Partite

Ronaldo-gol in extremis: Padova, che vittoria!

Due traverse, occasioni clamorose e un forcing improduttivo nel finale convulso: il Padova sbanca il Gavagnin Nocini al 95′ con un rigore (sacrosanto!) segnato da Ronaldo
Ph: Agenzia Fotografica Piran

Diciamolo chiaro e tondo: il Padova e la fortuna, in questa stagione, vivono su due pianeti diversi. Vincere per una palla sporca non esiste proprio, neanche quando i biancoscudati giocano col vento in poppa, creando occasioni su occasioni. Alcune fallite, va detto, per demeriti propri. Tante annullate proprio dal rapporto difficile con la dea bendata.

Vincere al 95′ su calcio di rigore, sacrosanto, non è vincere in maniera sporca. È vincere da squadra che non è in vetta per caso, e che avrà il fuoco negli occhi da qui alla fine di questo bello ed appassionante (per chi vi assiste da spettatore, non certo per noi) campionato.

La sfida. Dopo l’agrodolce pareggio interno contro il Cesena c’è poco tempo per recuperare energie fisiche e mentali. Al Gavagnin Nocini, nell’ennesimo Mercoledì di campionato, va in scena Virtus Verona-Padova. Sfida che più difficile non si potrebbe, per i biancoscudati, al cospetto della solida squadra di Gigi Fresco, sconfitta solo quattro volte in campionato finora (proprio come il Padova), e imbattuta da oltre un anno in casa.

Per Mister Mandorlini un po’ di rotazione è d’obbligo, con il ritorno di Ronaldo in cabina di regia e in compagnia di Hallfredsson. Spicca, soprattutto, l’impiego dal primo minuto di Biasci in attacco, mossa a lungo invocata da parte della tifoseria e, punzecchiata al tecnico da parte della stampa.

Passano appena 53 secondi, per vedere il Padova sfiorare il gol. E l’occasione potrebbe spaccare in due la partita, con protagonista il solito Chiricò, che di sinistro stampa il pallone sulla traversa dal limite. Chi si attende un Padova all’arrembaggio, però, rimarrà deluso. I biancoscudati sono attenti e giudiziosi, ma la Virtus prende le misure e inizia a palleggiare con discreta vivacità e guadagna metri pur senza rendersi pericolosa. La gara, allora, si sviluppa da subito secondo previsioni della vigilia: aperta a qualsiasi risultato, con il Padova chiamato a una prova di grande sacrificio tra le strette maglie dei rossoblù di casa.

È una questione di cinismo, e al Padova sembra mancare al 16′, quando sugli sviluppi di un corner, Della Latta da due passi si mangia la colossale palla del vantaggio in semi-acrobazia. Opportunità enorme, quella sul destro del mediano biancoscudato. È nella fase centrale di frazione, infatti, che il Padova alza ritmo e baricentro, provandoci a più riprese ma senza far male. La Virtus, dal canto suo, si rende pericolosa per la prima volta al 32′, con Pittarello, il cui sinistro da posizione defilata sfila a lato della porta di Vannucchi. Al 37′ (dopo una ripartenza mancata da Ronaldo e compagni) potrebbe far male anche Danieli, ma il suo tentativo dal limite è fuori misura.

Ripresa. Pronti, via, ed è subito Chiricò-show. Ancora il mancino biancoscudato mette i brividi alla Virtus con un tiro a giro, questa volta, fuori di un niente alla destra di Giacomel. Due giri di lancette, e il Padova colpisce la seconda traversa della serata. Rossettini di testa fa tremare il legno a estremo locale battuto. Si, chiamatela sfiga, ma non è finita, perchè al 50′ anche Nicastro fa vedere i sorci verdi alla retroguardia veronese, mancando il gol da pochi passi.

Il Padova, pur a fatica, prova a scardinare il muro virtussino ancora con Chiricò, quindi con Ronaldo dalla distanza attorno all’ora di gioco. I pericoli veri, a questo punto del match, sono però di stampo rossoblù. La Virtus Verona, infatti, al 68′ mette a serio repentaglio l’incolumità di Vannucchi con un destro di Danti a botta sicura che l’estremo biancoscudato devia in tuffo. Un minuto più tardi, è invece Delcarro a graziare il Padova da due passi.

Mandorlini getta nella mischia anche Jelenic e Paponi, giocandosi il tutto per tutto nel quarto d’ora finale. Quello che sulla carta dovrebbe essere un assedio, si rivelerà però un difficile forcing nel tentativo di sbloccare una sfida inchiodata sullo 0-0. All’85’ Jelenic pennella in area per Santini, che anticipa il difensore di turno ma schiaccia la sfera vanificando il tentativo. Risponde De Marchi, sul fronte opposto, con un mancino inguardabile da ottima posizione.

Proprio allo scadere, quando tutto sembra perduto, Ronaldo da fuoriclasse per la categoria quale riteniamo il nostro Capitano, salta di netto un difensore in area, e viene steso. Il rigore, lo ribadiamo dopo diversi replay, è solare, e Gualtieri non ha dubbi. Tra le proteste ne fa le spese Cazzola (espulso), poi Ronie la mette nel sacco e regala al Padova i sospirati tre punti. Per i biancoscudati è la nona sinfonia in trasferta quest’anno, e un viatico importante in vista di un’altra finale da “alta tensione”, Domenica all’Euganeo. Avanti così, magico Padova!

Virtus Verona-Padova 0-1

Virtus Verona (4-3-1-2): Giacomel; Daffara, Visentin, Pellacani, Delcarro; Danieli (64′ Lonardi), Cazzola, Zarpellon (79′ Marcandella); Danti; Arma (79′ De Marchi), Pittarello. In panchina: Chiesa, Sibi, Pinto, Mazzolo, Pessot, Bentivoglio, De Rigo, Lonardi, Carlevaris, Bridi. All.: Fresco

Padova (4-3-3): Vannucchi; Germano (76′ Jelenic), Rossettini, Gasbarro, Curcio; Ronaldo, Hallfredsson (64′ Firenze), Della Latta; Chiricò, Nicastro (76′ Paponi), Biasci (59′ Santini). In panchina: Merelli, Mandorlini M., Biancon, Vasic, Kresic, Saber, Andelkovic, Pelagatti. All.: Andrea Mandorlini

Arbitro: Matteo Gualtieri di Asti (Salama-Valente). Quarto uomo: Caldera

⚽️ 95′ Ronaldo (P) (Rig.)

🟨 Nicastro (P), Pellacani (VV), Arma (VV), Zarpellon (VV), Gasbarro (P)
🟥 Cazzola (VV) al 95′ per proteste

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