I PRECEDENTI (NON PENALI): HELLAS IN CASA

C’era una volta… Padova-Verona (e chi se lo ricorda più).

Tocca riavvolgere il nastro fino al 1910 per ritrovare il primo capitolo di questa sfida. Tra “gran dotori” e “tuti mati”, al Campo Belzoni andò in scena un avvincente… 0-0. Un debutto da tramandare ai posteri, nobilitato da un paio di tifosi del Vicenza che – leggenda narra – assistettero alla partita per poi sentenziare con invidiabile accuratezza: “Eh no, no ze un derby questo, el derby con l’Hellas l’è solo nostro!”. Giusto per chiarire subito le gerarchie nella scala del rancore.

La maggior parte dei confronti con i mastini si è giocata tra i cadetti. L’unica parentesi in Serie A risale all’era dei Panzer: torneo 1957/58, terzo posto finale per noi. Un pulitissimo 2-0 all’Appiani firmato Brighenti-Hamrin, e tutti a casa a sognare uno scudetto che, ovviamente, rimase un… bel sogno. Il Verona, dal canto suo, il tricolore lo vincerà negli anni ’80, scavando un solco importante tra la loro bacheca e quella del resto del Veneto pallonaro. Pasiensa, ce ne faremo una ragione.

Negli anni ’90 il derby è poi tornato di moda sotto il tema “C’eravamo tanto… odiati”. All’Appiani gli scaligeri raccoglievano quasi sempre solo delusioni e, nell’emblematico febbraio ’94, persino una pioggia di agrumi. Dopo i gol di Gabrieli e Galderisi, con contorno di rigore di Pippo Inzaghi fatto ripetere e stampato sul palo, i tifosi ospiti decisero bene di rilanciare l’economia agricola locale trasformando il campo di via Carducci in una spremuta a cielo aperto.

E in tempi più recenti?

2007: un sobrio 3-0 (Muzzi, e due volte Baù, che all’epoca abbaiava ferocemente) contro un Verona in piena crisi d’identità.

Anno Domini Cutolo: un tracciante di Raimondi a tempo scaduto, con l’Euganeo rimasto a bocca aperta per un millisecondo prima che la palla finisse in buca – con Mandorlini incazzato come una biscia con Moras per essersi addormentato a recupero in corso.

2018/19: doppietta di Mbakogu, gol di Morganella e un sonoro 3-0 in Serie B. Una giornata indimenticabile, ma utile come i soldi del Monopoli visti i verdetti di fine stagione.

Riflettori accesi all’Euganeo, dunque, vinca il migliore (speremo de no). Dopotutto, tra intellettuali incompresi e folli acclamati, è sempre un grandissimo piacere ritrovarsi.