Amarcord

La maglia, una seconda pelle – Tra modernità e tradizione

La settima puntata della nostra speciale rubrica dedicata alla maglia biancoscudata ripercorre il decennio 2010-2020, tra nuovi spunti di modernità e un occhio sempre puntato sulla storia, ora ultra-centenaria, del Calcio Padova

Archiviata una salvezza sofferta, con le maglie giallo fluo protagoniste, il Padova riparte con entusiasmo. A vestire il biancoscudo, per il terzo anno consecutivo (e l’ultimo del ciclo di sponsorizzazione) è ancora la veneta Lotto. Il nuovo look, però, non entusiasma granchè, almeno a parere di chi scrive. La prima maglia, infatti, si arricchisce di una sorta di “onda” sul petto a sovrastare gli sponsor ufficiali (Famila e Cassa di Risparmio del Veneto).

La soluzione cromatica richiama la forma di un boomerang e fa storcere il naso ai più. A rinforzare il parere poco positivo della tifoseria, è per altro la presenza del mal sopportato “cerchioscudo”, ancora sul petto dei biancoscudati per gli ultimi mesi di festeggiamenti nell’anno del Centenario.

La seconda maglia si tinge di nero, mentre la “fluo” portafortuna rimane come terza scelta, utilizzata solo in un paio di occasioni in stagione e custodita nel cassetto durante i playoff per la promozione in A, sfumata negli ultimi 90 minuti a Novara.

Con l’inizio della stagione 2011/12 e le ambizioni di Serie A diretta della Società di Cestaro, cambia anche il fornitore del materiale tecnico. La spagnola Joma Sport si aggiudica il ciclo del triennio 2011-2014 al fianco del Calcio Padova.

Il restyling della maglia è da subito di quelli da occhi a forma di cuore. 😍 Via il cerchio attorno allo scudo, ecco un simbolo più grande all’altezza del cuore, con il ritorno della scritta ACP sullo stemma storico. Cosa ben più importante, la maglia è – come dovrebbe essere – totalmente bianca, con la sola eccezione dei bordi rossi. Come ai vecchi tempi. A completare il quadro, una seconda casacca nera, di sicuro impatto, e la terza gialla (meno entusiasmante), per una squadra che nonostante le pazze spese estive non riuscirà a centrare nemmeno i playoff.

L’estate del 2012 si apre con un’interessante novità. Per la nuova edizione della biancoscudata, compaiono i laccetti al collo, a richiamare – nello stile – una maglia già vista negli anni ’40. La divisa da trasferta, in particolare, ricorda quella celebre degli inglesi dell’Arsenal, con le maniche bianche in contrasto al colore rosso, dominante.

Il tris di maglie della stagione 2012/13, con il solo sponsor Famila e il particolare dei lacci sul colletto della prima e della seconda divisa.

L’ultima stagione con Joma è, purtroppo, quella che coincide con il passaggio del Padova nelle mani di Diego Penocchio, che porterà il biancoscudo nel baratro. Quasi in linea con i brutti presagi della nuova gestione societaria, lo sforzo creativo dell’azienda di Toledo è pressochè nullo. Le nuove divise ricalcano quelle della stagione precedente, con una prima maglia bianca con risvolti rossi e lacci sul colletto, una seconda totalmente rossa (comprese le maniche) e una terza nera con sottili righe orizzontali bianche. Il risultato, in una stagione da dimenticare, è quello di una maglia anonima, un po’ snobbata dai tifosi biancoscudati.

Il centrocampista biancoscudato Giovanni La Camera in azione contro il Palermo l’8 Febbraio 2014

Con la retrocessione e il conseguente dissesto finanziario provocato dalla sciagurata gestione Cestaro (prima) e Penocchio (poi), il Padova riparte mestamente dalla Serie D. La maglia della Biancoscudati Padova è firmata Macron, un ritorno per il nostro club dopo la sponsorizzazione tra il 2003 e il 2008. La nuova divisa è un pieno di novità, tra nuovi sponsor ufficiali e uno scollo a V “morbido” che conferisce alla divisa uno stile particolarmente elegante. La seconda maglia è, ancora una volta, completamente rossa, mentre per la terza, la neonata ha in serbo una sorpresa particolare.

Il Padova di Capitan Cunico in azione durante la stagione di Serie D 2014/15.

Un sondaggio condotto durante la terribile stagione precedente, infatti, aveva infatti chiesto ai tifosi di scegliere la loro “terza” divisa ideale, decretando un ritorno al passato con una maglia realizzata in toni di blu scuro, e il celebre simbolo equestre del Gattamelata in bella vista.

Un deja vu per molti, memori dell’esperienza in Serie A con Diadora nella stagione 1995/96 e negli anni a venire. E, di fatto, un input per il futuro più prossimo in cui la silhouette del cavallo di Erasmo da Narni troverà sempre spazio – in varie forme – sulla maglia da gara e sul materiale tecnico ufficiale della Società.

Macron curerà il look dei biancoscudati anche nella stagione 2015/16 (in Lega Pro) e durante l’annata successiva. Con un look minimalista e attento alla tradizione, e con lo scudo in bella vista, le maglie del Padova si contraddistingueranno prima per il particolare di un bottone con clip sul colletto (edizione 2015), quindi per i profili rossi sulla prima maglia un anno più tardi.

Con la “seconda” stabilmente rossa, la terza maglia finirà però al centro delle polemiche nella stagione 2015/16. Nera con due strisce orizzontali biancorosse, la divisa somiglia tanto – troppo! – a quella dei poco simpatici cugini del Vicenza. Vedere per credere.

L’esperienza Macron si chiude al termine del campionato 2016/17, quando per la prima volta nella storia ultracentenaria del nostro club, Robe di Kappa – azienda torinese fondata nel 1916 e celebre per le maglie super tech della Nazionale azzurra a inizio anni ‘2000 – si lega al Padova con un contratto di sponsorizzazione tecnica.

I risultati sono, fin dal primo anno, di assoluto rilievo. Le maglie (2017/18) – più aderenti rispetto allo stile precedente – risaltano in campo soprattutto per lo scudo in versione XL cucito sul petto. La seconda, di colore rosso acceso, è arricchita dal chiaroscuro di Prato della Valle. Infine, ancora una volta, la terza maglia nera é di quelle far stropicciare gli occhi. L’effige del Gattamelata è lì in bella vista, disegnata con un collage di parole, quelle di “Ma torno a Padova…”, inno dell’intera tifoseria.

Pulzetti, Merelli e Trevisan con le maglie da gara per la stagione 2018/19 in Serie B.
Ph: Agenzia Fotografica Piran

Il ritorno in B (2018/19) porta una leggera rivisitazione del “tris” di maglie biancoscudate. C’è la prima maglia bianca senza risvolti rossi. La seconda diventa blu, con il Gattamelata a coprire l’intera superficie anteriore. La terza è un omaggio al gemellaggio con la tifoseria del Palermo che continua a rinnovarsi dal 1983. Ne parliamo a parte, in un pezzo speciale, di questa terza casacca nera con profili rosa, che non poco ha fatto discutere la tifoseria.

2016

Infine, il terzo tassello firmato Kappa, quello della stagione 2019/20, con il ritorno in Lega Pro. Il Padova di Sullo (prima) e Mandorlini (poi) veste una splendida prima maglia bianca senza fronzoli né effetti speciali, un leggero scollo a V e bordini rosso. Poi c’è la seconda, rossa, con il Gattamelata e uno scudo gigante a coprire l’intera parte anteriore. E infine un ritorno a un paio di lustri fa, con la terza giallo fluo. Quella della vittoria nel derby di Vicenza, prima della flessione decisiva e dell’interruzione della stagione regolare.

Qui i precedenti capitoli del nostro speciale sulla maglia più bella del mondo:

#1. Dalle origini agli anni ’50
#2. Il biancoscudo dei Panzer
#3. Anni bui
#4. I primi sponsor
#5. Un futuro di… Serie A
#6. Il nuovo millennio

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