Partite

Pari e delusione al Martelli

Succede tutto nella ripresa: Ceravolo illude, Bertini riequilibra il match. Supremazia territoriale e qualità individuali non bastano a una squadra che manca in personalità

Ph: Ilenia Calli / Calcio Padova

Due vittorie casalinghe consecutive – tra campionato e Coppa – possono bastare a scacciare i presagi di crisi? La risposta è no. Contro l’ultima della classe in trasferta, il Padova si presenta con l’abito buono, e con un sacco di belle intenzioni. Il 4-3-3 di Pavanel è quasi scolastico, e potrebbe essere l’arma vincente, se accompagnato da una mentalità battagliera e attenzione ai dettagli. Anche quelli apparentemente più insignificanti.

Nella sostanza, però, il Padova gioca benino solo per una frazione, vittima dei soliti difetti di personalità e grinta, che nei momenti topici costano caro alla truppa di Pavanel.

La partita. Dopo le due reti contro Albinoleffe e Virtus Entella, è Chiricò a salire in cattedra in avvio. Suo, al 6′, è il primo tentativo dalla distanza, con Marone chiamato al tuffo per levare la sfera altrimenti destinata all’incrocio dei pali. Ancora l’esterno di Mesagne è poi protagonista al 13′. Azione in fotocopia, progressione sulla destra, finta e rientro sul mancino, ma il rasoterra stavolta sfila a lato di poco.

L’occasione più nitida casca però al 20′. Saber batte veloce una punizione a centrocampo, lanciando per l’accorrente Ceravolo che davanti a Marone si fa ipnotizzare e deviare il destro di prima intenzione. Ci riprova anche Chiricò poco dopo con una rapida discesa delle sue e due conclusioni ribattute. Peccato, perchè 20 minuti di assoluta supremazia non fruttano più di una pacca sulla spalla ai biancoscudati. Di fronte, infatti, c’è un Mantova che bada a difendersi, non senza fatica, volenteroso solo nel ripartire con Piovanello schierato tra le linee.

La fase di stallo si protrarrà ben oltre la mezz’ora. Tra il 33′ e il 35′, si vedono prima una splendida palla di Jelenic per Ceravolo, non efficace nel rimettere a centro area, poi ancora lo sloveno con un velenoso tiro-cross. Bisogna attendere invece il 39′, per trovare il Mantova in avanti. Piovanello scambia con un compagno e si accentra al limite. Il suo sinistro è facile preda di Donnarumma.

Secondo tempo. Alla ripresa dei giochi, il Padova si presenta con un Bifulco in più (dopo la “richiesta di maggiori attenzioni” del post Virtus Entella) e un Jelenic in meno. Proprio l’esterno offensivo avrebbe al 47′ la palla buona per il vantaggio: lancio millimetrico dalle retrovie, controllo e rasoterra troppo debole per far male.

Al 49′, invece, potrebbe essere il Mantova a segnare. Con la complicità della retroguardia scudata, Bertini si invola sulla mancina e serve Panizzi; ne esce un cross basso che attraversa tutta l’area, ma Guccione manca l’aggancio vincente di un soffio. Un giro di lancette, e tocca a Piovanello far imprcare il Martelli: tiro dai 20 metri col sinistro, palla a lato di poco.

Con i virgiliani nel momento di miglior brillantezza ed il Padova in affanno, ecco la prima svolta. Ronaldo (55′) preme triangolo sul joypad e verticalizza alla perfezione per Ceravolo, il quale a tu per tu con Marone deposita in rete con un pallonetto delizioso. È l’1-0 scaccia-paure, almeno per una decina di minuti. Tanto basta – pur con il Padova ora in controllo – al Mantova per trovare il pari. Merito di Bertini (il migliore) che al 64′ da calcio piazzato fa secco Donnarumma. Palla al centro.

Confusione e paura. Una volta capovolta l’inerzia del match, riaffiorano le fragilità mentali della squadra di Pavanel, nuovamente sulle gambe dopo il pari lombardo. Fragilità figlie di una mentalità che porta i biancoscudati a giocare spesso e volentieri in maniera compassata nelle fasi cruciali. Nella fase centrale della ripresa, infatti, sono i padroni di casa a fare la partita. E nell’apprensione generale, ogni azione, anche quando non oggettivamente pericolosa, rischia di far saltare le coronarie. Ben chiusa là dietro, poi, la squadra di Lauro sbarra la strada agli avanti di un Padova abulico e senza idee, complice anche il calo vistoso di Ronaldo in mezzo al campo.

La girandola di cambi non cambia il copione di un match incanalatosi in un binario pericoloso. Si gioca un po’ alla rinfusa, con tanti palloni gettati in avanti, e nel disperato tentativo di ritrovare il vantaggio. Per di più, al 93′, l’occasione per il colpaccio ce l’hanno i biancorossi di casa. Pedrini in discesa libera sulla destra conclude con un fendente che esce alla destra di Donnarumma.

Tutti a casa, sull’1-1, e il risultato è obiettivamente negativo, per una squadra ora costretta a rincorrere un Südtirol al momento imperforabile. Forsa tosi, nonostante tutto, demoghe dentro.

Mantova-Padova 1-1

Mantova (4-3-3): Marone; Esposito, Checchi, Pilati, Panizzi; Messori, Bucolo (59′ Paudice), Gerbaudo; Piovanello (76′ Pedrini), Guccione (92′ Pinton), Bertini. In panchina: Tosi, Agbugui, Silvestro, Zibert, Rihai, Milillo, Fontana, Vaccaro, Zappa. All.: Lauro

Padova (4-3-3): Donnarumma; Kirwan, Valentini, Monaco, Curcio; Saber (76′ Busellato), Ronaldo, Della Latta (84′ Nicastro); Chiricò (84′ Busellato), Ceravolo, Jelenic (46′ Bifulco). In panchina: Vannucchi, Gasbarro, Pelagatti, Germano, Biasci, Vasic, Andelkovic, Settembrini. All.: Pavanel

Arbitro: Valerio Maranesi di Ciampino (Ciancaglini-Ferrari). Quarto uomo: Bonacina.

⚽️ 55′ Ceravolo (P), 64′ Bertini (M)

🟨 Curcio (P), Messori (M), Ronaldo (P), Pilati (M), Pinton (M)

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