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	<title>Playoff Archives - Tifo Padova</title>
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	<title>Playoff Archives - Tifo Padova</title>
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		<title>Superare il fiume in piena é possibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2024 08:47:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Rientri a casa sfatto, esausto, scazzato: la tensione, le birre, i segni sul viso di un rinvio (ancora&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Rientri a casa sfatto, esausto, scazzato: la tensione, le birre, i segni sul viso di un rinvio (ancora incomprensibile) con conseguenti corse – incastri -casini al lavoro e a casa, l’annosa e odiosa condanna del trasporto – code – caselli – navette &#8211; attese snervanti per una trasferta di 30 km (rientro a casa ore 00.40), la pioggia e l’umidità, incessanti e penetranti come non mai in questa odiosa primavera.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ma non è questo il punto.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ti imponi di spegnere il cervello e dormire, implorando un po’ di pietoso ristoro. Ti ritrovi invece nel mezzo di un fiume in piena (cazzo, questo maggio stronzissimo ti condiziona anche la fase Rem). Lo hai preso un po’ sottogamba: lo ricordavi un torrente, un corso d’acqua piuttosto anonimo, del resto lo hai attraversato indenne 10-15 volte negli ultimi anni, con passo deciso e senza esitazioni. Stavolta qualcosa non torna, è diverso: è più profondo del previsto (o di quanto, <em>erroneamente</em>, credevi di ricordare); l’acqua, solitamente quieta e trasparente invece torbida, cupa, melmosa, che non offre punti di riferimento e sufficiente garanzia su come e dove appoggiare il piede; la corrente, impetuosa, vorticosa, penetrante e paralizzante. E poi quel gorgoglìo fragoroso, potente, incessante, che sovrasta la voce, forse anche il pensiero. <strong>Potevi saperlo, dovevi aspettartelo? Decisamente</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ma non è questo il punto.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne sei a metà, le due sponde sono equidistanti. Tornare indietro non è possibile, quel che è fatto è fatto, inutile star qui a recriminare: potevi inciampare una terza volta come avresti potuto ritrovare slancio, approdo, appoggio su un palo. Niente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ma non è questo il punto.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sei nella condizione di stabilire se questa sia la condizione peggiore o migliore, le opzioni sono due: 1) cedere, farti trascinare via, il corpo galleggiante a peso morto verso l’oblìo (ci si accaserà pur sempre in qualche nuovo lido, eh…); 2) non darti per vinto, focalizzarti sulla sponda, ricordarti che hai pur sempre gambe poderose e mezzi tecnici adeguati allo scopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ma non è questo il punto.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il punto è</strong> che se guardi bene, lì in fondo, tra la nebbia, ti stanno venendo incontro delle mani: sono 100, no 1.000, anzi 10.000, unite, legate tra loro, a formare una catena umana. Non ne vedi i visi ma, presta attenzione, ne odi i cori, ne avverti distintamente il battito dei cuori palpitanti di orgoglio. Sono mani che non hanno niente da perdere, sono qui ora e fino a sabato sera, sono mani che han messo da parte lo scazzo degli ultimi anni, sono mani che vogliono sognare.<br><strong>Sta tutto a te. Afferrarle o annegare.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>AVANTI BIANCOSCUDO</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">P.S. Ogni riferimento a corsi d’acqua che ricordino il Bacchiglione è puramente voluto.</p>



<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls src="https://www.tifopadova.it/wp-content/uploads/2024/05/0523-01_1716453561351.mp4"></video></figure>
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		<title>Padova &#8211; Virtus Verona 0-1&#8230; the end: il punto di Vale!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 May 2023 13:59:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'analisi]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Valentino Pedron, tifoso del Calcio Padova, membro di “Appartenenza Biancoscudata”, dirigente del Padova C5 di serie B nazionale,&#8230;</p>
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]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Va<em>lentino Pedron, tifoso del Calcio Padova, membro di “Appartenenza Biancoscudata”, dirigente del Padova C5 di serie B nazionale, specializzato in scouting calcistico, analisi strategie e opzioni di gioco.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fine dei giochi</strong> per la stagione 22/23 del Calcio Padova dopo una serata alquanto sfortunata ma non priva di errori tecnici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi casi<strong> chi vince festeggia e gli altri chiacchierano</strong> &#8211; e ne ho sentite tante, forse troppe, anche di fantasiose &#8211; ma a noi tifosi rimane solo la delusione di un risultato probabilmente ingiusto che ci condanna ad un’altra stagione di serie C.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno quest&#8217;anno ci è andata di lusso: dopotutto società e staff tecnico hanno raggiunto la salvezza, rispettato il budget, onorato fino alla fine la decisione dei fuori rosa (anche se ceduto a dinamiche interne che hanno portato all&#8217;allontanamento di mister Caneo) e rispettato in pieno il programma che prevedeva un anno di transizione (pur rischiando, ad un certo punto, la retrocessione).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parlare della partita di ieri sera è tutto sommato superfluo, sottolineare invece i gravi errori arbitrali (2, fondamentali) per capire come potevano cambiare la partita, doveroso:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; calcio di rigore per atterramento di Liguori avvenuto palesemente in area ma che ha visto comminata una punizione dal limite;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; mancata espulsione per un&#8217;entrata a martello, in ritardo, su Vasic.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due interpretazioni che definire “strane” è davvero riduttivo e non serve certo il VAR, eh, ragazzi, per prendere la giusta decisione,<strong> qui si tratta solo di essere arbitri decenti, svegli e con conoscenza del regolamento</strong>. Palese incapacità? Un sereno calcio in culo a questi personaggi loschi, ambiziosi e pieni di bòria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per noi, e ne sono ancora convinto, era una partita semplice e avevamo tutti i vantaggi tecnico, tattici e di risultati possibili a nostro favore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Atteggiamento, tempi di gioco, possesso palla, iniziative, soluzioni e conclusioni, tutto nella media delle ultime 8/10 partite. Difesa che tutto sommato non rischia nulla, gestione del cronometro perfetta senza prendere ammonizioni, ma non arriva il goal per chiudere la partita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perdiamo la partita quando la Virtus si mette a 3 dietro con Lonato, che è un centrale che imposta dal basso e sale in mezzo al campo. Giusto o no (scelte tattiche) se lo prende Radrezza, cambiando la posizione di gioco che rimane più alta rispetto alle ultime giornate. Con il loro 3-4-3, qualche spazio in più lo trovano. Noi, di contro, abbassiamo la linea difensiva. L&#8217;azione del goal è emblematica: siamo tutti dentro l&#8217;area e solo Crivello tenta un timido contrasto su Cella che si accentra e Gomez insacca facile, di destro, senza ancora nessuno che contrasti l&#8217;azione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Errori sistematici già visti a Piacenza, con la Pergolettese, con il Lecco, sempre la stessa dinamica. Qui c&#8217;è una discriminante in più: passano diversi secondi prima del passaggio filtrante e noi siamo ancora in area piccola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nostra è una squadra <em>fragile</em> sotto tanti punti di vista, poi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>caratteriale</em>, in quanto già facciamo fatica a segnare ma quando andiamo sotto quasi mai riusciamo a recuperare (quest&#8217;anno, se non erro, è successo solo con la Triestina con goal di Delli Carri all&#8217;88&#8217;);</li>



<li>negli <em>atteggiamenti individuali</em>, vedi l&#8217;espulsione di Donnarumma, un pollo (ma ci starebbero anche epiteti peggiori), che mette in inferiorità numerica una squadra che deve recuperare e pareggiare a tutti i costi;</li>



<li><em>fragile nei nervi</em>, vedi al fischio finale con (simil) risse a caso… Tanto ardore lo avrei voluto vedere anche in partita o in qualche allenamento.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Alla fine ci poteva andare peggio&#8230; Poteva piovere!!<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f602.png" alt="😂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f602.png" alt="😂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Fossi in loro adotterei la scusa del campo pesante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci si vede la prossima stagione… Un saluto a tutti.</p>
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		<title>Padova &#8211; Pergolettese 1-0: il punto di Vale!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 09:31:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo le famose 2 &#8220;sberle&#8221; prese in campionato, nella gara che conta per proseguire i playoff verso la&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo le famose 2 &#8220;sberle&#8221; prese in campionato, nella gara che conta per proseguire i playoff verso la serie B, il Padova dimostra il vero valore della squadra con una vittoria meritata e una prestazione di livello, in linea con quelle dell&#8217;ultimo mese di campionato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto semplice? Beh, non proprio… E lo si comprende già nei primi 30 minuti: campo pesantissimo, ai limiti della praticabilità. Fare gioco è complesso, vista anche una Pergolettese che si presenta con il consueto stile aggressivo, su cui spicca un Artioli in mezzo al campo che fa quello che vuole ( a proposito, se il Padova cercasse un regista basso, questo ragazzo ha doti e caratteristiche da leader, costa poco per la categoria e non sfigurerebbe nemmeno in B). Il primo tempo scorre con qualche emozione dalle parti di Donnarumma per qualche tiro da fuori mentre, dalla parte opposta, il Padova ci prova ma il pallone è difficilmente manovrabile sull&#8217;acqua e sviluppare dinamiche per arrivare a conclusione è complicato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel secondo tempo, a porte invertite, il Padova trova un campo migliore. I passaggi, l&#8217;attacco agli spazi e le ripartenze hanno esiti migliori. Troviamo il goal con Liguori che certifica il passaggio del turno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa ha funzionato</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l&#8217;atteggiamento, a viso aperto, senza timore, espressione di un gruppo unito;</li>



<li>la difesa, con un ottimo Valentini, (forse migliore prestazione di questi due anni) che, finalmente, parte a costruire dal basso, coperto da Belli e Crivello che tengono la linea alta… Un atteggiamento propositivo che mi piace tanto;</li>



<li>il centrocampo a 3, ormai consolidato nei sincronismi, anche se Radrezza (prestazione buona) evidenzia sempre alcune sbavature;</li>



<li>l&#8217;attacco a 3, con gli inserimenti di Vasic, che è un&#8217;arma efficace e frutto di un lavoro che arriva da lontano, con Bortolussi in ottima forma &#8211; lo si è visto su un campo così pesante- che non sbaglia nulla nei tre atteggiamenti da pivot alto (ricezione palla con spalle alla porta, assist di testa e inserimenti negli spazi) e prova anche a concludere senza trovare lo specchio della porta;</li>



<li>le sostituzioni: chi entra dalla panchina è fondamentale e subito importante. Liguori segna, Piovanello recupera, tiene palloni e si rende pericoloso (con Crivello a supporto), Cretella tornato su standard elevati ( veloce e grintoso nelle due fasi).</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa non ha funzionato</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>qualche sbavatura che non ha, per fortuna, inciso perché lontana dalla nostra porta ma che va evitata assolutamente in quanto, strada facendo, troveremo squadre sempre più concrete che puniranno al minimo errore;</li>



<li>pochi goal: creiamo tanto ma realizziamo poco. Un rischio soprattutto in trasferta.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<em>immagine più bella</em> della serata? Il ritorno della squadra sotto la tribuna, la festa e gli abbracci al goal di Liguori, i sorrisi stampati sui volti, gli occhi traboccanti di entusiasmo.<br>Segnali che aspettavamo tutti da tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora incontreremo la Virtus Verona, squadra tosta però più pericolosa in casa, forte del campo piccolo. All&#8217;Euganeo i valori dovrebbero (<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f91e-1f3fb.png" alt="🤞🏻" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f605.png" alt="😅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />) tendere più a nostro favore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A domenica…&nbsp;FORZA&nbsp;PADOVA!</p>
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		<title>Padova &#8211; Lecco 3-1: il punto di Vale!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Apr 2023 10:07:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E playoff siano! Prestazione esaltante vissuta dagli spalti, di ancor maggiore qualità rispetto a quella di Trento. Il&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E playoff siano!</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Prestazione esaltante vissuta dagli spalti, di ancor maggiore qualità rispetto a quella di Trento. Il Lecco è squadra organizzata, ha movimenti e schemi radicati da tempo e ha sempre dimostrato di essere una squadra da vertice ma non è un caso che si sia schiantata contro un Padova in piena crescita tanto da fornire la lietissima imprevedibilità del non capire dove possa arrivare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proviamo a individuare certezze e preoccupazioni del Padova di oggi, ad una sola partita dalla fine del campionato, con la testa ai playoff e con un obiettivo che la società non ha ancora dichiarato (né verbalmente né con l&#8217;ufficialità di alcuni rinnovi o premi promozione).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Le certezze</em>:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; finalmente abbiamo dei titolari, sono almeno 15, e chi subentra riesce sempre ad offrire qualcosa in più. Basta esperimenti;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; difesa alta, concreta ed aggressiva, che offre sicurezza a tutta la squadra;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Radrezza vertice basso, che ha conferito equilibrio. Certo, mancano velocità (anche contrasto e precisione talvolta) ma le ripartenze e la costruzione dal basso sono fluide;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; questo 4-3-3 che diventa un 4-2-4 e che mi piace tanto. Con gli inserimenti continui dei centrocampisti, vedi Vasic (ancora a segno ieri al 5’ del primo tempo con un altro colpo di testa);</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; gli esterni che, di volta in volta, si sovrappongono tra inserimenti, attacco degli spazi, incroci e riposizionamenti&#8230; Tanta fatica ma non mollano mai. Esempio: il secondo goal di Jelenic sul cross di Bortolussi che, di suo, protegge palla a metà campo, con un cambio passo supera il difensore e trova lo spazio per mettere una palla in area per Enej che, nel frattempo, si fa 60/70 metri di campo per posizionarsi al centro dell&#8217;area. Tanta roba, ragazzi, un Highlander!</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; l’intelligenza&#8230; Di capire dove posizionarsi in campo per essere utili ai compagni. Lo vediamo sul terzo goal: palla filtrante su Bortolussi, il centrale fa quel metro in più, Bortolussi stesso non interviene perché arriva dal fuorigioco; Russini intuisce l’evolversi dell’azione e schizza in avanti dietro al centrale trovandosi davanti al portiere. A quel punto il goal arriva con la serenità e la consapevolezza di un giocatore che ha capito che è arrivato il suo momento. Nel frattempo, esempio contrario dello stesso concetto, chi non attacca gli spazi copre il compagno o lo supporta nell&#8217;azione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; il ritmo, sempre presente e le idee, chiare, che rendono il gioco scorrevole e mai scontato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Le preoccupazioni</em>:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; la fragilità e il rischio metamorfosi di questi ragazzi: di alti e bassi ne abbiamo visti a volontà in questa stagione;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; i 5 primi minuti del secondo tempo: ritornare a vedere una squadra molle che corre disorganizzata verso l&#8217;area piccola di Donnarumma mi porta alla mente brutti ricordi… Non a caso prendiamo anche goal.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fortunatamente ci riprendiamo dubito e chiudiamo la partita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione a questa presunta fragilità da cementare con un’attenzione continua e la consapevolezza delle nostre qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed ora sotto con i playoff: la finale è il 13 giugno, verrebbe da chiedere un aiuto al Santo ma rischieremmo di sembrare un po’ blasfemi, diamoci intanto da fare per quanto ci compete (cioè tifare, tifare, TIFARE!) e poi fiducia al proverbio “aiutati che il ciel ti aiuta”!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forza Padova!</p>
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		<title>Una testata&#8230; al cuore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2022 13:08:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[2021/22]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[Playoff]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;indomani della seconda finale playoff persa in due stagioni è un amara ricerca di qualcosa da salvare tra&#8230;</p>
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<h4 class="has-text-align-center wp-block-heading">L&#8217;indomani della seconda finale playoff persa in due stagioni è un amara ricerca di qualcosa da salvare tra le ceneri di un dolorosissimo rogo</h4>



<h4 class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">Ph: Ilenia Calli</h4>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il <em>day after</em> Palermo-Padova è uno scenario da malessere generale. Non di quelli che fanno seguito a una notte di divertimento, tutt&#8217;altro. È l&#8217;indomani di una disfatta annunciata, di una bastonata pesantissima, il tramonto di una stagione travagliata, per giunta a nemmeno un anno di distanza da un&#8217;altra finale persa. Quella di Alessandria, degli errori puerili a un metro dal portiere, del maledetto rigore calciato da Gasbarro sui cartelloni pubblicitari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dodici mesi fa, giorno più giorno meno, uscivo di casa al calar della sera dopo 120 minuti più calci di rigore di totale agonia. Un&#8217;agonia maturata al culmine di un anno calcistico a tratti esaltante, in cui la fiducia lasciò brutalmente il posto alla rabbia, quindi alla rassegnazione, quindi alla tristezza. Uscivo di casa, però, con il cuore possibilmente un po&#8217; più forte. Con la consapevolezza che quella squadra, quel gruppo, avrebbe potuto vincere, prima o dopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riavvolto il nastro, 12 mesi più tardi, il mio stato d&#8217;animo è diametralmente opposto. Da questa doppia finale con i rosanero non mi aspettavo nulla. La squadra, per quanto mi riguarda, era già cotta a puntino. Almeno dal fischio finale di Bolzano, dal &#8216;miracolo&#8217; di Poluzzi a tempo quasi scaduto. Troppe le energie fisiche e mentali spese in un anno nato dalle scorie di un campionato perso, con un allenatore (facciamo due&#8230;) non all&#8217;altezza, confusione nelle scelte e nel tempismo delle stesse, a tutte le latitudini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non mi aspettavo certo di vincerli in carrozza, questi playoff. Stanchezza, limiti fisici e – soprattutto – caratteriali, il Padova li aveva dimostrati a più riprese anche contro Juventus Under 23 e Catanzaro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La verità è che i biancoscudati si sono presentati al cospetto del lanciatissimo Palermo con le gomme a terra, con una moltitudine di infortuni spuntati qua e là lungo il percorso nel <em>post-season</em>, con la mentalità scarica di chi ha tribolato per oltre 9 mesi e con la prospettiva concreta (che si traduce in paura), ancora una volta, di non cavarne un ragno dal buco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mettiamoci poi prestazioni senza carattere, senza idee, senza cattiveria alcuna. Uno sfregio, di fronte alle migliaia di tifosi improvvisamente riavvicinatisi alla squadra. E – cosa ben peggiore – una mancanza di rispetto enorme verso quelle poche centinaia di fedeli che invece il biancoscudo l&#8217;han seguito in lungo e in largo pure in tempi di Covid e di capillare disaffezione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mettiamoci un &#8220;prego, accomodatevi&#8221; a Floriano e soci nella sfida d&#8217;andata, e un rigore gentilmente regalato al Palermo in quella di ritorno. Per un fallo di mano talmente idiota da ricordarmi un altro calciatore che vorrei ancora oggi definire con il medesimo aggettivo, mi fosse pubblicamente consentito. Quel fenomeno che qualche anno fa, con un gesto egualmente incomprensibile, risultò decisivo per retrocedere in C.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi c&#8217;è quella testata. Il vero colpo al cuore, la vera &#8216;coltellata&#8217; a una tifoseria, città, provincia intera . Quella di un Capitano che di leader non ha nemmeno la parvenza. Un calciatore che ho amato, con un carattere particolare, un fuoriclasse sul campo, che &#8220;se solo avesse avuto una testa diversa, magari oggi non sarebbe in C&#8230;&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E poco importa, a questo punto, la sconfitta già scritta da giorni e già narrata ad arte da chiunque. Perchè il Padova, quello che conosco, alla fine dei conti, non è nemmeno sceso in campo. Un gesto del genere, tradimento in piena regola, anche al netto delle tempestive scuse, sarà difficile da digerire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da dove ripartire? Sarò sincero: oggi, a nemmeno 24 ore dall&#8217;ennesima sofferenza, fatico a pensare a qualsiasi futuro a tinte biancoscudate. A caldo, però, la prima delle azioni per una eventuale (e non scontata) ricostruzione, dovrà essere l&#8217;epurazione di chi non ha reso come da attese, o peggio, ha mancato di rispetto. Tirando una riga sotto la voce &#8220;proprietà&#8221;, tuttavia, in quanto elemento imprescindibile al nostro ruolo di tifosi. A partire dalla testa di un pesce che mai come quest&#8217;oggi emana un nauseabondo odore di marcio, è obbligatorio fare pulizia, oggi più che mai. </p>
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		<title>Rigori fatali, in B ci va l&#8217;Alessandria</title>
		<link>https://www.tifopadova.it/il-padova/partite/alessandria-padova-playoff-finale-rigori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2021 19:15:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partite]]></category>
		<category><![CDATA[2020/21]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandria]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Gasbarro]]></category>
		<category><![CDATA[Playoff]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Termina 0-0 la sfida del Moccagatta, anche dopo i tempi supplementari. Il Padova sbaglia due volte in maniera&#8230;</p>
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<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">Termina 0-0 la sfida del Moccagatta, anche dopo i tempi supplementari. Il Padova sbaglia due volte in maniera clamorosa il gol del vantaggio tra primo tempo e ripresa. Ai rigori, fatale l&#8217;errore di Gasbarro, poi Rubin manda in B i grigi e spegne la luce sul Padova edizione 2020/21</h5>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Succede tutto dopo i 120 minuti di gioco, al Moccagatta. E vince l&#8217;Alessandria, che porta a casa l&#8217;intera posta in palio – ovvero la promozione in B – ai calci di rigore. La delusione è cocente, perché in pochi istanti scorre il film di un intero campionato. Ben 44 partite, con un epilogo orribile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La sfida. </strong>Il Padova al Moccagatta scende in campo con il suo 4-3-3 di serie. Tornano Ronaldo e Chiricò, si rivede Biasci. Una scelta tattica oculata, quella del tecnico ravennate, che deve badare a recuperare forze fisiche e mentali in un gruppo giunto all&#8217;ultimissimo tornante della stagione. Quello decisivo, e solo per cuori forti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Pronti, via, e il Padova sale in cattedra. Al 3&#8242; Rossettini pennella per Biasci, che sgomita in area, viene toccato da tergo (forse in maniera irregolare), ma riesce a servire Jelenic. Tra una selva di gambe, il destro dello sloveno è ribattuto. Non è finita, perchè da corner Kresic svetta e impatta la sfera, fuori di non molto alla destra di Pisseri. Poi al 6&#8242;, altro break con Ronaldo e Biasci che guadagnano una punizione interessantissima: Chiricò sbaglia la mira.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Occasioni e rimpianti.</strong> Superate le difficoltà iniziali, anche l&#8217;Alessandria alza la testa. Corazza (8&#8242;) va al tiro da fuori, Dini fa buona guardia. La pressione dei grigi non si esaurisce, e i padroni di casa tengono sotto scacco la squadra di Mandorlini con traversoni insidiosi. Ci prova anche Casarini dalla distanza al 13&#8242;, sfruttando uno sfortunato errore in disimpegno di Hallfredsson. Il nuovo break del Padova, al 20&#8242;, è di quelli che potrebbero spaccare in due la partita. <strong>Jelenic si invola sulla mancina</strong> e si fa almeno 40 metri palla al piede prima di trovarsi tutto solo di fronte a Pisseri. Il suo destro sotto porta, però, è debole e innocuo: <strong>occasione colossale</strong> <strong>sprecata</strong>. Botta e risposta, l&#8217;Alessandria si rivede al 21&#8242;, con <strong>Arrighini che tira a giro col destro</strong> e Dini deve fare gli straordinari per deviare in angolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fase centrale del primo tempo vive su ritmi fisiologicamente più bassi, complice il gran caldo. I padroni di casa montano un pressing asfissiante con costanti raddoppi di marcatura specialmente su Ronaldo. Ad eccezione di un paio di timidi tentativi, uno per parte, il finale di tempo è soporifero e scuote gli animi solo poco prima del recupero. Chiricò fa vedere i sorci verdi a Pisseri al 44&#8242;: imbeccato splendidamente da Germano, l&#8217;esterno scudato è bravo ad accentrarsi e a provarci col sinistro, fuori di poco. Applausi (e improperi).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ripresa.</strong> Sul risultato di partenza e a ranghi invariati, si riparte. Senza occasioni eclatanti, il Padova tiene alto il baricentro. I biancoscudati arrivano bene fino agli ultimi 20 metri, ma manca il guizzo vincente, anche a fronte di un&#8217;Alessandria chiuso a dovere quando serve difendersi. I grigi si rivedono al 61&#8242;, con un sinistro al volo di Celia, altissimo, su buona azione dalla corsia destra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al 64&#8242;, l&#8217;altra occasione che fa urlare al cielo i tifosi biancoscudati. Hallfredsson per Ronaldo, il brasiliano per Biasci, che tutto solo di fronte a Pisseri batte rasoterra trovando la deviazione dell&#8217;estremo locale. Incredibile. Longo allora mischia le carte, operando due cambi simultanei. Mandorlini risponde con Bifulco in luogo di Jelenic. Chiricò al 71&#8242; prova a mettersi in proprio, e batte col mancino dalla distanza: Pisseri si salva in tuffo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Grigi in avanti. </strong>È un blitz dell&#8217;Alessandria a scuotere il Moccagatta al 76&#8242;. Arrighini addomestica sulla mancina e crossa al centro dove Mustacchio schiaccia di testa. Dini compie un intervento che ha del miracoloso e salva porta e risultato. È questa la palla-gol più eclatante dei 90 minuti regolamentari, per i piemontesi. Il Padova deve spingere in contropiede allora, come accade al 79&#8242;, quando Hallfredsson ispira per Ronaldo, il quale manca nella fase di finalizzazione dopo l&#8217;ingresso in area. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incedere del cronometro sposta il match verso la delicata fase finale. Si vive in apnea, tra fasi di gioco alternate, tanta tensione, ma nessun pericolo per i due portieri. Anche i cinque minuti di recupero concessi non spostano gli equilibri, e lo spettro dei supplementari diventa realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Extra time. </strong>In avvio di supplementari Mandorlini getta nella mischia anche Gasbarro (per Chiricò, a sorpresa), e il figlio Matteo in luogo di uno stanchissimo Saber. Cambi che spostano alcune pedine sullo scacchiere dei biancoscudati, ora &#8220;a due&#8221; in attaco con Bifulco a supporto di Paponi. Al 98&#8242; Ronaldo ci prova su punizione, pericolosa poco oltre la traversa di Pisseri. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Padova poi, perde Hallfredsson (sostituito da Vasic) per guaio muscolare. L&#8217;islandese esce tra gli applausi, ancora una volta in questi playoff. Poi va registrato un tentativo di Mustacchio, murato da Ronaldo (111&#8242;). Tra interruzioni e crampi ben distribuiti tra le due compagini, si arriva al 120&#8242;. Anche i due minuti di recupero scorrono senza emozioni. Alessandria e Padova si trascinano ai calci di rigore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I tiri dal dischetto sono l&#8217;epilogo più doloroso per un Padova che vede sfumare il successo finale proprio sulla linea del traguardo. Segnano tutti, i primi quattro biancoscudati dagli 11 metri, rispondono con altrettanta precisione i grigi. Poi Gasbarro calcia male e la sfera termina fuori. Il 5-4 finale lo mette nel sacco <strong>Matteo Rubin</strong> (l&#8217;ultimo dei subentrati a supplementari praticamente conclusi). L&#8217;Alessandria va in Serie B.</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alessandria-Padova 5-4 dcr (0-0)</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alessandria (3-4-3)</strong>: Pisseri; Parodi (121&#8242; Rubin), Di Gennaro, Prestia; Mustacchio, Casarini (70&#8242; Giorno), Bruccini, Celia; Chiarello (70&#8242; Di Quinzio), Corazza (115&#8242; Stanco), Arrighini (81&#8242; Eusepi). In panchina: Crisanto, Cosenza, Frediani, Gazzi, Crosta, Macchioni, Mora. All.: Longo</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Padova (4-3-3)</strong>: Dini; Germano, Rossettini, Kresic, Curcio; Saber (94&#8242; Mandorlini M.), Hallfredsson (109&#8242; Vasic), Ronaldo; Chiricò (94&#8242; Gasbarro), Biasci (88&#8242; Paponi), Jelenic (70&#8242; Bifulco). In panchina: Vannucchi, Merelli, Biancon, Andelkovic, Firenze, Nicastro, Cissé. All.: Andrea Mandorlini</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Arbitro:&nbsp;</strong>Matteo Marcenaro Di Genova (Ceccon-Laudato). Quarto uomo: Bitonti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/26bd.png" alt="⚽" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Sequenza rigori: Ronaldo (P, gol), Bruccini (A, gol), Paponi (P, gol), Stanco (A, gol), Curcio (P, gol), Eusepi (A, gol),  Rossettini (P, gol), Giorno (A, gol), Gasbarro (P, fuori), Rubin (A, gol)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f7e8.png" alt="🟨" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Bruccini (A), Hallfredsson (P), Casarini (A), Kresic (P), Saber (P), Mandorlini M. (P)</p>
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		<title>Reti inviolate all&#8217;Euganeo</title>
		<link>https://www.tifopadova.it/il-padova/partite/padova-alessandria-semifinale-playoff-reti-inviolate/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2021 18:33:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partite]]></category>
		<category><![CDATA[2020/21]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandria]]></category>
		<category><![CDATA[Playoff]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Padova e Alessandria chiudono la prima parte della finale playoff senza vincitori né vinti. Lo 0-0 fa gridare&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">Padova e Alessandria chiudono la prima parte della finale playoff senza vincitori né vinti. Lo 0-0 fa gridare vendetta per un paio di grosse occasioni prodotte dai nostri, e rimanda il verdetto al ritorno di Giovedì. Sarà durissima, ma ci proveremo</h5>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">A 96 ore appena dal blitz di Avellino, per il Padova inizia un nuovo capitolo di questa estenuante stagione. Il penultimo atto di un&#8217;annata che descriverla come una &#8220;via crucis&#8221; è quasi riduttivo. All&#8217;Euganeo è biancoscudati contro Alessandria, due squadre giunte all&#8217;ultimo tornante con cammini diversi, eppure accomunate dal medesimo sogno di condurre la nave in porto dopo le montagne russe di stagione regolare e primi turni dei playoff. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Mandorlini deve rinunciare a ben quattro elementi nella sua rosa. Assenze pesanti, quelle di Ronaldo, Saber, Chiricò e del giovane Vasic, tutti appiedati per un turno dal giudice sportivo dopo la vittoria del Partenio. Ecco, dunque, un 4-3-3 atipico, almeno in partenza, con Pelagatti esterno basso, Germano nel trio &#8220;obbligato&#8221; di centrocampo, e poi Biasci e Paponi spalleggiati da Jelenic. In realtà già dai primi minuti, la sensazione è che il tecnico ravennate punti sulla velocità dello sloveno soprattutto per vie centrali, con la coppia Paponi-Biasci in avanti, soluzione più congeniale alle caratteristiche di entrambi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Caldo all&#8217;Euganeo. </strong>Con un&#8217;afa a tratti opprimente (32 gradi sulla colonnina di mercurio), l&#8217;avvio è in quasi in <em>surplace</em>. Al 5&#8242;, su punizione dalla trequarti di Jelenic, Curcio raccoglie, si gira in mezzo metro quadro e prova il sinistro, alto. Applausi. Risponde l&#8217;Alessandria al 10&#8242;, con un rasoterra di Corazza da fuori, senza patemi per Dini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Padova esce alla distanza e gioca un buon calcio, mantenendo l&#8217;iniziativa pur senza creare pericoli eclatanti. Gli ospiti manovrano discretamente a centrocampo, meno votati all&#8217;attacco ma operosi soprattutto sulle corsie laterali. Di fatto, il primo brivido dell&#8217;incontro è di marca piemontese. Al 18&#8242; Parodi disegna un traversone sul quale Dini e retroguardia vanno in ambasce. Sul contro-cross, Corazza va a botta sicura, ma Pelagatti salva il risultato con una ribattuta sulla linea. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ghiaccio bollente. </strong>Il Padova ha un break importante al 28&#8242;. Hallfredsson ruba palla a metà campo e dai 20 metri scocca un sinistro sul quale Pisseri deve distendersi e deviare in tuffo. Applausi per l&#8217;islandese, e per un Padova rinvigorito nello spirito dopo il pericolo scampato. La seconda fiammata, al 33&#8242;, porta la firma di Biasci che imbeccato splendidamente da Jelenic conclude di punta: Pisseri si salva con il piede in uscita. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È il momento migliore dei biancoscudati, che spinti dal proprio pubblico continuano a mettere pressione ai grigi. Al 36&#8242;, Germano si libera sulla destra, cerca Biasci a rimorchio, ma l&#8217;attaccante viene anticipato da Di Gennaro. La risposta ospite è un insidioso cross corto di Celia al 37&#8242;, con tempestiva chiusura della nostra difesa. Prima dell&#8217;intervallo, poi, altro squillo dei grigi, con Chiarello al tiro al volo su invito di Corazza: palla fuori di non molto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Secondo tempo. </strong>La partita a scacchi prosegue anche nella ripresa, senza grosse variazioni sul copione iniziale. Le due squadre si affrontano dovendo dosare le forze e non sempre gli schemi in fase di costruzione sono applicati con lucidità. Il Padova imposta spesso e volentieri alla ricerca della torre Paponi, il quale ha però vita difficile per la guardia montata sistematicamente dai centrali ospiti. Mandorlini capisce il momento difficile del terminale offensivo e gli preferisce Bifulco tornando di fatto al suo 4-3-3 classico. L&#8217;impatto dell&#8217;esterno campano è importante, e in un paio di occasione mette in apprensione la retroguardia dei piemontesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sale alto l&#8217;urlo dell&#8217;Euganeo, e il Padova fa immediatamente gridare al gol. <strong>Della Latta</strong> (59&#8242;) prende palla, semina il panico e da fuori aria scocca un destro che si stampa sulla traversa a Pisseri battuto. È Hallfredsson l&#8217;uomo in più di un Padova ora alla ricerca del gol del vantaggio. L&#8217;islandese, già fondamentale nella vittoria di Avellino, gioca a tutto campo e dispensa palloni importanti. La gara vive però di spunti per lo più isolati. E diventa una questione di pazienza, alla ricerca di un episodio per spostare gli equilibri, da una parte e dall&#8217;altra. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza emozioni, si entra nell&#8217;ultimo quarto d&#8217;ora del match con i 22 in campo visibilmente affaticati. L&#8217;Alessandria fa la voce grossa al 76&#8242;: Eusepi si libera di Rossettini e va al tiro – fuori misura – dal limite. Allora i due tecnici operano tutte le sostituzioni ancora a disposizione e nel Padova si vedono Mandorlini, Andelkovic e il debuttante Ejesi, a rilevare Hallfredsson (il migliore), Jelenic e Biasci. I biancoscudati si ridispongono così con un 3-5-2 più coperto all&#8217;occorrenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Casarini (84&#8242;) ci prova su punizione, senza esito. Nel Padova allora prova ad accendersi il giovane Ejesi, il cui ingresso a sorpresa cela il tentativo di mescolare le carte dalla trequarti in su. La stanchezza, però, è la vera protagonsita in campo. Pelagatti è vittima dei crampi, mentre Kresic è toccato duro al ginocchio destro. Padova e Alessandria si fronteggiano con pochissime energie residue, e il finale è un trascinarsi verso il corposo recupero concesso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La fase finale produce poco o nulla da segnalare. L&#8217;Alessandria si fa pericolosa con una serie di cross insidiosi dalla corsie laterali. Il Padova getta il cuore oltre l&#8217;ostacolo, ma fino al triplice fischio di Zufferli si vive in apnea, badando a non scoprirsi più che cercare il gol. Lo 0-0 finale è specchio di una gara tirata, giocata meglio dal Padova con – a tratti – un&#8217;Alessandria pericolosa con sortite isolate. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo tempo di questa finale per la B si chiude senza vincitori né vinti. Tutto rimandato al Moccagatta giovedì 17, quando finalmente conosceremo il nostro destino. Ora e sempre:<strong><em> FORSA TOSI, DEMOGHE DENTRO!</em></strong></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Padova-Alessandria 0-0</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Padova (4-3-3)</strong>: Dini; Pelagatti, Kresic, Rossettini, Curcio; Germano (76&#8242; Firenze), Hallfredsson (82&#8242; Mandorlini M.), Della Latta; Jelenic (82&#8242; Andelkovic), Paponi (56&#8242; Bifulco), Biasci (82&#8242; Ejesi). In panchina: Vannucchi, Merelli, Biancon, Nicastro, Cissé. All.: Andrea Mandorlini</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alessandria (3-4-1-2)</strong>: Pisseri; Parodi, Di Gennaro, Prestia; Mora (71&#8242; Cosenza), Giorno (81&#8242; Gazzi), Bruccini (60&#8242; Casarini), Celia; Chiarello; Corazza (60&#8242; Eusepi), Arrighini (81&#8242; Stanco). In panchina: Crisanto, Di Quinzio, Frediani, Crosta, Macchioni, Rubin. All. Longo</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Arbitro</strong>: Luca Zufferli di Udine (Di Giacinto-Fontemurato). Quarto uomo: Rutella.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f7e8.png" alt="🟨" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Della Latta (P), Bruccini (A), Giorno (A), Gazzi (A)</p>
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		<title>Padova, sei in finale!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2021 18:11:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partite]]></category>
		<category><![CDATA[2020/21]]></category>
		<category><![CDATA[Avellino]]></category>
		<category><![CDATA[Playoff]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Della Latta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un gol di Della Latta nel primo tempo manda i biancoscudati in finale. Ronaldo e Chiricò sbagliano due&#8230;</p>
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<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">Un gol di Della Latta nel primo tempo manda i biancoscudati in finale. Ronaldo e Chiricò sbagliano due volte il facile raddoppio, poi è un assedio – tanta aggressività e poca sostanza – controllato con ordine. Vai, grande Padova</h5>



<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading"><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">Ph: Agenzia Fotografica Piran</span></h5>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Tre giorni di polemiche. Tre giorni di tensione e di incredibili invettive lanciate dall&#8217;Irpinia, spesso senza fondamento, nel classico stile di chi mette le mani avanti quando sa che le cose potrebbero andare male. E 95 minuti di sofferenza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Stando ai commenti letti sui social, avrebbe dovuto vincere l&#8217;Avellino. Anzi, stravincere. E invece no, vince il Padova, lo fa con pieno merito, zittendo un Partenio inferocito – almeno nel migliaio (forse più?) di tifosi ammessi al suo interno. Decide un gol di Della Latta nella prima frazione, ma la vittoria dei biancoscudati è un mattone sul quale non si può discutere, vuoi per la partita interpretata magistralmente dagli undici in campo, vuoi per le due occasioni clamorose, uomo davanti al portiere, fallite da Ronaldo e Chiricò. E alla fine, tutti zitti, perchè passa il Padova. Passano i padovani. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La tattica.</strong> Non cambia nulla nello scacchiere, rispetto alla gara di tre giorni fa, di Mister Mandorlini. Il 4-3-2-1 del tecnico ravennate vede Ronaldo e Chiricò liberi di svariare alle spalle di Paponi, confermato al centro dell&#8217;attacco. Per il resto, appunto, nessuna variazione sul tema, al cospetto del 3-5-2 biancoverde.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Polemiche, tensioni e nervosismo. </strong>Gli strascichi del dopo-partita all&#8217;Euganeo si fanno sentire fin dalle battute iniziali. Avellino e Padova partono contratte, scambiandosi reciproche &#8220;cortesie&#8221; sul sintetico del Partenio reso scivoloso dall&#8217;abbondante pioggia del pre-gara. Per venti minuti buoni – ad eccezione di qualche timida sortita sugli esterni da ambo le parti – non accade nulla. Il Padova prova ad alzare il baricentro, sfruttando la progressione di Ronaldo spesso smarcato tra le linee. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il lampo.</strong> Al 27&#8242;, da corner, il brasiliano pennella in area. <strong>Della Latta</strong>, tutto solo, raccoglie l&#8217;invito e <strong>fa secco Forte</strong>. È l&#8217;1-0 che fa calare il gelo sul Partenio. L&#8217;Avellino accusa il colpo, e il Padova scappa con Chiricò, &#8220;guadagnando&#8221; anche un nuovo giallo ai danni della difesa di casa. Invitante da punizione, l&#8217;assist di Ronaldo è raccolto da Kresic, ma il suo colpo di testa è impreciso. La reazione degli irpini giunge al 33&#8242;, quando Curcio si complica la vita sulla corsia laterale, lasciando strada libera a Rizzo. Il suo cross arriva dalle parti di Dini, toccato durissimo da Fella dopo una bella uscita in tuffo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro brivido scorre lungo la schiena del Partenio al 38&#8242;. Merito di Ronaldo, ancora protagonista nell&#8217;inserirsi in area di rigore. Da distanza ravvicinata, però, il suo destro &#8220;sporco&#8221; è deviato miracolosamente da forte. Poco dopo potrebbe ripetersi Chiricò in combinazione con Saber, mal sfruttata. Da lì, ricomincia la corrida di strattoni e manate. Tito stende Saber sotto gli occhi del guardalinee e a gioco fermo, ma Colombo non se la sente di prendere alcun provvedimento. Poco dopo, ancora Maniero alza il gomito su Kresic. Fallo, certo, ma del giallo, nemmeno l&#8217;ombra. Pazienza e avanti, insomma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel recupero – corposo – prima dell&#8217;intervallo, i padroni di casa provano a creare densità negli ultimi 16 metri, ma la retroguardia scudata è pressochè impenetrabile, e con concentrazione si va al riposo in vantaggio. Anzi, a chiudere in avanti è proprio il Padova, che dai 20 metri su punizione mette ancora i brividi a Forte con Ronaldo. Il destro del brasiliano è potente, ma centrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ripresa al fulmicotone. </strong>Al rientro Braglia ridisegna i suoi con Errico in luogo di Laezza. Ma il Padova parte a mille e <strong>Chiricò dopo una manciata di secondi si trova tra i piedi il pallone del raddoppio</strong>. Il nostro esterno offensivo salta anche Forte, o quanto meno lo mette a sedere, poi si addormenta e l&#8217;opportunità sfuma incredibilmente. Come dire, le cose facili a noi non piacciono, e la storia continua a ripresentarsi puntuale. Superato lo shock, l&#8217;Avellino ci prova da calcio d&#8217;angolo e Fella chiama Dini al mezzo miracolo, ma Colombo ferma tutto per un fallo precedente al centro dell&#8217;area.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Avellino alza il ritmo attorno al quarto d&#8217;ora. Ci pensa il nuovo entrato Errico, davvero bravo a svariare tra le linee, quando al 60&#8242; prova il destro a giro, alto di poco, con annesso sospiro di sollievo per Dini e compagni. Cambi in arrivo per il Padova, allora, con Paponi e Germano sostituiti da Nicastro e Pelagatti. I lupi ci provano per lo più su calci da fermo, alla ricerca dell&#8217;episodio decisivo. Anche nelle fasi più concitate, pur sotto pressione, i nostri fanno buona guardia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Schiacciati dalla pressione degli irpini, i biancoscudati faticano a tenere il pallino del gioco e calano alla distanza. Mandorlini cambia ancora, avvicendando Ronaldo e Chiricò, per Vasic e Jelenic, ma la ruota non gira, e i nostri si vedranno di rado dalle parti di Forte. Non che l&#8217;Avellino crei occasioni in serie, ma è evidente come la pressione prodotta in campo metta spesso in difficoltà i nostri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Padova allora deve approfittare dei pochissimi spazi concessi in ripartenza. Come al minuti 81&#8242;, quando Jelenic va sul fondo e mette in mezzo dove Aloi è più veloce di Della Latta in arrivo a rimorchio. Braglia allora getta nella mischia anche Bernardotto, giocandosi il tutto per tutto con una sorta di 4-2-4. Errico non ci pensa due volte e all&#8217;85&#8217; si porta sul sinistro la palla del possibile pari. Il suo tiro è ribattuto in maniera provvidenziale, e il Padova può respirare ancora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il finale è un assedio dell&#8217;Avellino, che però gioca più con la forza della disperazione che con trame ragionate. Com&#8217;è normale, del resto, quando la posta in palio è così alta. I cinque minuti di recupero sono letteralmente interminabili. Si gioca a ping pong tra palloni gettati alla rinfusa da una parte e dall&#8217;altra. Fino al triplice fischio di Colombo, che chiude le ostilità e manda il Padova in finale.<strong><em> FORSA TOSI, ORA PIÙ DI PRIMA, DEMOGHE DENTRO!</em></strong></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Avellino-Padova 0-1</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Avellino (3-5-2)</strong>: Forte; Laezza (46&#8242; Errico), Dossena, Illanes (78&#8242; Miceli); Rizzo, Adamo (84&#8242; Bernardotto), Aloi, D’Angelo (78&#8242; De Francesco), Tito; Maniero, Fella (66&#8242; Santaniello). In panchina: Pane, Leoni, Silvestri M., Rocchi, Silvestri L., Baraye. All.: Braglia</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Padova (4-3-2-1)</strong>: Dini; Germano (61&#8242; Pelagatti), Rossettini, Kresic, Curcio; Saber (88&#8242; Andelkovic), Hallfredsson, Della Latta; Chiricò (75&#8242; Jelenic), Ronaldo (75&#8242; Vasic); Paponi (61&#8242; Paponi). In panchina: Vannucchi, Mandorlini M., Biancon, Firenze, Biasci, Bifulco, Ejesi. All.: Andrea Mandorlini</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Arbitro: </strong>Andrea Colombo di Como (Garzelli-Carbone). Quarto uomo: Natilla.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/26bd.png" alt="⚽" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> 27&#8242; Della Latta (P)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f7e8.png" alt="🟨" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Rizzo (A), Illanes (A), Ronaldo (P), Dossena (A), Saber (P), Maniero (A), Aloi (A), Chiricò (P), Rossettini (P), Vasic (P)</p>
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