L'analisi

L’analisi di… Fano-Padova

Ph: Agenzia Fotografica Piran

Tre spunti per analizzare le cose buone e quelle meno buone di Fano-Padova, gara della seconda giornata di campionato terminata sull’1-1

Il migliore 🏆

Simone Della Latta – Il centrocampista biancoscudato, autore della rete dell’iniziale vantaggio del Padova al “Mancini”, è il nostro MVP in una gara senza troppe luci. Al di la del gol (e dei due centri a Frosinone in Coppa, durante la settimana), è il giocatore che ha saputo calarsi al meglio nell’identità di gioco improntata dal tecnico Mandorlini. Ha primeggiato a centrocampo nel suo ruolo naturale, si è adattato a giocare con più proposititivà, addirittura schierato come esterno offensivo nei concitati minuti finali. Insomma, ha corso per due.

Il dubbio 🧐

In verità di punti interrogativi ne abbiamo più di uno. Dalla cronica difficoltà del Padova a giocare di spada più che di fioretto (lo ha detto anche Pelagatti nel dopo gara di Fano: “Serve cattiveria, e forse anche un po’ di ignoranza”), alla tenuta atletica della squadra. Si, perchè dopo l’infortunio patito da Paponi, si sono registrati altri due piccoli guai di natura fisica, a Valentini in riscaldamento, e a Kresic rimasto negli spogliatoi all’intervallo. Dubbi che Andrea Mandorlini dovrà cercare di fugare in fretta, a maggior ragione in una settimana che vedrà il Padova con un doppio impegno all’orizzonte. Stavolta da non sbagliare neanche per scherzo.

La tattica 🔍

Il 4-3-2-1 impostato da Mandorlini – che aveva funzionato alla perfezione contro il più quotato Frosinione – al “Mancini” ha sparato a salve. Semplice parlarne a posteriori, lo riconosciamo, ma vedere un giocatore come Ronaldo, potenzialmente il più talentuoso e pericoloso, vittima di un costante raddoppio di marcatura avversario e mai in grado di incidere come potrebbe, ha fatto storcere il naso. Si, perchè schierato in veste di un fantasista (ma non troppo), con compiti di ripiego (ma non troppo), ha messo in confusione noi, lui, e probabilmente anche qualcun altro. Per gli esperimenti c’è tempo, ma con le avversarie che corrono già e il bottino di un punto in due partite forse è il caso di disegnare il Padova con i suoi migliori uomini schierati dove possono rendere di più.

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