Amarcord

La maglia, una seconda pelle – Il nuovo millennio

Il passaggio al nuovo millennio vede il Padova cambiare diversi marchi per il proprio materiale tecnico. Biemme, Valsport, quindi Macron disegnano le maglie dei primi anni ‘2000, tra ricordi agrodolci e segnali di rinascita sportiva.

Con la bruciante retrocessione in C2, si interrompe anche il rapporto con Diadora, che con il Padova ha conosciuto ben tre retrocessioni in quattro stagioni. Il marchio di Caerano San Marco lascia il posto alla Biemme Sport di Brogliano, Vicenza. Già sponsor tecnico della società berica e – negli anni – marchio di rappresentanza tecnica di Cagliari, Chievo Verona e Fidelis Andria, Biemme affiancherà il Padova per due stagioni, entrambe in quarta serie.

La maglia del biennio 1999-2001 passa quasi inosservata. Lo scudo, con il Gattamelata, è più piccolo, e sulla maglia bianca risaltano soprattutto lo sponsor ufficiale, Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con la riproposizione dello stemma societario a contrasto. Niente di che, insomma. Anche la seconda maglia, completamente rossa, è abbastanza anonima, quanto la prima annata di C2 conclusasi con un nulla di fatto. Le cose vanno meglio nella stagione 2000/01, quando il Padova del nuovo Presidente Mazzocco e del tecnico Varrella vince alla grande il campionato e torna in C1. Biemme è invece ai saluti. Di lì a poco, l’azienda vicentina tornerà a concentrarsi soltanto sul ciclismo, il primo “amore” sportivo.

Vinto il campionato, il Padova finalmente tutto padovano in società, si lega (finalmente) a un’azienda della città quale sponsor tecnico. Valsport è il nuovo partner della società di Via Sorio con un accordo biennale. La maglia biancoscudata viene ridisegnata e per l’inizio della stagione 2001/02 presenta una grossa novità: il ritorno dello scudo storico, in luogo del restyling del 1989 con il Gattamelata, deciso a furor di popolo tramite un sondaggio lanciato da “Il Mattino di Padova” qualche mese prima. Quella maglia, a parere di chi scrive, è di diritto tra le più belle mai prodotte nel nuovo millennio, perché incredibilmente semplice e realizzata con materiale di qualità. Il tema è naturalmente su fondo bianco, con lo scudo allargato sul petto e piccole righe rosse sul colletto. Da far girare la testa, insomma. Ancor più apprezzata dai tifosi, soprattutto quelli della Curva, è poi la maglia da trasferta, tutta nera con profili bianchi e rossi, spesso utilizzata nelle gare giocate lontano dall’Euganeo.

Nell’anno culminato con i playoff persi in semifinale contro l’Albinoleffe (2002/03), Valsport ripensa la maglia principale con il dettaglio di una micro-riga rossa giusto all’altezza delle spalle. E poi c’è la sorpresa per il girone di ritorno: ne parleremo in un pezzo speciale a conclusione di questa serie, per raccontare quel Padova con addosso una maglia speciale. Quella bianca con maniche rosse, proposta dallo sponsor tecnico per ricordare la promozione in B al termine del campionato 1982/83, vent’anni esatti prima, in cui il Padova scese in campo proprio con quel look.

Davide Succi e Ciro Ginestra festeggiano il gol del momentaneo vantaggio in Prato-Padova 1-1 del 29 Settembre 2002.

Il finale amaro del torneo di C1 vede salire in cattedra Marcello Cestaro, imprenditore vicentino a capo dell’impero Famila e fino ad allora socio di minoranza. Il Cavaliere inizia a ridisegnare il Padova a suon di colpi da novanta (più o meno). Anche lo sponsor tecnico cambia, con l’avvento della bolognese Macron, che per la stagione 2003/04 crea divise semplici nella loro composizione cromatica. Dalla classica bianca con bordini rossi, si passa alla seconda totalmente rossa, e infine a una terza ancora una volta nera con contorni biancorossi. Anche lo sponsor ufficiale cambia: ecco Famila, con in alternanza un secondo marchio (Almondy prima, poi Kopparberg) per i rapporti commerciali di Cestaro con l’imprenditore svedese Jens Bernhardsson.

Ciro Ginestra in azione durante Padova-Fermana della stagione 2005/06.

Un anno più tardi, lo scudo finisce al centro – giusto sotto lo scollo morbido– in una divisa un po’ anonima a parere di chi scrive, dalle taglie abbondanti rispetto al taglio classico del periodo. La seconda maglia rimane rossa, mentre la terza si tinge di un blu acceso non proprio entusiasmante. Per il torneo 2005/06 ancora Macron propone la biancoscudata classica con stemma nuovamente a sinistra, all’altezza del cuore. Un altro esperimento, decisamente infelice, tocca alla terza maglia, di colore azzurro chiaro.

Eder Baù festeggia un gol del Padova contro il Venezia, il 28 Ottobre 2007 all’Euganeo.

L’azienda bolognese rimarrà in sella fino a tutto il 2008, proponendo nelle due successive stagioni una croce rossa spostata verso il fianco destro. Sottigliezza pressoché inutile, osiamo dire, così come non rappresentativa della tradizionale divisa del Padova. Anche la seconda e terza maglia saranno variazioni sul tema principale: blu navy con croce rossa, nera con croce dorata, utilizzate in alcune occasioni nel biennio considerato.

Dopo cinque anni di collaborazione, dunque, ecco il ritorno di Lotto, che mancava dalle divise dal Padova dal 1995, per una maglia biancoscudata rinnovata nel look e nei materiali utilizzati. Quella del campionato 2008/09 è una divisa minimalista. Lo scudo è al centro, poco sotto il colletto, di una prima maglia bianca con profili rossi e una seconda totalmente rossa.

Capitan Cotroneo festeggia con i compagni dopo una vittoria all’Euganeo.

La vera novità – autentico portafortuna, come vedremo – è nella terza maglia, proposta dall’azienda trevigiana in giallo fluo con calzoncini neri. Sarà la maglia della risalita in Serie B dopo il doppio playoff mozzafiato contro la Pro Patria. Quella indossata da Totò di Nardo e compagni nella partita conclusiva di una stagione sulle montagne russe, con la doppietta decisiva allo “Speroni”, per il ritorno tra i cadetti atteso per ben 11 anni.

La formazione del Padova, in maglia giallo fluo firmata Lotto, che il 21 Giugno 2009 riconquistò la Serie B sul campo della Pro Patria.
Andrea Bovo con la maglia biancoscudata nel campionato di Serie B 2009/10.

Con il biancoscudo finalmente in Serie B, Lotto prosegue con maglie abbastanza tradizionali. La prima bianca si arricchisce di una riga rossa a disegnare una sorta di arco sul petto. La seconda divisa rossa, invece, vede la presenza di inserti bianchi. La terza, sullo stesso layout, è nera con inserti bianchi. E poi c’è la quarta maglia della stagione, un jolly, la divisa portafortuna dei playoff del 2009 color giallo evidenziatore. Per inciso, sarà anche la maglia che vedrà il Padova trionfare a Trieste in un doppio playout mozzafiato nel Giugno del 2010. Come detto in un’altra occasione: maglia che vince, non si cambia.

Nella prossima puntata, conclusiva della nostra serie “La maglia, una seconda pelle”, ecco gli anni 2010-2020. Il Padova vive l’incubo della Serie D, ma rialza presto la testa, con addosso quel biancoscudo dal fascino senza tempo.

Qui i precedenti capitoli del nostro speciale sulla maglia più bella del mondo:

#1. Dalle origini agli anni ’50
#2. Il biancoscudo dei Panzer
#3. Anni bui
#4. I primi sponsor
#5. Un futuro di… Serie A

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