Amarcord

Treviso – Padova 6-0: la partita invisibile

Nel ricordo di Gianandolfo Trivellato, per tutti Gianni, storica firma giornalistica dello biancoscudata soprattutto al Mattino di Padova, mancato il 16 febbraio, nel giorno di una nebbia che da tempo non si vedeva, proponiamo un suo pezzo che rievoca una partita indimenticabile, anzi, potremmo definire “invisibile” che, proprio nella foschia, trovò la propria scenografia.

“Stagione ’78/79, una delle pagine più amare della società: Treviso – Padova 0-6.
Alla guida della squadra era stato chiamato quell’anno Pivatelli, ex grande goleador bolognese che, conclusa l’attività agonistica, aveva deciso di fare il tecnico e proprio a Padova gli capitò di vivere le sue prime esperienze in panchina. Per la verità non ebbe molta fortuna, anche se in maglia biancoscudata militavano giocatori di una certa caratura e che poi avrebbero fatto strada anche nella massima serie, come Sanguin, Pillon, Berti, Romanini e il portiere Gandolfi. Il calendario propose al Padova, in pieno febbraio, una trasferta a Treviso. Su tutta la pianura, compresa anche la Marca Trevigiana, gravava la cosidetta nebbia da tagliare con il coltello. Una situazione per la quale novantanove arbitri su cento avrebbero deciso il rinvio. Non così per l’arbitro di quella contesa che decise di far giocare uguamente le due squadre. Incassato il primo gol, che ben pochi avevano visto non solo dalle tribune ma anche in campo, i giocatori biancoscudati e lo stesso Pivatelli cominciarono a protestare con il direttore di gara chiedendo la giusta sospensione.
Niente da fare, l’arbitro fu irremovibile e il Treviso andò a nozze segnando altri cinque gol-fantasma. Il tutto in una situazione grottesca, a tal punto che per intervistare il portiere patavino invelenito, io e il fotografo entrammo sul terreno di gioco mentre l’azione era sul versante opposto, senza che lo stesso arbitro si accorgesse della nostra presenza! Finì sei a zero per il Treviso, e purtroppo in quella stagione il Padova retrocesse in C/2. Ma confermando la tradizione, fu da quelle ceneri che il Padova doveva risorgere e grazie ad Antonino Pilotto e al tecnico Giorgi, conoscere qualche anno dopo il ritorno nella serie cadetta. Con una meravigliosa ed appassionata tifoseria guidata da un altrettanto appassionato e caliente Mario Merighi” (che, per tornare alla partita di Treviso, tentò di promuovere nei giorni successivi, prima volta in Italia, una sorta di azione legale collettiva dei tifosi biancoscudati – che oggi chiameremmo “class action”- finalizzata ad una richiesta danni, rimborso biglietto e richiesta di rigiocare il match!)

(L’articolo venne originariamente pubblicato qui )

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