L'analisi

Trento – Padova 0-1: il punto di Vale!

Grande prestazione del Padova che vince nuovamente fuori casa, continuando il trend positivo in vista dei play off.

Oggi inizio con una parziale rettifica al commento post Arzignano, dopo aver effettuato un backtesting al fine di capire se il secondo tempo con il San Giuliano poteva essere riproposto.

Per ottenere dati statistici significativi ho incrociato due indici, il CPO (coefficiente di pericolosità offensiva) e il CPD (coefficiente di pericolosità difensiva) della vittoria con il Trento confrontandoli con quelli delle ultime 5 partite.

Ebbene, i dati con il Trento sono talmente buoni da poter definire la prestazione come ottima, quasi “perfetta”.

Già dal campo avevo percepito soluzioni nuove, movimento collettivi omogenei, l’utilizzo di 4 moduli diversi in attacco e 3 moduli difensivi, e il tutto in una partita mica scontata, in cui il Trento aveva bisogno di punti, in un campo piccolo (in cui noi facciamo sempre fatica) e contro un’avversaria che gioca sempre a viso aperto.

Ora provo a farvi capire quante e quali dinamiche e cambiamenti tattici sono stati messi in campo.

Primo tempo:

– partiamo con il solito 4-3-3 ma attenzione, con la linea difensiva alta, 5-7 metri fuori area nella parte difensiva, oltre il centrocampo nella parte offensiva;

– registra basso Radrezza (che fa il suo compitino).

– dopo il 20` si passa a un 4-2-4 atipico con Vasic seconda punta;

– chiudiamo il primo tempo in attacco con una particolare atteggiamento offensivo, una sorta di  3-2-5 con Crivello davanti alla difesa, Radrezza sulla sinistra, Rossini e Dezi liberi di infiltrarsi, Bortolussi, Vasic e Liguori ad attaccare gli spazi in area.

Abbiamo dominato il primo tempo, trovando diverse conclusioni a rete, producendo una gran mole di gioco, sbagliando pochissimo.

Secondo tempo:

– il 4-2-4 ha il suo effetto al 7`con il solito Vasic che di testa insacca un traversone dalla trequarti di destra;

– la breve reazione del Trento si scontra su un 4-1-4-1 difensivo, con difesa alta;

– con l’uscita di Radrezza, Rossini e Vasic e l’inserimento di Jelenic, Cretella e Franchini passiamo a un 4-5-1. Il Trento non trova più spazi e rischia sulle ripartenze (peccato quando Bortolussi si fa 50 metri per poi calciare sul portiere);

– chiudiamo la partita in attacco, con Piovanello e Jelenic da esterni che attaccano gli spazi come non ci fosse un domani.

Chi mi era vicino a Trento non capiva la mia euforia per il gioco espresso. È da mesi che volevo vedere una difesa più alta, spazi più stretti tra i reparti, atleti che corrono consapevoli di cosa stanno facendo… Sto parlando di organizzazione e attacco alla zona di conclusione… Ciò mi porta ad assegnare a tutti gli interpreti della partita un 7.5 per la qualità della prestazione.

Menzione particolare per Dezi, voto 9, da interno di centrocampo detta tempi e strategie, alza la mano e, come un direttore d’orchestra, fa girare palla e controlla i movimenti dei compagni, richiamandoli all’occorrenza. I toni sono decisi e nessuno commenta. Tanta roba ragazzi.

Posso sentirmi riconciliato con mister Torrente: non sono un amante del suo gioco, soprattutto quando ci si doveva coprire ma dopo questo backtesting ho capito dove vuole arrivare.

Ci vediamo domenica in curva, forza Padova!

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