Ci sono considerazioni che nascono così, un mattino, di fronte ad una tazza di caffè, in un nebuloso momento in cui si alternano rabbia, incredulità, fastidio ad una (immotivata?) speranza e le nostre menti, notoriamente contorte, trovano in un cognome come BREDA un segno… Caffeinico.

Un segno che, tra una sorsata e l’altra, si intreccia al nostro comune destino, biancoscudato e padovano, perché questo cognome rimanda ad uno storico marchio di caffè, caso vuole padovano nelle origini (1921), e proprio nella famosa bevanda scura ritroviamo le nostre impronte in una strada, impolverata e piena di buche, percorsa spesso a braccetto: chicchi tostati e colori biancoscudati.

E allora c’era una volta il caffè “made in Padova”, frutto della capacità imprenditoriale di alcuni pionieri nei primi due decenni del secolo scorso. I più famosi: Vescovi, Diemme, Pedron, Breda appunto. Alcuni lasciando un segno profondo nel biancoscudo – Gino Vescovi ne fu addirittura il presidente, dal 1963 al 1967 (e con lui il Padova nel 1962-1963 in Europa arrivò in finale di Coppa Rappan e in finale di Coppa Italia contro il Milan) – altri con partnership e collaborazioni di marketing in annate anche recenti (Diemme), e come non pensare a slogan di pubblicità storiche gracchiate dagli altoparlanti dello stadio Appiani (“Caffè nero o caffè bianco?” o “Incas caffé vale un Perú” ti ricordano nulla? *)

Saranno banalità, sarà che tentiamo di trovare appigli – anche irrazionali – ad un razionale e nuvoloso odierno calcistico, sarà, più semplicemente ancora, che nei fondi del caffè… Prediremo il nostro futuro!?
E allora via così, confidando ed augurando al nuovo mister un effetto sulla squadra stimolante e che, come la caffeina, aumenti vigilanza, attenzione, prestazioni fisiche e risultati bloccando non solo l’adenosina (il neurotrasmettitore che induce stanchezza) ma anche quello… Della paura di retrocedere.
Non ci resta che fare una cosa: accantonare (momentaneamente si intende) considerazioni, polemiche e cattivi pensieri, armarsi di sciarpa al collo, in mano bandiera e una birra… ehm un caffè, e pronti a urlare a squarciagola: FORZA PADOVA !

* Ah, a proposito di pubblicità storiche dello stadio Appiani…