di Sant&#8217;Antonio&#8221; in tutto il mondo in milioni di copie e, a conferma di quanto sapesse imbonire la gente, specie le anziane, vendendo l&#8217;abbonamento ventennale (quello pagabile anticipatamente in cambiali o in donazioni di organi) e , soprattutto, per non incorrere in casini con quelli di Report o Striscia la Notizia, non lasciava mai le sue generalità (da qui &#8220;il Santo senza nome&#8221;). Le sue prediche erano accattivanti ma terribilmente lunghe, una vera &#8220;noce&#8221;, tanto che non era cosa rara che ai fedeli venisse fame e si portassero da casa qualcosa di zuccherato da sgranocchiare (col caldo di giugno è un attimo incorrere in un calo glicemico), che poi prese il nome di &#8220;dolce di Sant&#8217;Antonio&#8221;. Il 13 giugno, dopo l&#8217;ennesima, drammatica, eliminazione dai playoff del Calcio Padova, si sentì male e da Camposampiero, dove si trovava, decise di farsi riportare a Padova ma, a causa del traffico alla Castagnara, non arrivò in tempo e morì all&#8217;Arcella. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per celebrare la sua memoria venne costruita un&#8217;imponente basilica con omonimi Monastero, Museo, Scuola, Panificio (il &#8220;pane di Sant&#8217;Antonio&#8221;) e Arca (per quest&#8217;affronto Noè non gli rivolse più la parola). Milioni di persone, ogni anno, si recano qui per pregare sulla tomba del Santo e/o chiedere qualche grazia all&#8217;Ufficio reclami del Messaggero (per la storia degli abbonamenti ventennali con pagamento anticipato di cui parlavamo prima). Per richieste più impegnative, specie tra i tifosi del Padova che si recano ciclicamente per chiedere promozioni e fine dei lavori della curva dell&#8217;Euganeo, campeggia da qualche tempo un cartello: &#8220;So&#8217; un santo ma no fasso miracoi&#8221;.<br>Notevole l&#8217;indotto del brand: oltre a quello dei santini, delle candele e della gadgettistica varia primeggia in quello del grano per i piccioni, primato condiviso con San Pietro ma dietro ad Assisi (lì però è una battaglia persa perché San Francesco parlava direttamente agli uccelli, è una lobby potentissima quella).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un tocco di macabro infine (che fa sempre alzare le visualizzazioni): vi sono, in Basilica, varie parti del corpo conservate ed esposte, tra cui mandibola e lingua. Quest&#8217;ultima, tutt&#8217;ora incorrotta, un po&#8217; d&#8217;anni fa d&#8217;anni fa venne rubata da Felice Maniero ma poi la abbandonò in fretta perché parlava di continuo. <br></p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="802" height="1024" data-id="4154" src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/06/SANTANTONIO-FINITO-più-firma-802x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4154" srcset="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/06/SANTANTONIO-FINITO-più-firma-802x1024.jpg 802w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/06/SANTANTONIO-FINITO-più-firma-235x300.jpg 235w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/06/SANTANTONIO-FINITO-più-firma-768x980.jpg 768w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/06/SANTANTONIO-FINITO-più-firma-1203x1536.jpg 1203w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/06/SANTANTONIO-FINITO-più-firma-1605x2048.jpg 1605w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/06/SANTANTONIO-FINITO-più-firma-1140x1455.jpg 1140w, https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2020/06/SANTANTONIO-FINITO-più-firma-scaled.jpg 2006w" sizes="(max-width: 802px) 100vw, 802px" /></figure>
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		<title>Tito Livio (Biografia… Biancoscoppiata)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2020 16:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Padovani Illustri]]></category>
		<category><![CDATA[Tito Livio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tito Livio era in realtà Romano. Come Angelo Di Livio. Magari sono parenti? A causa dunque di casini&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Tito Livio era in realtà Romano. Come Angelo Di Livio. Magari sono parenti? A causa dunque di casini inenarrabili per capire quale fosse il vero nome si trasferì a Padova. Qui quale liceo frequentò secondo voi? Il Marchesi, ovvio&#8230; un grande classico insomma. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo la sua permanenza padovana fu costellata da problemi di comunicazione, tanto che ancora oggi orde di studenti smadonnano alla Mosconi per tradurre i suoi scritti.<br><br>Non si sa tanto altro di lui, anche perchè all&#8217;epoca non c&#8217;era Wikipedia e quindi è un casino reperire informazioni. L&#8217;unica cosa certa è che troviamo il suo nome inciso su un sacco di pietre, lastre di marmo e documenti vari, quindi le cose sono due: o era famoso o era una parolaccia!</p>
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		<title>Galileo Galilei (Biografia… Biancoscoppiata)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2020 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Padovani Illustri]]></category>
		<category><![CDATA[Galileo Galilei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una vita passata in palestra: un gran fisico! Ma fu anche scienziato, matematico, geometra, astronomo, becchino, bidello e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Una vita passata in palestra: un gran fisico!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma fu anche scienziato, matematico, geometra, astronomo, becchino, bidello e nome di scuola, famoso, tra le altre, per essere stato il primo guardone della storia dato che con un arnese di sua invenzione (tal &#8220;telescopio&#8221;) riusciva a spiare le coppiette appartate sull&#8217;argine del Brenta direttamente da casa sua.<br>Comunque fu anche professore universitario, grande amante della cucina e noto fumatore di marijuana: il suo cannocchiale non era altro, nelle intenzioni, che un bong di legno rivisto e corretto con intuizioni creative ed originali che gli permetteva comunque di vedere le stelle&#8230; Madonna se le vedeva&#8230; A ogni ora della notte e del giorno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Toscano, si è trasferito qui trovandosi subito benissimo, forse per il fatto che anche qi si bestemmia. Ad ogni modo ha lasciato un segno indelebile all&#8217;Università di Padova, probabilmente per i suoi mercoledì universitari ( e torniamo di nuovo alla storia del vedere le stelle ecc ecc) tanto da ripetere ovunque che qui trascorse i &#8220;18 anni migliori della sua vita&#8221;. Oggi si possono ancora vedere e visitare: la casa, la statua in Prato, una meravigliosa cattedra Ikea da cui insegnava (a conferma che, se stringete le viti come dicono sempre nelle istruzioni, quei mobili durano!), il teatro anatomico dove giocava al dott. Frankestein e, al palazzo della Ragione, la riproduzione del Pendolo di Foucault che è da ricondurre all’intuizione che Galileo ebbe sulla rotazione della terra attorno al suo asse (sempre durante quei mercoledì universitari in cui fumava l&#8217;impossibile).<br>La sua frase più famosa: “Misurate ciò che è misurabile e rendete misurabile ciò che non lo è.” Lo aveva messo anche come stato di WhatsApp.</p>
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		<title>Il cavallo del Gattamelata (Biografia… Biancoscoppiata)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 15:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Padovani Illustri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo oggi il cavallo di legno che si trova all&#8217;interno del palazzo della Ragione. Ha una palla sotto&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo oggi il cavallo di legno che si trova all&#8217;interno del palazzo della Ragione. Ha una palla sotto uno zoccolo ma se gli saltasse il tarlo di provare a giocare a calcio sarebbero ca&#8230;voli amari, dato che è di legno. Se non altro l&#8217;ingaggio è ampiamente alla portata, dato che con un po&#8217; di fieno è fatta. Esperti del settore, intrecciando dati da algoritmi sofisticatissimi e fondi di caffè, affermano con sicumera che comunque crossi meglio dell’84% dei terzini transitati per Padova negli ultimi 28 anni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sapevate che originariamente si trattava di una giostra? E che per 400 anni è rimasto senza testa e senza coda? E che non è vero che si tratta di un&#8217;opera del Donatello? Nemmeno noi&#8230; Non siamo mica Wikipedia!</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; parente di quello nel Piazzale antistante alla basilica del Santo in bronzo che si erge, in tutta la sua maestosità, a fianco della Basilica, da molto tempo in restauro per essere stato parecchio rovinato per colpa degli schitti di piccione (brutte storie tra gang rivali di animali per il controllo della piazza della Basilica).</p>
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