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Euganeo, distanziamento sociale: no problem!

Anni e anni a domandarci a cosa servisse questo agglomerato di cemento, dispersivo come il deserto del Gobi, e ora che il distanziamento sociale è diventato il nostro pane quotidiano, la risposta è davanti ai nostri occhi.

Abbiamo trascorso interi campionati a denigrare i progettisti di questa struttura, quando invece erano dei semplici geni, visionari, con la mente proiettata già nel futuro. Perché, se c’è qualcosa di “distanzialmente socievole”, questo è proprio l’Euganeo, che racchiude tutte le caratteristiche necessarie a rispettare il “modello” per la ripartenza del calcio in Italia dopo l’emergenza COVID-19.

Esiste un posto più dispersivo dell’Euganeo?

Nemmeno Alberto Angela in una delle sue trasmissioni riuscirebbe a darne risposta. La notizia é di questi giorni: un club danese, il Midtjylland, ha avanzato la fantomatica idea di trasmettere le partite in modalità drive-in. A Padova che problemi avremmo? Nessuno! Il parcheggio può essere trasformato nel più grande drive-in d’Italia (con tanto di Mc Donald’s a due passi, le consegne di Crispy Mc Bacon via Deliveroo schizzerebbero alle stelle). I pannelli solari diventerebbero schermi proiettori – anche con l’opzione 3D – ed il gioco è fatto.

Ovviamente con i 2 euro del parcheggio sarebbero inclusi anche i pop-corn. Divieto di camporella e non più di due persone per macchina (tanto vale andarci con l’Ape Piaggio, altrimenti).

Ma ora parliamo dello stadio vero e proprio.

La distanza tribuna-campo supera di gran lunga i 20 metri, i batteri non ci arriverebbero addosso manco prendendo la rincorsa. Vogliamo essere più sicuri? Mettiamoci un’altra barriera protettiva (tanto, barriera in più, barriera in meno…), magari a tre o quattro metri, così poi la riempiamo di acqua e ci facciamo l’effetto acquario. E gli ospiti? Beh, basta alzarci davanti una bella barriera in amianto, stile Via Anelli, così poi d’estate si sta ancora più caldi e i germi alzeranno bandiera bianca, stremati.

Per il pubblico locale non ci sarebbero problemi, basta metterli a seggiolini alterni, tanto di posto ce n’è, e così stando larghi sembreremo anche più di quelli che solitamente vengono alle partite. Oppure, idea ancor più arguta, si potrebbe omaggiare ogni abbonato di una barriera di plexiglass così quando non si gioca la si può riutilizzare per andare al mare a Rosolina.

Il servizio bar, infine, verrebbe fornito direttamente dal campo, con birra lanciata dagli idranti dei pompieri e merendine sparate con la fionda. O con i rinvii di Kresic, forse più precisi. Ecco, a voler trovare un punto forse non a favore dell’Euganeo, eccoci ai servizi igienici. Sono anni ormai che lì dentro pure l’ebola ci va in vacanza, ma non ha mai creato problemi a nessuno.

Ah, se fosse proprio impraticabile la strada dei tifosi presenti fisicamente una buona soluzione potrebbe essere fornita da alcuni pannelli, posti sulle tribune, su cui riprodurre le foto degli aficionados mentre seguono la partita: avremmo finalmente un pubblico composto, che non critica al primo passaggio sbagliato!

Per i giocatori…

Purtroppo evitare il contatto fisico durante la partita sarebbe impossibile. C’è da dire però, che soprattutto nelle ultime settimane di campionato, ogni tanto qualcuno in difesa il distanziamento sociale lo applicava già con il sorriso sul volto. Per gli allenatori, poi, ecco un megafono, da collegare alla cassa del Canta Tu così tutti potranno sentire insulti e sgrammaticati consigli tattici. Un manico di scopa con attaccata in fondo una scarpa servirà invece a prendere a calci dalla distanza chi non segue le indicazioni. Dimenticavamo i portieri? Guanti in lattice XXL da infilare sopra i guantoni, il disinfettante non è necessario perché ci pensano già loro sputandoci sopra. Prima dell’ingresso in campo, poi, proponiamo alle due squadre una nuotatina nelle limpide acque del laghetto Euganeo. Probabile il contagio da tetano, rabbia, scabbia… Ma l’immunità COVID-19, almeno quella, sarà garantita.

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